E7 - Tratto Friulano

 

E7 - Tappa da Barcis a Maniago.


Partiamo da Barcis seguendo la sponda del lago omonimo a tratti su pensilina sopra l'acqua, brevi tratti bianchi ed asfalto essendo anche pista ciclabile, con lievissimi saliscendi ci troviamo allo sbarramento del lago ,attraversiamo il ponte Antoi trovandoci di fronte al ufficio informazioni del parco delle dolomiti Friulane. Seguiamo la vecchia strada della val Cellina sino ad incontrare una prima tabella lignea di fianco ad una centrale elettrica. Il sentiero C.A.I. 997 ci porta a seguire il tracciato denominato del " Dint ", varie segnalazioni ci conducono verso la strada regionale 251, oltrepassata una breve galleria seguiamo le indicazioni stradali verso Andreis sino ad incontrare un punto di ristoro proprio sulla strada, utile essendo l'unico dove poter prendere informazioni e fare degli approvvigionamenti. Seguiamo ancora la regionale per breve tratto al primo bivio teniamo la destra, dopo il ponte sul torrente" alba" ancora a destra ed a pochi metri a sinistra ( tabella Maniago e forcella la crous ). Alla forcella siamo ad un quadrivio da qui seguiamo il tracciato centrale ( 967 e 899 ) è la vecchia strada dei mercanti che da Andreis si portavano a Maniago per il mercato ed anche tratto di sentiero denominato " Frasati ". Il selciato che seguiamo arriva alla chiesetta di S. Antonio ( bivio a sinistra ( C.A.I. 899 ) per Maniago con una breve salita mentre a destra ci troveremo sopra la diga e ponte Revedis).Altro bivio ingannevole lo troviamo al incrocio con una strada bianca, noi continuiamo sul 899 ormai alle porte di Maniago precisamente al " castello ". Molte cartine non riportano il tracciato descritto da forcella ( crous ) le stesse ci farebbero salire al monte Fara e casera jouf, non ci interessano, seguiamo il tracciato come descritto denominato anche sentiero Frasati.

Difficoltà Turistica la parte centrale abbisogna di maggior attenzione.
Tempo previsto ore 6 circa.
Distanza 20 chilometri circa.

 

 

E7 - Tappa dalla baita Arneri a malga Valli.

 

Lasciato il sentiero C.A.I.993 ci troviamo alla baita Arneri ( M. 1600 )ameno rifugio che merita un momento di riposo ed uno sguardo al panorama che ci circonda,nelle belle giornate è visibile il mare verso il Triestino. Dalla baita scendiamo per un tratto sulla pista da sci alla sinistra, appena spiana ci spostiamo a sinistra per in sentiero (924) che ci porta al centro sportivo da dove ci inoltriamo ancora a sinistra sul sentiero 925 percorrendo il sentiero della sorgente del Tornador. Ora vediamo e seguiamo la carrareccia sino alla malga valli ,ottimo punto tappa e pernottamento ( tel dei gestori 3492960890 oppure 3400669570 ). La baita è aperta nei mesi estivi quando funziona la seggiovia che parte da Piancavallo e può essere un ottimo punto di ristoro ( M.1300 ). Possiamo fermarci ad esplorare il paese. Mentre dalla casera Capovilla intraprendiamo il sentiero 925 C.A.I. ( denominato sentiero della sorgente del Tornador ) che ci porta verso valle su strada carrabile interrotta per un breve tratto di sentiero sopra al Pian delle more. Troviamo qui un fontanile e dei segnavia per altre destinazioni, noi seguiremo in discesa il tracciato che porta al agriturismo " Malga valli". ( M.1017 ) Il primo tratto è ancora su sentiero che si trasformerà in pista forestale sino alla malga. Momentaneamente non completamente segnalata ma di facile individuazione). Alla malga è possibile sostare per la notte. Dopo esserci riposati e rifocillati,il giorno successivo intraprenderemo la discesa verso il lago e paese di Barcis seguendo il sentiero delle" carbonaie"è una pista forestale che si imbocca dopo1200 metri di asfalto sulla destra trovandoci dopo facile camminata proprio alla passerella che ci collega al paese di Barcis ( M. 409 ). Il tracciato non completamente segnalato è perfettamente visibile e facile da seguire( troviamo momentaneamente rare tabelle che ci indicano i toponimi ed il nome del "sentiero delle carbonare".

