Migliaia di chilometri di sentieri e mulattiere, percorribili tutto l’anno, che collegano le estremità della riviera ligure da Ventimiglia a Ceparana, dalla Provincia di Imperia alla Provincia di La Spezia. Un viaggio tra costa ed entroterra, tra Alpi ed  Appennini, tra mare e cielo, lungo praterie erbose che scendono raramente sotto i mille metri di quota, in un ambiente aspro e dolce allo stesso tempo dove le strade carrabili, spesso, non sono mai arrivate. L’Alta Via dei Monti Liguri è l’itinerario perfetto per tutti: per coloro che vogliono scoprire gli angoli più reconditi dell'entroterra ligure, per chi è in cerca d’avventura, per chi vuole passare un tranquillo week end a contatto con la natura o per la famiglia in gita domenicale. Il segnavia - la bandierina bianco/rossa con la scitta "AV" al centro -  individua e caratterizza  il tracciato, disegnando una grande strada verde dove crinali soleggiati si alternano a boschi ombrosi e, talvolta, nebbie orografiche creano forme e atmosfere surreali, un percorso unico da cui è possibile ammirare, nello stesso momento, la Corsica, il Monviso e il Massiccio del Monte Rosa. .... continua a leggere

Il tratto di competenza del tratto Piacentino del percorso internazionale Europeo E 7 inizia al m.te Lavagnola (GE) 1.118 m/slm e più precisamente sulle pendici N ove abbandona l’Alta Via dei Monti Liguri per associarsi alla Vialonga n° 1 - itinerario interregionale di bacino - alla quale resterà intimamente correlato sino a Travo (PC) 171 m/slm.

Con ampia mulattiera scende verso l’abitato di Torriglia (GE) 770 m/slm; raggiunta la galleria della Boffalora sulla SS 45 percorre la rotabile sino al centro paese - stazione autocorriere -.
A Torriglia 770 m/slm, punto tappa, sono presenti tutti i servizi essenziali: negozi, alberghi, posta e telegrafo, istituti di credito, piscina, stazione carabinieri, autolinee per Genova e Piacenza.
L’Europeo E7 prosegue utilizzando una carraia, lato della stazione delle corriere, lastricata che sale alla frazione di Donetta 1.000 m/slm; sempre in salita, a tratti ripida, su agevole mulattiera,quasi tutta tra boschi di faggio, l’itinerario punta al m.te Antola 1.597 m/slm, nota e frequentatissima cima prativa.
Dal m.te Antola 1.597 m/slm, raggiunto il crinale displuviale tra i bacini imbriferi del Trebbia - ad E - e dello Scrivia - ad W -, il percorso segue una delle antiche Vie del Sale sulle quali si svolgevano i traffici commerciali tra Genova e la Padania (Piacenza e Pavia); il bosco si fa rado e per lunghi tratti si cammina tra le praterie di vetta con ampie panoramiche sulle valli circostanti e, verso N, sulla lontana cerchia alpina - in particolare dal m.te Antola 1.597 m/slm nelle limpide giornate invernali e primaverili è possibile scorgere il golfo della Superba.
Al m.te Tre Croci 1.565 m/slm la presenza di tre croci in legno testimonia la dura vita dei mulattieri - la storia orale vuole che in questo punto abbiano perso la vita tre mercanti sorpresi nel tardo autunno da una violenta bufera di neve.



In località Casa del Romano (GE) 1.406 m/slm - sub terminale di tappa con locanda/albergo e telefono pubblico aperta tutto l’anno - s’incontra la rotabile asfaltata che unisce la valle del Trebbia alla val Borbera.
Poco oltre, dopo aver seguito per brevissimo tratto la strada, travasi il nucleo rurale semi abbandonato di Capanne di Carrega (AL) 1.367 m/slm.
Da questo punto con una breve salita il crinale guadagna quota per superare il m.te Carmo 1.640 m/slm lungo le boscate pendici E –( prestare attenzione in caso di neve o ghiaccio) - ed entrare nella provincia di Piacenza che sfuma continuamente, a seconda del passaggio dell’itinerario in quella di Alessandria.
Seguendo senza soluzione di continuità la dorsale, aggirando ora sulle pendici W ora su quelle E le cime dei m.ti Poggio Rondino 1.630 m/slm e Legnà 1.669 m/slm, ci si trova davanti all’imponente mole del m.te Cavalmurone 1.670 m/slm dominante le valli dei torrenti Boreca ad E e Cosorella ad W.
L’Europeo E 7 con ampia mulattiera perde quota lungo le pendici E del m.te Cavalmurone 1.670 m/slm aggirandone la cima governata a prato naturale stabile - una variante consente la salita e la successiva discesa sull’itinerario base - e si porta sulla rotabile semi asfaltata che unisce l’abitato di Bogli (PC) 1.067 m/slm - paese natale di Arturo Toscanini - a Capanne di Cosola (AL) 1.493 m/slm.
Seguendo la strada, a traffico pressoché nullo eccettuati i mesi estivi, si raggiungono prima Capanne di Cosola 1.493 m/slm e l’omonimo albergo - aperto tutto l’anno con telefono pubblico e fermata autolinee per l’Alessandrino - e, successivamente percorrendo la strada asfaltata, il terminale di tappa di Capannette di Pej (PC) 1.460 m/slm - albergo aperto tutto l’anno con telefono pubblico -.
Da Capannette di Pej 1.460 m/slm l’Europeo 7 utilizza la piccola strada di montagna, lungo le pendici NW del m.te Lesima 1.424 m/slm e W del m.te Terme 1.489 m/slm - una variante consente la salita alle cime prative e la successiva discesa sull’itinerario base - per arrivare al p.so della Colla 1.375 m/slm ed a Cima Colletta 1.494 m/slm; perdendo quota lungo le pendici E di quest’ultima raggiunge il p.so del Brallo (PV) 951 m/slm - possibile sub terminale di tappa con alberghi, autocorriere, negozi, telefono pubblico -.
Dal p.so del Brallo 951 m/slm l’Europeo 7 riguadagna quota, seppur lentamente tranne un breve tratto impegnativo dal p.so Scaparina 1.108 m/slm, per salire al m.te Penice 1.460 m/slm - cima panoramica con santuario sulle valli dello Staffora (PV) e Trebbia (PC) -; una discesa tra pascolo, strada e pineta porta al p.so Penice (PC) 1.140 m/slm ove s’interseca la Statale Varzi-Bobbio.
Dal p.so Penice 1.140 m/slm l’Europeo 7 percorre, tra estese faggete e, successivamente, ostrioquerceti con quote si vanno progressivamente abbassando, i 27 kilometri crinale displuviale tra Tidone/Luretta e Trebbia toccando i monti Pietra Corva 1.078 m/slm, Mosso 1.007 m/slm, Lazzaro 973 m/slm ed i valichi della Crocetta 873 m/slm e della Caldarola 751 m/slm giungendo, alfine, all’abitato di Travo (PC) 171 m/slm in sponda orografica sinistra del fiume Trebbia - autocorriera, telefono pubblico, servizi di ristorazione -.
Dal borgo l’Europeo E 7 diviene autonomo nel suo sviluppo; attraversato il fiume Trebbia, percorso un breve tratto della SS 45 in direzione Piacenza, risale la sponda orografica destra della valle, attraversando l’antico Texas piacentino - giacimenti petroliferi noti sin da epoca romana per le scaturigini di gas metano e coltivati dall’800 per estrarre l’allora chiamato “olio di sasso” -, per giungere sul crinale Trebbia-Nure nei pressi del m.te Diavolo 700 m/slm.
Una lunga e dolce discesa su rotabili secondarie e carraie interpoderali attraverso coltivi e residui lembi boscati di roverella ed acacia sfiorando numerosi nuclei rurali e ville porta l’Europeo 7 a Rivegaro 135 m/slm cittadina ubicata alle porte della val Trebbia - possibile sub terminale di tappa con alberghi, servizi di ristorazione, autocorriere, negozi, telefono pubblico, posta e telegrafo, istituti di credito, piscina, stazione carabinieri. -. L’Europeo 7 da questo punto si trasforma da itinerario di montagna ad itinerario fluviale: da Rivergaro 135 m/slm la valle del Trebbia si apre verso la Padania ed il fiume con ampio greto percorso da diversi rami idrici più o meno ricchi d’acque scende al fiume Po attraverso una campagna intensamente antropizzata.
Non per questo vengono, comunque, a mancare gli interessi per l’escursionista sia esso neofita od esigente ed attento ai valori naturalistici; l’Europeo E 7 percorre il margine della sponda orografica destra del fiume Trebbia dapprima costeggiando le opere idrauliche per la regolazione delle acque necessitanti all’agricoltura e, successivamente, seguendo le camionali ad uso dei poli estrattivi degli inerti.
Gli interessi si legano intimamente all’osservazione delle specie faunistiche e vegetali proprie dei luoghi - vaste aree sono attualmente protette e popolate da numerosi uccelli stanziali e di passo -.
Al termine di questo tratto - 20 kilometri - l’Europeo E 7 arriva a Sant’Antonio 65 m/slm, frazione di Piacenza 63 m/slm, ed entra nel tessuto sub-urbano della Primogenita.
A Piacenza 63 m/slm è consigliata una sosta di almeno 2/3 giorni necessari per visitare le principali unicità e rarità monumentali (Palazzo Farnese con i Musei, il Museo di Storia Naturale, Piazza Cavalli con i Palazzi Gotico, del Governatore, dei Mercanti e le Statue Equestri dei Farnese, il Duomo raggiungibile attraverso la commerciale via XX Settembre, le innumerevoli chiese ricche d‘arte sacra - Sant’Antonino, Santa Maria di Campagna ed il Piazzale delle Crociate, San Savino, San Sisto -, la Galleria d’Arte Ricci Odi, il Collegio Alberoni.

Dalla città di Piacenza 63 m/slm l’Europeo E 7 utilizza gli argini maestri del fiume Po, in gran parte chiusi al traffico automobilistico, e sfiorando od attraversando i principali borghi presenti lungo il grande fiume - Mortizza 52 m/slm, Roncaglia 49 m/slm, Corso 44 m/slm - raggiunge San Nazzaro 41 m/slm dove, utilizzando il ponte stradale, supera il fiume Po ed entra il territorio lombardo.

 

Durante la sosta si consiglia l’incontro con le tradizioni gastronomiche derivanti da due tradizioni - una contadina ed una nobile.
Tra i primi piatti: anolini in brodo, bomba di riso, tortelli con la coda, risotti a base di funghi e tartufi, gnocchi di patate, pisarei e fasò.
I secondi: arrosti ed umidi di cacciagione e di animali da cortile, picula ad cavall, faraona alla creta, polenta e merluzzo, pancetta con piselli, stracotti, frità cui bavaron, salumi - coppa, salame, pancetta con burtleina
Nei dolci: turtlitt di quaresima, crostate di frutta e di castagne, buslanei e buslan.
I vini: Gutturnio, Monterosso, Trebbianino, Malvasia.

 

 

 

Descrizione variante storica


Si stacca sulla Circumpenicina in loc. Guy 1177 m/slm e scende lungo la valle del torrente Bobbio passando per Santa Maria 689 m/slm - servizi di ristorazione ed alloggio -.
Dal paese, utilizzando rotabili secondarie anche a fondo naturale, raggiunge, toccando gli abitati di Zanacchi 524 m/slm e Cerignale 389 m/slm, la Città di Bobbio 274 m/slm - terminale di tappa con alberghi, servizi di ristorazione, corriere per Piacenza, negozi, telefono pubblico, posta e telegrafo, istituti di credito, farmacia e stazione carabinieri -.
Da Bobbio la variante dell’Europa 7 sale a Coli seguendo uno storico percorso medioevale che univa Pavia a Roma utilizzato nei secoli passati da eserciti di pellegrini e da San Colombano nel suo trasferimento da Pavia a Bobbio.
Superato il fiume Trebbia mediante il Ponte Vecchio detto “Gobbo” inizia la salita che attraverso Casa Piangennaro - Case Gambado - Case Bellocchi loc. Mazzucchi porta a Coli - terminale di tappa con ostello, piscina, albergo e telefono pubblico -.
La variante Europa 7 da Coli prosegue la lunga risalita verso il crinale displuviale tra val Trebbia a val Nure entrando nel “regno dei Giganti dai piedi d’argilla” la principale e più estesa della “isole serpentinose” del Piacentino ricca di rarità ed unicità geo-morfologiche, ambientali e naturalistiche; lasciati gli ultimi centri rurali Pradaglione, Poggiolo, Peveri ecco le estese superfici a cultivar di resinose dei m.ti Tre Abati e San’Agostino e, da ultimo le faggete del m.te Capra.
L’andamento della variante Europa 7 compie una decisa svolta di 90° verso N e segue il crinale tra val Trebbia e val Perino offrendo ampi panorami su valli, cime e paesi montani; dai 1310 metri del m.te Capra ci si abbassa ai 1.200 della Concrena e, successivamente, a quote collinari dei borghi di sponda sinistra della val Perino ( ) per raggiungere il fondovalle dell’omonimo paese Perino - terminale di tappa con piscina, telefono pubblico, corriere per Bobbio e Piacenza -. Da Perino la variante Europa 7 si dirige, oltrepassando il fiume Trebbia e costeggiando gli impianti sportivi, verso la Pietra Parcellara; attraversato il nucleo rurale di Rondanera

ATTENZIONE nessuna possibilità di pernotto.