Difficoltà : E +T.
Dislivello: 1200 circa .
Distanza : KM. 14 circa.
Punti di appoggio: Baita Arneri, Piancavallo, malga Valli, Barcis.

 

 

E7 - Tappa da Buffui a Fanna.


Dopo aver percorso la val Colvera per facile sentiero e strada bianca, ci troviamo alla cappella votiva al incrocio con la strada provinciale N.63. Girando a destra dopo alcune centinaia di metri prendiamo a sinistra verso il monastero delle suore....... appena alla periferia di Poffranco. Dal monastero girando a destra seguiamo il tracciato della via crucis per scendere in centro . Non dimentichiamoci di visitare il borgo!Il tracciato da Buffui segue il sentiero Cattolico denominato " Frassati " ( anello escursionistico che parte ed arriva a Maniago passando per paesi, borghi e valli locali ).Visitato Poffranco dal centro imbocchiamo la strada che porta ad un allevamento di trote, ci teniamo a destra al bivio sino ad incontrare una tabella del parco e ne seguiamo le indicazioni ,(anche rosso/bianche.) Attenzione c'è un piccolo guado a cui prestare attenzione. Seguendo il facile tracciato nel bosco arriviamo ad una strada bianca e subito un tratto di provinciale N.63 che seguiremo per poche centinaia di metri, sino ad incontrare nuovamente una tabella del parco ed il nominato sentiero 899 o Frassati. Per breve salita su selciato ci troviamo nel centro di Frisanco altro centro da visitare, ( ci troviamo un bar ed un negozio per eventuali provviste.) Dal centro del paese ci avviamo un pò su asfalto verso il municipio che intravediamo sulla destra, notiamo la tabella che ci indica la " madonna della strada " ( ha anche altri nomi locali ) dalle ultime case di Frisanco in alto vicino ad un parcheggio notiamo la segnalazione del parco ( a tre banderuole ) seguiamo il tracciato, lasciando la strada asfaltata, a sinistra salendo. Aggirato il colle siamo di fronte alla chiesetta della madonna dapprima nominata. La fontana ci indica l' inizio del percorso che scende a Fanna sempre con il numero C.A.I. 899. Definisco il percorso facile con brevi tratti dove prestare attenzione sino ad arrivare alla solita strada bianca che prendiamo a sinistra verso il borgo di Toffoi. Dal centro del paese ( meglio se possibile chiedere informazioni) giriamo a destra ed attraversiamo un corridoio tra le case ed orticelli. Un cancello con la scritta " chiudere " ci da la conferma dell' esattezza della nostra posizione, ora vediamo già il campanile di Fanna, attraversiamo il prato tenendoci vicino al bosco ed usciamo al borgo di Mieli e siamo in Fanna!

 

 

 

E7 - Tappa da Tramonti di Mezzo a San Francesco in Val d’Arzino.