 

Prima Tappa
Malcesine - Tratto Spino
Il tratto veneto del Sentiero Europeo E7 (Isole Canarie-Grecia) inizia con un viaggio in funivia. La stazione a valle si trova nel centro abitato di Malcesine, dove è possibile soggiornare e ristorarsi in una delle numerosissime strutture ricettive di questo incantevole borgo adagiato sulle sponde del lago di Garda. Dalla piazza del paese dobbiamo seguire le indicazioni per raggiungere la stazione di partenza della Funivia Malcesine - Monte Baldo che, con i suoi due tronchi (il primo, Malcesine - S. Michele di 463 m. di dislivello; il secondo, S. Michele - Monte Baldo, di 1187 m. di dislivello) ci porterà in località Bocca di Tratto Spino, a 1752 m., stupendo punto panoramico da cui inizierà la nostra camminata. La cabina del secondo tronco ruota su se stessa, offrendoci una spettacolare visione a 360 gradi. In località Tratto Spino è possibile soggiornare e rifocillarsi alla locanda “Baita dei Forti”. Seconda Tappa
Tratto Spino - Rifugio Telegrafo
Questo tratto del sentiero Europeo E7 è particolarmente bello e panoramico, ma allo stesso tempo richiede un buon allenamento e molta attenzione perché quasi tutto in cresta e con la quasi totale assenza di vie di fuga. Per questo si consiglia di percorrerlo solo in condizioni meteo stabili e preferibilmente di prima mattina. Usciti dalla stazione a monte della funivia prendiamo, in direzione sud, il sentiero 651, lasciando alla nostra destra i sentieri 11 e 2 che scendono verso il lago, e percorriamo il bel crinale verso Cima delle Pozzette, a 2128 m. (ore 1,15). Su terreno accidentato scendiamo lungo la cresta, sul versante lago; la Val d’Angual ci accompagna fino alla base di Cima del Longino, dove con una leggera discesa procediamo sul versante est verso la Cima Val Finestra, a 2084 m. Raggiunta Cima Val Finestra proseguiamo attraversando il dirupato versante orientale di Cima Valdritta e, prima di raggiungere la forcella omonima (ore 1,20-2,35), a destra un segnavia indica il sentiero per raggiungere la cima più alta del Baldo, a 2218 m. (Variante Cima Valdritta ore 0,35 A/R). Giunti alla forcella di Valdritta continuiamo lungo la mulattiera, con un percorso ondulato a ridosso della cresta della Val Larga. Dopo la punta Pettorina, a 2192 m., andiamo avanti lungo un crinale fino ad incrociare le indicazioni per Cima Telegrafo, che seguiremo per raggiungere la stessa, a 2200 m. Dalla cima in pochi minuti potremo raggiungere il sottostante Rifugio Telegrafo Gaetano Barana, a 2147 m., affacciato sul fianco ovest del Baldo verso il Garda pronto ad offrirci possibilità di soggiorno e di ristoro. (ore 1,00-3,35).
In caso di maltempo si consiglia di raggiungere direttamente il Rifugio Novezzina seguendo dapprima la strada bianca/mulattiera che da Tratto Spino ci conduce fino alla stazione a valle della seggiovia Prà Alpesina e poi seguendo il sentiero 80 in direzione sud.
Terza Tappa
Rifugio Telegrafo - Rifugio Novezzina
Dal Rifugio Telegrafo Gaetano Barana riguadagniamo il crinale e cominciamo a scendere lungo alcuni tornanti, in comune ai i quattro sentieri che scendono ad est (651,652, 657 e 658), fino al primo bivio; lì, seguiamo a destra (sud) i sentieri 657 e 658 fino al bivio successivo, dove a sinistra il sentiero 657 comincia la ripida discesa verso il Vallone Osanna. Dopo un primo tratto tra rocce e terreno leggermente franoso, il sentiero prosegue prima in mezzo ai mughi e poi tra i prati, superando gli impluvi di altri due valloni, fino a raggiungere la strada asfaltata, un tornante prima del Rifugio Novezzina, a m.1255, meta di questa tappa, dove si può soggiornare e ristorarsi (ore 2,00). In accordo con i gestori del rifugio è possibile organizzare una visita all’orto botanico e al vicino osservatorio astronomico.
Quarta Tappa
Rifugio Novezzina - Ferrara di Monte Baldo
Dal Rifugio Novezzina scendiamo fiancheggiando l’orto botanico fino a raggiungere il sentiero 660 sulla strada bianca che costeggia l’osservatorio astronomico. Proseguiamo in falso piano per circa un chilometro fino a raggiungere il cancello della Casara Gambone. Qui lasciamo la strada tenendo come riferimento la stradina che conduce alla Casara, dapprima costeggiandola alla nostra destra e poi, allontanandoci, guadagniamo il fondo valle dove ritroviamo il sentiero 660. Seguiamo il sentiero prima su prato e poi su mulattiera fino a raggiungere, nei pressi del Passo del Casello, la strada provinciale 8 del Baldo. Attraversiamo la provinciale e imbocchiamo la mulattiera che scende nel bosco e che in breve, con ripidi tornanti, ci conduce in località Corrobi dove ci immettiamo nuovamente sulla provinciale grazie alla quale, dopo poco più di 500 metri, arriviamo a Ferrara di Monte Baldo, a 856 m., dove è possibile soggiornare e ristorarsi in una delle numerosissime strutture ricettive. (Quinta Tappa
Ferrara di Monte Baldo - Bivio Sentiero 73.
Nei pressi del municipio di Ferrara di Monte Baldo troviamo le indicazioni dei sentieri 74 e 76 che seguiamo in salita, su strada asfaltata, fino al primo tornante; da lì imbocchiamo il sentiero 74 che si addentra nel bosco, in un saliscendi continuo all'interno della fitta vegetazione che, di tanto in tanto, ci permette di intuire la profondità della Valle dell’Orsa alla nostra destra. All’improvviso di fronte a noi si aprono i pascoli di Malga Orsa (ore 0,35), da tempo disabitata. Il sentiero prosegue appena sotto la Malga e dopo poche decine di metri troviamo l’innesto per il sentiero 75 che in pochi minuti ci porta a fondo valle dove, con l’aiuto di un cavo d’acciaio, guadiamo il Rio delle Pissotte, vero paradiso per gli amanti del torrentismo. Da quel punto in poi il sentiero ci regala scorci di rara bellezza di questo canyon adagiato tra cascate e marmitte dei giganti. Alcune parti del sentiero sono scivolose ed esposte, anche se rese sicure da corde fisse e parapetti: si raccomanda tuttavia la massima prudenza. I cartelli della Comunità Montana consigliano l’utilizzo di imbraco e cordino con moschettone. Il percorso termina innestandosi nel sentiero 73, a 640 m. (ore 0,50-1,25), che da Brentino sale fino al santuario della Madonna della Corona, a 774 m. Il santuario merita lo sforzo dei 130 metri di dislivello. Arrivati, è possibile rifocillarsi presso il Bar Al Santuario. (Variante Madonna della Corona ore 0,30 A/R). Con una breve salita a piedi o con il servizio navetta gratuito, dal santuario si può raggiungere il paese di Spiazzi con possibilità di soggiorno e ristoro all’Hotel Posta. ore 1,30

Sesta Tappa Bivio Sentiero 73 - Rivalta).