Il sentiero C.A.I. 810 sarà il nostro segnavia per circa 6 ore tempo stimato per raggiungere S. Francesco dove ci fermeremo al negozio /bar/ locanda da Renzo. Dunque ci incamminiamo su stretta strada asfaltata chiusa al traffico. Dal borgo seguiamo le indicazioni verso est cercando gli sbiaditi segni rosso/bianchi. Appena fuori dal paese troviamo la prima tabella segnavia. Lungamente seguiamo questa strada sia destra come a sinistra del torrente come unico compagno. Con contributo europeo la strada prosegue sino alla prima forcella a tratti asfaltata ed a tratti bianca, tralasciamo la deviazione del sentiero che parte da un tornante e seguiamo la più comoda strada. Siamo alla forcella " Gavied " avendo oltrepassato i ruderi di Selvapiana . Non mancano i motivi per delle soste specialmente nel tratto sommitale. Molti sono i ruderi che incontreremo cammin facendo, ormai inghiottiti dalla vegetazione, ci parlano di una vita di stenti ed utilizzo delle scarse risorse ricavate da bosco e pascoli oltre alla caccia. Abbiamo raggiunto la prima elevazione della giornata. Alcuni ruderi sono storia di vita trascorsa quassù nella bella stagione. Alcune tabelle segnavia ci indicano come proseguire in discesa con comodi tornanti sino a fondovalle. Questo tracciato, come tutto il percorso è stato costruito durante il primo conflitto mondiale. Lungamente percorriamo il fondovalle attraversando ben 5 ponti, siamo chiusi in una valle stretta tra pareti di pino rosso che ci nascondono le asperità e pendii che ti sembrano schiacciare come un piccolo insetto che sfida l habitat. Inaspettatamente ci troviamo in un piccolo spiazzo con una chiesetta votiva che ti appare come un fantasma dopo tanta solitudine. Ci costringe ad esplorare ed avere un forte pensiero di introspezione, chi siamo e cosa facciamo in questi luoghi? Con malinconia proseguiamo accompagnati dal borbottio del torrente che ci affianca sino ad incontrare un affluente che sbuca da chissà dove e devia lasciandoci nel più assoluto silenzio. Saliamo verso la seconda elevazione ( forcella Giaf ). Incontriamo subito un rudere, casa, di una famiglia ed amici trucidati durante i rastrellamenti tedeschi nel periodo della seconda guerra, ci sono tre lapidi a ricordo. Saliamo seguendo una carrabile, ormai traccia, che si indovina era una larga strada militare, con un breve tratto rovinato dalla forza delle acque piovane che si incanalano in questi stretti budelli, senza problemi ci troviamo in forcella ( Giaf ). Una bella costruzione che può fungere da bivacco ci aspetta prima di iniziare la discesa verso S. Francesco. S. Francesco, posto tappa, è raggiungibile da qui per comoda strada bianca, tempo addietro ciclabile, ora lasciata alle incurie delle intemperie e non più carica di quella poesia che ci si aspetta! La in fondo intravediamo la nostra momentanea meta! Abbiamo percorso circa 16 chilometri ricchi di storia in circa sei ore. Ricordiamo anche tutte le intime emozioni provate percorrendo questo sentiero.

dettagli: Carta Tabacco N. 28.
Partenza:
Tramonti di Mezzo (quota 408 m) Tempo di percorrenza h 6. Punto di appoggio bivacco ( casera Giaf ).

Arrivo:
San Francesco in Val d’Arzino (quota 390 m)
Dislivello: 1050 m
Lunghezza: 16 Km

 

 

E7 - Tappa da Fanna a Tramonti di mezzo.

 

Vuole questo tratto essere percorso in autobus, Fanna, Meduno sino alla diga del lago di Redona. Il percorso a piedi su tracciati escursionistici, vista la conformità del territorio è improponibile per chi viaggia con un certo peso nello zaino. E' questo il motivo per qui si è deciso di offrire una gita turistica in pullman di linea. L' autobus ci porta a fare il giro del lago " Redona " andata e ritorno, sulla riva sinistra sotto scoscese pendici boschive, vediamo qualche casa ed alcuni minuscoli borghi dispersi. Ritornati al coronamento della diga, proseguiamo sulla strada principale seguendo la riva destra del lago Infine eccoci a Tramonti di mezzo, l' autobus fa manovra e riparte verso Tramonti di sopra. Noi scendiamo a Tramonti di mezzo, è un piccolissimo borgo ben tenuto, dove però non c'è possibilità di fare approvvigionamenti. La durata della trasferta è di circa tre ore. Ora ci aspetta il percorso su sentiero C.A.I. N. 810 di seguito descritto.

 

 

E7 - Tappa da Interneppo al Monte Tre Corni, Palantarins e Brancot discesa a Braulins.