Percorriamo in discesa il sentiero 73, molto frequentato da pellegrini, escursionisti e visitatori – e conosciuto anche come il “Sentiero della Speranza” –, fino a Brentino, a 178 m. (ore 0,40). Al termine della scalinata alla nostra destra possiamo scendere in paese, se necessitiamo di ristoro, o proseguire il cammino alla nostra sinistra imboccando il sentiero 674 che seguiamo per circa 500 metri; poi, in prossimità di una ripida svolta a sinistra, proseguiamo dritti per pochi metri per poi immetterci sulla strada asfaltata in discesa che, in qualche minuto, ci condurrà fino all’ Agriturismo Al Castel (ore 0,20-1,00) dove è possibile soggiornare e ristorarsi. Continuiamo seguendo in discesa la strada asfaltata fino ad incontrare la strada provinciale 11 della Val d’Adige che percorriamo in direzione nord, facendo particolare attenzione a camminare il più possibile al di fuori della sede stradale, fino al ponte sopra l’autostrada. Lì lasciamo la Provinciale e andiamo avanti sulla stradina a bordo canale che conduce all’Agriturismo Palazzo, dove abbiamo la possibilità di soggiornare (ore 0,25-1,25). Seguiamo la stradina che, passando sotto l’autostrada, in pochi minuti ci conduce nella piazza della frazione di Rivalta, sede municipale del comune di Brentino Belluno, a 137 m. (ore 0,05-1,30), dove possiamo alloggiare e ristorarci all’Hotel Belvedere. Settima Tappa Rivalta - Fosse
Dalla piazza di Rivalta scendiamo per la scalinata che conduce alla provinciale 11 nei pressi del ponte sull’Adige. Attraversiamo il ponte e proseguiamo lungo la strada fino a raggiungere la strada statale 12 dell’Abetone e del Brennero che attraversiamo all’altezza del semaforo. Passiamo per la frazione di Peri, a 126 m. (ore 0,20), percorrendo via Pontara e poi via Postale Vecchia fino a incontrare, alla nostra sinistra, il sentiero 251 che percorre via Fosse per trasformarsi, dopo pochi metri, in mulattiera. Dopo circa 100 metri lasciamo la mulattiera per immetterci sul sentiero ben segnalato alla nostra sinistra. La ripida salita ci porta a incrociare la strada provinciale 57 Peri- Fosse, che dobbiamo percorrere a ritroso per circa cento metri fino a scorgere sulla sinistra l'imboccatura del sentiero. Il sentiero sale rapido nel bosco incrociando la statale altre nove volte. Durante la salita approfittiamo delle pause per goderci il panorama, alle nostre spalle, della Val d'Adige e del monte Baldo, mentre di fronte a noi possiamo ammirare il Corno d'Aquilio. Al limitare del bosco arriviamo al Corno di Semalo, a 920 m. (ore 1,50-2,10); da lì il sentiero diventa pianeggiante e prosegue sullo stesso tracciato del sentiero 240 fino a raggiungere l’abitato di Fosse, a 941 m. (ore 0,20-2,30), dove è possibile alloggiare e ristorarsi presso L’Albergo Ombra e La Pensione Vallenari.
Ottava Tappa Fosse - Sega di Ala
Percorriamo la strada provinciale 12 attraverso il paese e dopo poco più di un chilometro deviamo a destra in prossimità delle indicazioni per Curto, sempre seguendo i sentieri 240 e 251. Proseguiamo lungo la strada, dapprima asfaltata e poi sterrata, fino all’incrocio
in località Casetta, a 1010 m. (ore 0,30), dove i sentieri 240 e 251 si dividono. Teniamo la sinistra sul sentiero 240 in direzione Contrada Tommasi, a 1140 m. (ore 0,20-0,50), dalla quale riprendiamo la provinciale 12 per circa 400 metri fino a quando sulla nostra sinistra il sentiero sale deciso. Arriviamo sul piccolo altopiano di malga Fanta, dove si trova la celebre Spluga della Preta, a 1438 m. (ore 1,00-1,50), una delle grotte più profonde al mondo i cui pozzi, finora esplorati, raggiungono la profondità di quasi mille metri. Da lì possiamo raggiungere il Corno d’Aquilio, mirabile belvedere sulla Val d’Adige con vista sul Monte Baldo (Variante Corno d’Aquilio ore 0,45 A/R). Dopo una visita alla chiesetta degli speleologi (eretta in memoria di Marisa Bolla Castellani, morta nel 1964 durante una spedizione all'interno della Spluga), ci incamminiamo lungo il sentiero 250 su strada sterrata fino a raggiungere la via Bianca, ora asfaltata, che percorriamo in discesa fino all’abitato di Sega di Ala, a 1224 m. (ore 1,05-2,55), dove possiamo alloggiare e ristorarci all’Albergo Monti Lessini. Nona Tappa Sega di Ala - Malga Lessinia

Ci incamminiamo seguendo i segnavia del Sentiero delle Malghe fino a raggiungere il centro della valletta, dove scorre un piccolo rio. Da lì puntiamo diritti verso il bosco isolato di abeti alla nostra destra che possiamo superare sia a monte che a valle, per poi passare attraverso un carosello – realizzato con pali in legno per evitare la fuoriuscita dal pascolo del bestiame – e raggiungere la mulattiera che ci sovrasta di qualche metro. Dopo poche centinaia di metri la mulattiera su cui stiamo camminando giunge perpendicolare su un’altra mulattiera che, svoltando a sinistra, percorriamo fino a raggiungere la Strada Provinciale 211 dei Monti Lessini in prossimità dei tre pennoni che issano le bandiere europea, italiana e trentina (ore 0,40). Attraversata la Provinciale, prendiamo il sentiero che costeggia il filo spinato che, oltre a dividere le proprietà, segna il confine tra la provincia di Verona e quella di Trento. Dopo circa cinquecento metri il sentiero si inerpica verso il bosco che attraversiamo sempre tenendo come riferimento i segnavia E7 e i purtroppo logori pali segnavia del parco della Lessinia, fino a raggiungere la strada asfaltata che imbocchiamo; dopo poche centinaia di metri seguiamo alla nostra sinistra la strada sterrata che porta a Malga Roccopiano, che superiamo seguendo le tracce di sentiero/mulattiera le quali, scavalcando un lieve rilievo, ci portano in pochi minuti al bivio del Pidocchio, a 1568 m. (ore 0,40-1,20). Da qui seguiamo i sentieri 250 e 257 che, percorrendo la medesima strada bianca, ci conducono a Malga Lessinia, a 1616 m. (ore 0,15-1,35), dove è possibile ristorarsi e, con un po' di fortuna, assistere alla magia della preparazione del formaggio e della ricotta
Decima Tappa Malga Lessinia - Monte Tomba Seguendo i sentieri 250 e 257 percorriamo la strada sterrata fino a raggiungere il bivio per Castelberto, a 1710 m. (ore 0,20), dal quale proseguendo diritti possiamo raggiungere l’omonima cima panoramica, a 1765 m. (Variante Castelberto ore 0,30 A/R) e il Rifugio
Castelberto, dove è possibile ristorarsi e pernottare. Dal bivio continuiamo seguendo il sentiero 250 che in questo tratto è detto anche “dei cordoni” perché in un recente passato qui c’era il confine tra la Repubblica veneta e l’Impero austro-ungarico (ora confine tra la province di Verona e di Trento). Il sentiero ci porta con un dolce saliscendi fino a Podestaria, a 1655 m. (ore 1,10-1,30), dove nell’omonimo rifugio è possibile ristorarsi. Da lì proseguiamo sul sentiero 255 che ci farà scendere rapidamente al fondo della parte terminale del Vaio delle Ortighe per poi risalire più dolcemente sulle pendici del monte Tomba, fino ad incrociare la Strada bianca Provinciale 14 dove, durante l’inverno, passa il tracciato della pista di fondo conosciuta come Translessinia. Lì, svoltando a sinistra, risaliamo la provinciale per poco più di duecento metri per poi seguire alla nostra destra la stradina bianca che in pochi minuti di ripida salita ci porterà sulla sommità del monte Tomba, a 1776 m. (ore 0,55-2,25), con possibilità di ristoro e pernottamento al rifugio Monte Tomba e di solo ristoro al rifugio Primaneve. Undicesima Tappa Monte Tomba - Passo Pertica
Dalla tondeggiante sommità del monte Tomba seguiamo in direzione nord i segnavia E7 che su tracce di sentiero ci portano velocemente a raggiungere la sterrata provinciale 14, che seguiremo fino ad un primo bivio dove terremo la destra seguendo il sentiero 250 fino alla località Pozza Morta m.1715 (ore 0,25). Abbandoniamo la stradina bianca per guadagnare rapidamente, su tracce di sentiero, la sommità del Monte Sparavieri a 1797 m. (ore 0,20-0,45), vero e proprio balcone al cospetto del massiccio del Carega. Scendiamo in direzione sud-est seguendo il filo spinato fino a incontrare nuovamente la strada bianca e il sentiero 250 che seguiamo fino a San Giorgio, a 1505 m. (ore 1,15-2,00) dove possiamo sostare presso i ristoranti Genzianella e Al Caminetto. In prossimità di uno dei parcheggi riprendiamo il sentiero 250 fino a Malga Malera, a 1561 m. (ore 0,30-2,30), dove è possibile ristorarsi. Abbandoniamo il sentiero 250 e seguiamo il sentiero che, dapprima su mulattiera e poi su pascolo, ci porta a incrociare il sentiero 287 poco prima di raggiungere Passo Malera, a 1722 m. (ore 0,40-3,10). Dal passo, seguendo le tracce di sentiero alla nostra sinistra, possiamo raggiungere la Cima Trappola a 1865 m. (Variante Cima Trappola ore 0,50 A/R), la vetta più alta della Lessinia Veronese dalla quale si gode di un fantastico panorama a 360 gradi. Dalla stretta insellatura, proseguendo sul sentiero 287, scendiamo con qualche ripido tornante fino ad incrociare, poco più sotto, il sentiero 288 che lasciamo alla nostra destra. Il sentiero prosegue in falso piano tra sfasciumi di pietre e fitta faggeta fino al bivio con il sentiero 189, a 1533 m. (ore 0,25-3,35), che seguiamo salendo fino a raggiungere una comoda mulattiera che porta alla bocca trappola, a 1603 m. Il sentiero si fa stretto e scende fino ad un ponticello che agevola il passaggio per poi raggiungere rapidamente il sottostante Passo Pertica, a 1522 m. (ore 0,25-4,00), dove presso l’omonimo rifugio c’è possibilità di ristoro e pernottamento