L’escursione parte dalla sella di Interneppo(oppure si può seguire per breve tratto il sentiero "delle farfalle" a destra del ponticello prima della sella congiungendosi al sentiero CAI /837 fiancheggiando il letto di un torrente,prestiamo attenzione al segnale rosso/bianco sul muretto in cemento appena riattraversato il torrente lasciamo la carrareccia prendendo a sinistra. Ci inerpichiamo piuttosto ripidamente tra noccioli e vecchi muretti di confine. Appena la vegetazione lo permette, in zona Cjadul (m. 570 s.l.m.), ci si trova di fronte il Monte San Simeone, ritenuto, forse a torto, epicentro del terremoto 1976. Da lì abbiamo la possibilità di ammirare, e perché no immortalare, panoramiche sugli abitati di Interneppo con il lago e di Bordano in tutta la sua proiezione. Continuando a salire, il percorso si fa sempre più erto e il bosco di querce e betulle lascia spazio a belle distese erbose. Giunti sul monte Naruvint (m. 939 s.l.m.), è d’obbligo una sosta per riprendere fiato e per ammirare le Alpi Carniche, la Valle del Lago e i suoi sottostanti paesi. La vista va oltre, anche sulla Valle del Tagliamento. Il sentiero prosegue, in un continuo saliscendi, tra rocce e creste, che rende il tracciato molto vario sul crinale del monte Tre Corni (m. 1.048 s.l.m.), fino alla cima del Monte Palantarins (m. 1.049 s.l.m.); da dove è possibile avere una panoramica su Bordano e la sua pianura, sul Venzonese, sulla vastità del Tagliamento e sull’ampiezza della cittadina pedemontana di Gemona del Friuli. Proseguendo, poco distante c’è il monte Brancot (m. 1.015 s.l.m.), un ulteriore panorama si apre davanti appena sotto, il corso del Tagliamento, le cittadine di Gemona e di Osoppo e a seguire la grande distesa piana del Medio Friuli.Breve pausa prima di intraprendere la irta discesa tra pascoli, noccioli e castagni si scende verso la sottostante forca e di conseguenza verso l’abitato di Braulins. Il primo tratto è scomodo: il sentiero è incavato nel terreno, come un rigagnolo costruito dall’usura dell’acqua. Arrivati nel bosco di castagni, si fa più comodo e agevole e, in un pianoro proprio sopra l’abitato, il percorso, ad un bivio, ci offre la possibilità di due varianti: scendere a sinistra verso la galleria dal Picol per poi passare e visitare, sotto la parete rocciosa, la storica e bella chiesetta rupestre di San Michele dei Pagani;( consigliata)o, eventualmente, svoltare a destra e scendere tramite un passaggio a scaletta ricavato in un singolare anfratto sottoroccia, e proseguire, poi, lungo un agevole sentiero nel bosco che poco sotto, sbuca, dopo alcuni tornanti, in prossimità del cimitero di Braulins. Da segnalare che, tutti e due, questi tratti sono attualmente mantenuti dai paesani della frazione, in buone condizioni di pulizia e percorribilità. A loro va sicuramente un sincero plauso ed un ringraziamento per l’operosità.


Ulteriori informazioni:
Difficoltà: E+EE in cresta.
Dislivello:m1000in salita 850 in discesa.
Distanza : km 8.700.
Tempo di percorrenza con soste ore 6 circa.
Pernottamenti: Hotel Pittini con colazione( Gemona tel.0432/972096.)
hotel Willy (via Bariglaria 164 Gemona tel.0432981733.) 

 

 

E7 - Tappa da Gemona alla chiesetta di Ledis ( sent. C.A.I. 708 ).Proseguo verso forcella Tacia.

 

DESCRIZIONE: La forcella di Ledis è uno stretto intaglio racchiuso tra le pendici franose del monte di Ledis ed il costone che scende dal Cuel di Scric (Chiampon); è attraversata dal sentiero CAI n.708 che mette in comunicazione la piana del Tagliamento con una laterale della val Venzonassa.

ACCESSO: Percorrendo la statale Pontebbana, tra Gemona e Venzone, poco dopo Ospedaletto sulla destra si apre il letto di un torrente ghiaioso, i Rivoli Bianchi di Venzone, dove si scorge un vecchio ponte parallelo alla statale; qui si imbocca a DX la sterrata forestale che risale la fiumana ghiaiosa. Si può proseguire lungo la strada, che alla fine si fa cementata, per circa 2 km fino ad un piccolo parcheggio (2/3 auto).

DA TENERE PRESENTE: nelle vicinanze c'è un poligono di tiro militare perciò potrebbe risultare interdetto il transito. Oltrepassata la chiesa di Ledis consiglio di non seguire quanto in cartina ma percorrere integralmente la strada forestale.