. Dodicesima Tappa Passo Pertica - Passo Campogrosso
Dal Passo Pertica seguiamo il sentiero 109 che, su strada bianca e con qualche evidente scorciatoia per evitare i primi tornanti, ci conduce fino al passo Pelegatta, a 1776 m. (ore 0,50), nei pressi del quale si trova il Rifugio Scalorbi dove si può ristorarsi e soggiornare. Continuiamo, sempre sul sentiero 109, seguendo la mulattiera di arroccamento che costeggia il versante occidentale del Monte Obante fino al termine del sentiero poco al di sotto della Bocchetta di Fondi, nel punto in cui incrocia il sentiero 157, a 1965 m. (ore 0,50-1,40). Da qui possiamo decidere se proseguire in direzione nord-ovest per raggiungere il Rifugio Fraccaroli, a 2238 m., dove è possibile ristorarsi e pernottare, e la vicina Cima Carega a 2259 m. (Variante Cima Carega ore 1,20 A/R), o andare in direzione sud-est fino a raggiungere la Bocchetta di Fondi, a 2040 m. Dalla Bocchetta il sentiero scende ripido tra roccette, mughi e ghiaioni fino ad incrociare la partenza del sentiero alpinistico del Vaio dei Colori, che lasciamo alla nostra sinistra per proseguire attraversando le ghiaie del Boale dei Fondi e raggiungere la Sella del Rotolon, a 1523 m. (ore 1,10-2,50). Il sentiero corre con un leggero saliscendi attraverso il bosco fino ad aprirsi sui pascoli del Passo Campogrosso (ore 0,30-3,20). Al passo, presso il Rifugio Campogrosso, c’è la possibilità di ristoro e pernottamento.

 

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Tredicesima tappa: Rifugio Campogrosso/ Achille Papa.

Dal rifugio Campogrosso (1456 ) si intraprende la strada asfaltata denominata delle sette fontane alla quale corrisponde anche il sentiero della pace N. 173; dopo un leggero pianoro la strada è tutta in discesa. Il monte Carega è visibile dalle vicinanze del rifugio. In un ora circa al passo pian delle Fugazze (1162 ) due alberghi /ristorante in loco. Interessante è la visita all' ossario del monte Pasubio che raccoglie i resti delle vittime della prima guerra mondiale. Attraversata la strada, si segue il sent.179 fino a malga val di fieno (1481 ) proseguiamo fino alla galleria d' Havet, imboccando il sent.399 arriviamo al rifugio Achille Papa, ( 1928 ) è possibile incontrare fauna rupestre, mentre in primavera è molto rigogliosa la flora locale. Dislivello M. 635. Tempo di percorrenza circa 4 ore! Per Il pernottamento al numero 0445/630233

Quattordicesima tappa: Rifugio A. Papa - Posina.

Dal rifugio Papa si imbocca il sentiero N. 366 delle 52 gallerie, è indispensabile la torcia elettrica. dopo una leggera salita iniziale, sarà tutta discesa, strada facendo i punti panoramici verso la pianura e la citta di Schio, oltre a molti altri, ci daranno anche il tempo di avvederci del grande ed ingegnoso lavoro svolto dai militari ( 1915/18 ) per trasportare gli approvvigionamenti in prima linea. E' doveroso rammentare che il tracciato può presentare delle difficoltà dovute alle condizioni meteo. Al termine di detto sentiero ci troviamo a Bocca Campiglia ( m. 1216 ) nel recente museo all' aperto con panelli descrittivi delle varie fasi della battaglie svoltesi nei dintorni. Dal passo dello Xomo si percorrono circa 6 chilometri di strada asfaltata per giungere a Posina ( m.544 ) In paese possiamo rifornirci di medicinali ed alimentari. I posti di accoglienza e pernottamento :albergo al Garibaldino tel.0445/748023.

albergo all' Alpino tel.0445/748019..Oppure B&B grillo giallo tel. 0445/748381. percorrenza ore 5 circa .

Quindicesima tappa: Da Posina a Laghi.

Da Posina si percorre la strada provinciale verso passo della Borcola, raggiunta la contrada Ganna ( m.649 ), sulla destra parte una mulattiera N.505 che ci porta a casa Betta (m.887 )passando per contrada Lambre salendo arriviamo al passo Colombo ( 1390 m. ) . Passato lo spartiacque a destra imbocchiamo il sentiero n.511 sino a cima Castelle (m.1474 ). Ottimo punto di osservazione sul monte Majo, la val Posina ed anche la valle dei Laghi, il Pasubio ed il monte Gamonda. Da cima Castelle scendiamo verso contrada Xausa sempre per crinale (m. 954 )seguono numerose altre contrade da attraversare trovandoci finalmente al paesino di Laghi ( trattorie ed alimentari )( m.535.) Pernottamento alla fattoria didattica di Susanna Miola tel. 0445/714123. Dislivello m.955. Difficoltà E più alcuni tratti di EE. escursionistico ed escursionisti esperti.

 

Sedicesima tappa: Da Laghi al rifugio Valbona.

Dalla fattoria di Susanna seguiamo la strada che ci riporta a Laghi. Nei pressi del lago minore, attraversiamo il ponte, a destra imbocchiamo una stradina sterrata raggiungendo il sentiero C.A.I. n.525 , saliamo lungo il crinale sino a raggiungere la contrada Collegio ( m.744 ). Oltrepassata la al tornante imbocchiamo il sentiero a sinistra entrando nella val Scarabozza ,aspra e suggestiva. continuiamo su irto tracciato incontrando finalmente una zona prativa dove il sentiero diventa strada bianca. questa zona è ben curata ed oltre ai bovini al pascolo si possono intravedere molteplici specie di fauna alpina. Passata la malga Campoluzzo di mezzo ( 1401 m.)riprendiamo il sentiero sulla destra e ci avviamo al rifugio Valbona ( m.1688 ). pernottamento stagionale telefonando al cell. 3482307418 oppure www.rifugiovalbona.com

Diciassettesima tappa: Rifugio Valbona/ Tonezza del Cimone.

Dal rifugio Valbona per asfalto alla forcella " Molon " (1829 ). Ancora per asfalto al rifugio Rumor ( m.1658 ) proseguiamo per breve sino ad incontrare l' inizio del sentiero N.538 che seguiremo camminando nella valle di Barbarena Bastarda, al bivio lasciamo il 538 ed a sinistra ci incamminiamo ad incontrare la contrada " Valle " ( m.1037 ). pernottiamo nel vicino paese di Tonezza del Cimone (m991 m). alberghi: Bucaneve Tel.0445/749059. Vicenza tel.0445/749061 . Trentino tel.0445/749039. Dislivello M.140 circa.

Diciottesima Tappa: Tratto Tonezza/ Fiorentini Da Tonezza ( m.1000 ) si prosegue per la strada provinciale dei Fiorentini per le Contrà Pettinà, Sella, incrocio per Contrà Girotti e sentiero n.537. Albergo ristorante chiosco alpino ( m.1200 ) possibilità di ristoro e pernottamento ( 0445/749079 ). Di fronte al bar si imbocca la vecchia strada per il passo della vena, prima del tornante si incrocia a sinistra il sentiero 537 che sale a Tonezza, si re incontra la strada della vena che seguiremo sino al sentiero n.561 per Campomolon. incontrando la galleria stradale proseguiamo seguendo i segni bianco/rossi, a sinistra ( sent. 538/561 )verso l'ex forte Campomolon, prestare attenzione in caso di scarsa visibilità. Un punto di riferimento sono le antenne sul monte stesso. il sito è parzialmente visitabile con tabelle descrittive in loco. Dal forte si scende fino a forcella Molon ( m.1750 ) per sentiero n.569, poi a destra per N.569/571 per valle delle Lanze con scarsa segnaletica ci avviamo su sentiero e poi strada bianca verso " baito Melegnon e Tomaselli. al termine della discesa si re incontra la strada asfaltata e, girando a sinistra in breve l' albergo Fiorentini ( Tel.0445/746080 ) ed il rifugio monte Coston . Tel ( 0445/749174 ).

Diciannovesima tappa: Tratto Fiorentini/ Lavarone.

Dalla località Fiorentini ci avviamo verso malga Posta, per carrareccia poi, raggiungiamo l' albergo forte Cherle ( Tel. 0464/765103 ) al incrocio con il sentiero Europeo ( E 5 ). visitati i ruderi ,scendiamo a destra verso la sorgente di S. Fermo, proseguiamo a destra per Cueli liberi e Carbonare, sempre seguendo il sentiero della pace parallelo al torrente Astico. Poco più avanti incrociamo ancora l' E 5 che si può imboccare fino a Carbonare, oppure proseguire sino ad incontrare l' indicazione della " 100 km. dei forti che ci porta nel centro del paese in prossimità della chiesa. Proseguendo in direzione di Lavarone, si tralascia a destra la strada per Nosellari e dopo circa un chilometro si imbocca il sentiero in salita verso il monte Rust e l'osservatorio Austriaco ( ruderi ) proseguiamo ancora a sinistra sino a raggiungere l' abitato di Lavarone. località Chiesa. pernottamento presso l' albergo ristorante Esperia Tel 0464/783124.

Ventesima tappa LAVARONE VEZZENA.

Dalla piazza di Lavarone si prende a destra la strada asfaltata per Contrà Albertini, superata la quale si imbocca un sentiero sterrato verso Bertoldi ,si lascia sulla sinistra un piccolo laghetto e si prosegue fino agli impianti sportivi. attraversata la strada provinciale, a sinistra verso Bertoldi vecchia al incrocio con una cappella si riprende a destra il sentiero N.224 per monte Cimone e baita Belem coincidenti all' inizio con i locali sentieri delle " sorgenti" e sentiero della pace. Proseguendo ad un primo incrocio si gira a destra e raggiunta una carreggiabile ci si avvia verso baita Belem ( sent. 223 ). da qui si sale verso il belvedere oltrepassata una sbarra, sino a raggiungere il sentiero N.220 da dove all' incrocio si gira verso Monterovere. Stupendo belvedere sulla Valsugana....gruppo del Brenta e zona Ortles e Cividale. Sempre sul 220 perdiamo quota trovandoci in una strada forestale che a destra ci porta a " piano alto ". Si incontra la strada asfaltata che scende verso Caldonazzo a sinistra ,mentre a destra si prosegue in direzione di Monterovere incontrando l'albergo omonimo ( posto di ristoro )Poco prima giriamo per baita Cangi e busa Verle ( sent. 201e 205 ). L'itinerario ci porta alle rovine del forte di cima Verle, scendiamo per asfalto al passo Vezzena con rifugio ed ambienti per il ristoro aperti tutto l'anno esclusi i mesi di Ottobre/ Novembre. Hotel Vezzena ‪www.hotelvezzena.com .

Ventunesima tappa Sentiero Europeo E 7 TRATTO VEZZENA/ MALGA LARICI.

Dal passo Vezzena, (hotel Vezzena )si risale la strada asfaltata verso l'ex forte cima Verle, sino ad incrociare poco dopo sulla sinistra il sentiero N.205 che proviene da baita Cangi. Si prosegue diritti ad incontrare il tracciato che porta al pizzo di Levico o Vezzena lo lasciamo a sinistra e per strada asfaltata proseguiamo verso malga Marcai di sopra dove troviamo un cippo commemorativo del periodo bellico 1915/18 del battaglione Bassano. a destra il sentiero N.220 sale dalle malghe Marcai di sotto e Postesina, attraversato il ponticello ( ponte Torino )ci troviamo alla testata della valle Postesina. Seguendo il 220 fino a raggiungere il " fontanone " punto di confine tra la zona Trentina e l' altopiano dei 7 comuni. Termina l' asfalto e su sterrata giungiamo a campo Mandriolo, e porta Manazzo ( possibile deviazione per la sommità )continuando si scende in val formica ed al rifugio Larici (042466383 ) scendiamo ancora sul sentiero N.826 per porta Renzola e cima Portule ed infine malga Larici di sotto! ( 347/2382892 )agriturismo estivo.