PERCORSO: Dal parcheggio si imbocca il sentiero CAI n.708 che entra subito nel bosco, si risale il vallone detritico del rio Pozzolons utilizzando quel che resta di una vecchia mulattiera i cui rinforzi affiorano ancora qua e là tra le ghiaie. ( gradinate e ponticelli con pali di legno per evitare maggior corrosione della traccia labile in certi punti).Il primo segnale C.A.I. lo troviamo appena lasciata la statale di fronte una bacheca descrittiva un pò rientrata dalla sede stradale. Raggiunta la fine della strada sassosa finalmente ricomincia la segnaletica. Dopo un primo tratto cementato troviamo una fonte di acqua fresca e cristallina che può risultare importante. Salendo non mancano i momenti che inducono a brevi soste onde ammirare quanto ci circonda,la forcella è presto raggiunta e, stupore, il versante opposto lascia alla detritica vallata appena risalita un magnifico bosco e verso la chiesetta prati verdi e costruzioni private abitate nella bella stagione, gli staoli come vengono chiamate in regione le costruzioni che potevano fare parte della vita contadina d' altri tempi. Lasciato lo splendore del sito di Ledis ci avviamo verso un evidente cartello descrittivo,al inizio del bosco lasciando lo spiazzo verde attraversato il rigagnolo tramite sentiero scavato dal tempo ci troviamo ad uno staol.....che lasciamo a sinistra per proseguire sulla strada forestale,a tratti cementata, verso forcella Tacia con alcuni saliscendi e brevi tratti più ripidi ma mai con difficoltà superiori ad una passeggiata turistico/famigliare. L' unico grande dislivello lo sopportiamo da forcella Tacia al ristorante" alle sorgenti del torrente torre" che si raggiunge camminando per alcuni chilometri su strada asfaltata. Sicuramente la lunghezza di questo tracciato sarà mitigata in primavera dal nuovo verde degli alberi, mentre l' autunno ci regalerà la moltitudine di colori consono alla stagione.

DIFFICOLTA' : ( E) sino a forcella Ledis poi ( T)sino alle sorgenti del torre.
DISTANZA : 16 chilometri sino a forcella Tacia più 5 sino alle sorgenti del torre.

 

 

E7 - Tappa da S. Francesco a Oncedis.

Quindi per strada percorriamo due chilometri di strada asfaltata sino al centro di Selez, a destra in centro abitato troviamo una strada forestale che seguiremo sino ad incontrare il torrente Arzino. ( guado su sassi). Attraversatolo incontriamo e percorriamo la strada boschiva che a volte si trasforma in sentiero sempre facile da seguire è l'unica salita che ci porta alla forcella " Armentaria " da dove per strada bianca ed a tratti cementata ci porterà a fine tappa nel borgo di Oncedis. In salita da Selez incontriamo due brevi passaggi dove la strada è franata per pochi metri ( tratto E ) facili da superare con un minimo di attenzione. Tralasciamo le tracce di sentiero che incontriamo nel primissimo tratto dalla partenza( sent.840 molto difficile per chi porta zaini pesanti ed inoltre è poco segnalato.) Stiamo percorrendo la strada militare " incompiuta " che sarebbe servita per le truppe Italiane in ritirata da Caporetto. Siamo giunti alla forcella e casera " Armentaria "punto più in quota di questa tappa. Prestiamo la massima attenzione lasciando il sentiero 827 sinora seguito che prosegue a sinistra, noi imbocchiamo la pianeggiante carrareccia che prosegue in piano( alla destra notiamo la malga Armentaria parzialmente nascosta dagli abeti). Lungamente proseguiamo sulla strada bianca ammirando il panorama mentre la valle si apre. Ci sono alcuni punti panoramici verso i monti circostanti ed il fondovalle con l' autostrada che porta verso l' Austria. Un punto importante lo troviamo a destra del ponte che ci porta sul versante opposto di quello sinora percorso,prima di attraversarlo c'è un piccolo antro con acqua potabile ed un ottimo motivo di riposare vicino al tumultuoso torrente...... Altri 4 chilometri circa e ci troviamo ad Oncedis punto tappa al B&B Palar di Alesso per la cena abbiamo la vicina pizzeria( Da Lodo bar pizzeria. N.B gli ultimi chilometri sono su strada cementata/ asfaltata.

Minima = S. Francesco M.390, Massima = Malga Armentaria M. 806.79m,
Dislivello salita = 400 M. circa Dislivello discesa = 600M. circa Sviluppo in pianura = 300 M. circa
Difficoltà T + E due brevi tratti. Distanza Km. 16 circa. Tempo di percorrenza ore 6 circa.
Breve descrizione:
A S. Francesco c' è la possibilità di fare approvvigionamenti nel negozio annesso alla locanda DA RENZO. Via Galantz 2, 33090 San Francesco, Vito d'Asio, Italia+39 0427 80123.

 

depaoladesign.com