Ventiduesima tappa Sentiero Europeo E 7 TRATTO MALGA LARICI/ PIAZZALE LOZZE

percorso abbastanza lungo che ci porta tra le varie ed aspre cime teatro di immani scontri durante il periodo 1915/18. L' ORTIGARA !

Da malga Larici di sotto si sale per il sentiero 826 ( strada sterrata ) sino al bivio verso sinistra incontrando il sentiero N.209 verso porta Renzola a destra in direzione di cime Kempel e Portule. Scesi da porta Kempel per traccia imbocchiamo il numero 208 verso cima 12 passando per ( portello Galmara N.835 ) la cima più alta del altopiano di Asiago, si riscende calpestando il tracciato numero 211abbastanza scosceso verso il bivacco " busa delle dodese " da qui ci immettiamo sul 206 costeggiando cima undici e monte Castelnuovo. All' incrocio con il passo di val Caldiera si tiene la destra in direzione di cima Ortigara ( un rintocco alla campana di vetta per salutare i militi ivi rimasti! ) Dalla cima scendiamo sul sentiero N. 840 verso il baito Ortigara e la chiesetta di Lozze ed omonimo piazzale. Per avere un punto di appoggio si può da poco sopra il piazzale girare a destra per malga Moline su strada bianca ed in 30 minuti a malga Moline Tel. 04240445115.

VARIANTE: E' un immenso castello naturale che domina la Valsugana, dai suoi 1550 metri ,tutto merli, torri, atri e gole, scavati dall'acqua in milioni di anni! Fa parte del grandioso apparato carsico della Fossetta che scarica le sue acque nella grotta Bigonda in Valsugana. E' consigliabile percorrere integralmente il sentiero ben segnalato del " labirinto " per trovarsi nella magia del luogo! Non vuole essere un tratto obbligato per i percorritori del E 7 ma sentitamente consigliato come variante al tracciato ufficiale. Scendendo da cima Ortigara verso il cimitero militare di prato Moline ci teniamo sul sentiero C.A.I. N.842 sino alla busa dei Quaranta all' incrocio con il N. 845 proseguiamo verso lo scoglio bianco ed infine i Castelloni! il sentiero è di facile percorrenza e di sicuro effetto, attenzione allo zaino che non sia troppo affardellato in certi punti il passaggio è veramente stretto!

 

 

Ventiquattresima tappa dal rifugio Marcesina a Foza.

 

Dal rifugio (1310 ) su strada asfaltata ci avviamo per 300 metri prendendo il bivio di sinistra verso il rifugio Ronchetto ( 1330 ), pochi metri più avanti si imbocca la strada forestale chiusa al traffico ( prestare attenzione l' imbocco è poco visibile ! proseguendo su strada asfaltata si arriva a borgo " Cruni " ) per la forestale ci si avvia verso malga Slapeur (1628 ) ci si inerpica per alcuni tornanti trovandosi tosto davanti al bivio della strada proveniente da Galio, noi giriamo a sinistra ( cartelli ) in breve al cimitero Bosniaco ed a malga Slapeur. Possibilità di uno spuntino con prodotti locali. Dalla malga in un ora al monte " fior " (1824 ). consiglio una deviazione al monte Castelgomberto (1771 ). Stiamo camminando in un ecomuseo all' aperto con molteplici sostegni descrittivi delle fasi dei combattimenti 1915/18. Dal monte Fior esiste una scorciatoia verso Foza passando per casera Melette risparmiando un ora di strada, Attenzione si rischia di non vedere la segnaletica C.A.I. Noi seguiremo la strada sterrata che conduce con ampio e comodo giro sempre al paesino di Foza ( 1100 )passando per malga Lora e resti di un cimitero militare Italiano ( 1668 ) Incrociamo la strada asfaltata che seguiamo verso borgo " Cruni " al bivio a destra verso la vicina Foza . tempo di percorrenza circe 6 ore, difficoltà turistica, se si esclude la lunghezza della tappa. Interessi storici/ambientali. sentieri C.A.I. N.861 e 860 oltre ai segni E 7. Altra possibilità per arrivare a Foza, dopo un chilometro circa da malga Lora, troviamo il sentiero C.A.I. 860 che con una deviazione a destra si inoltra nell’ abetaia conducendoci al pian della “ Futa “ da qui il sentiero diventa carrareccia e si congiunge alla strada asfaltata ( chiusa al traffico ) poco distante da Foza. Pernottamento al ristorante/hotel “ Foza “ TEL :0424/698092. Mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

 

Tappa da Foza a Valstagna.

Altra lunga tappa, che dal costone dove sorge Foza,( Hotel alpi) ci porta a fondovalle vicino al fiume Brenta. Il primo tratto per cento metri su strada asfaltata sino ad incontrare il cartello C.A.I. sulla sinistra con il numero 800 e cartelli E 7, ripida discesa per prato, sino ad incontrare una mulattiera che ci conduce al borgo di "Stoccaredo" da qui purtroppo abbiamo alcuni chilometri di asfalto sino al borgo di “ Sasso “ poi sarà tutto un piacere scendere per il tracciato ( bene Unesco ) pieno di storia. Difficoltà nessuna, tranne che per i sassi bagnati! Distanza circa sedici chilometri e mezzo. Termina in pianura a 170 metri di altitudine. Foza altitudine M. 1100. Il nome compare la prima volta in un documento del 1085 quando il monastero Benedettino di S. Eufemia riceve in dono dalla famiglia di dei Romano l'intera montagna chiamata " Fugia " nel 1200 con atto notarile passò definitivamente ai Benedettini. Nel 1327 dopo l'atto di soggezione con gli Scaligeri, viene fondata la " Spettabile Reggenza dei 7 comuni di cui farà parte. La storia più recente risale anche qui al 1917 quando venne interamente rasa al suolo. La località di" Sasso" unisce tredici contrade con cinquecento abitanti circa. Assieme a" Stoccaredo" si posiziona sulle ripide propaggini del monte val Bella, proprio sul ciglio del profondo intaglio della val Franzela da dove inizia la famosa discesa di " Calà del Sasso" terminata nel 1383. Con i suoi 4444 scalini veniva usata per trascinare a valle il legname senza dover pagare il dazio al comune di Galio. Sulla stessa per poco si riuscì ad evitare il passaggio delle truppe Austro/Ungariche durante l' offensiva sugli altipiani. Al termine di questa discesa ci ritroviamo ancora su strada asfaltata che seguiremo a sinistra sino al paese di Valstagna. Sentiero C.A.I. 800 e cartelli E 7 sino a Valstagna. Pernottamento e ristoro al osteria/ristorante al Caglieron.

 

 

Valstagna, LONDA a col Moschin per la val delle “ ore” proseguendo verso il monte Grappa.

Dalla statale della Valsugana al semaforo in centro paese, verso la chiesetta di Londa , situata a circa un chilometro da “ Carpanè “. Oltrepassato il sottopasso ferroviario , a destra si incontrano i primi segnali del sentiero C.A.I. numero 35 ed E7 sentiero Europeo che prosegue sui tracciati N. 33, 36, 40 e 20 verso il rifugio Bassano. Possibilità di ristoro e pernottamento nei fine settimana alla base del monte Grappa. L’ intero tracciato ha una lunghezza di circa 18 chilometri con un dislivello di 1.700 metri circa. E’ particolarmente gratificante percorrere il sentiero che sul tracciato di una antica mulattiera valligiana, in ambiente in gran parte aperto e panoramico ,ci porta all’ aereo crinale di costa alta. ( numerose opere di guerra e ripari di fortuna ) Più chiuso proseguendo verso “ aste rosse “e “ col Marcioro “ ed il “col Moschin”. La mulattiera già via di guerra, inizia a fianco di un grande condominio vicino ad uno spiazzo verde con una panchina ed un cartello descrittivo di un sentiero locale che seguiremo in parte. (35 ) Ripartiamo dal col Moschin ( Alcuni metri di tracciato sono su terreno privato ) verso il rifugio ALPE MADRE( ristoro e pernottamento) proseguendo, il col Felinon, Prà Fiolo e col d’ Anna ! Il col Moschin era modestamente presidiato da tre batterie e da un reparto di fanteria. Il 14 Giugno 1918 durante la violenta offensiva austriaca “ del solstizio”, truppe ungheresi travolsero le linee Italiane di casera Anna, col del Felinon, col del Fagheron, spingendosi sino al col Moschin mettendo in seria apprensione il comando Italiano. Decimate dalle fatiche e mancanza di rinforzi come pure dalla mancanza di sostentamenti, il giorno 16 un battaglione d’ assalto respinse gli ultimi austriaci che ormai senza munizione si difesero sino all’ ultimo sasso! Oggi, una panoramica passeggiata per splendidi pendii erbosi collega questi martoriati colli raggiungendo il rifugio alpe madre sul versante sud/ occidentale del Felinon percorrendo i sentieri N. 36 e 40. Le superbe vedute sui sette comuni, sull’ Ortigara, sul Pasubio e la pianura veneta nonché le più lontane cime dei Lagorai e cima grappa ci inducono certamente ad una sosta ed ad un pensiero forte guardando tutto quel territorio teatro di aspri combattimenti. Imboccando il sentiero N. 33 ci portiamo in breve al col Caprile, Prà della brosa, ed al albergo Finestron. Ora chiuso ed in disuso.

Dal Finestron... altro tratto di E 7! verso il Grappa.

 

Lasciato il sentiero C.A.I. N. 35 percorriamo il N.40 passando al RIFUGIO ALPE MADRE ( possibile punto di ristoro e pernottamento ) su strada bianca sino a colli alti dove giriamo a sinistra sempre su strada comunale sino al Finestron. Oppure dopo il bivio a poche centinaia di metri possiamo imboccare il sentiero N. 40,parellelo alla strada ,solo su versante opposto. alcune opere di guerra sono ancora visibili mentre percorriamo l'abetaia con dolci saliscendi, ci troveremo sempre al citato ex albergo. Attraversiamo la strada asfaltata ed a sinistra del edificio in lieve salita troviamo il sentiero N.20 e tabelle ( E 7 )che seguiremo attraverso gli Asoloni, con continui passaggi da una collina all' altra sino al ossario del monte Grappa. l'ultimo tratto ,per il monte è abbastanza irto e si prende attraversata la provinciale 141.Strada che si può seguire anche a destra e poi al primo bivio a sinistra per trovarci al rifugio Bassano nostra momentanea meta. Da visitare abbiamo l' ossario, la caserma museo " Milano" e la ardita galleria di " Vittorio Emanuele ". E' consigliabile fermarsi un intero giorno visitando tutti i manufatti dell' epoca ,come pure i monti Solaroli che descriverò più avanti!

 

ESCURSIONE CONSIGLIATA DI NOTEVOLE INTERESSE :“CIMA GRAPPA – SALAROLI”

“IL TRATTO PIU’ SIGNIFICATIVO DELL’ALTA VIA DEGLI EROI”

Se percorrendo il sentiero E7 avete una giornata a disposizione, vi consigliamo di effettuare questa escursione, molto importante dal punto di vista storico e paesaggistico. Il percorso non presenta particolari difficoltà tecniche, fatta eccezione per la lunghezza dello stesso. Fino al Monte Valderoa è un facile saliscendi, poi s’inizia la lunga discesa che porta a Pian dea Bala. Dal parcheggio del rifugio Bassano dirigendosi verso la scalinata che sale al sacrario si nota, sulla destra, la tabella del sentiero n. 156 “Col dell’Orso – Valderoa”; da questo punto lo sguardo segue tutto il profilo del crinale fino al Monte Valderoa. Imbocchiamo questo sentiero, che arriva alla “Croce dei Lebi” mt. 1.574, attraversando prati fioriti e resti di trincee della Prima Guerra Mondiale. Continuando sempre sulla dorsale incontriamo la deviazione per malga “Valpore di Cima” e “Valpore di Fondo”. Dopo circa un'ora, passando per M. Casonet mt. 1.614, si arriva a Col Dell’Orso mt. 1.679; qui la visuale spazia a 360° sia a nord sulle vette Feltrine, agordine e le Dolomiti Bellunesi, a nord ovest le Pale di San Martino e a ovest l’altopiano di Asiago, a est la sottostante Valle delle Mure e in lontananza il fiume Piave con la dorsale del Montello. Un’ora e un quarto dopo giungiamo ad una prima croce e dopo alla Croce dei Salaroli, ove una lapide ricorda il sacrificio dei battaglioni del IV° Reggimento Alpini. Da qui in discesa si giunge alla forcella Valderoa mt. 1.477, a questo punto è possibile salire ulteriormente alla Cima Valderoa o continuare in discesa prendendo il sentiero 157 in direzione di malga “Salarol” (oggi solo adibita a ricovero ovini). Superata la malga, si segue una stradina bianca fino alla prima curva qui si prende il sentiero contrassegnato dai segnavia TV1 e 157 che s’inoltra decisamente nel bosco. Dopo circa 15 minuti si arriva a malga “Cason del Sol”, dove si può mangiare e pernottare (10 posti letto, aperta da maggio a settembre). Dopo l’eventuale sosta, si arriva al Pian dea Bala, dove si prende sulla sinistra il sentiero E7 che porta alle Meatte o salire su stradina cementata a destra a malga “Val Vecia” con possibilità di ristoro (solo periodo estivo) o bivacco gestito dal CAI (6 posti disponibili tutto l’anno). Da Cima Mandria si segue la dorsale in discesa che porta al Monte Palon .Questo tratto è sicuramente il più panoramico dell’intero percorso in quando offre un’ottima visione sulla sottostante pianura, sul Piave, sul Montello e i Colli Asolani. Si incontrano inoltre trincee ripristinate dai gruppi alpini della zona. L’orientamento risulta facile per la presenza di una grande croce bianca sulla sommità del Monte Palon. Continuando in discesa sulla dorsale ci si inoltra nel bosco e dopo una leggera salita si giunge alla croce in legno posta sulla cima di Castel Cesil Da questo punto bisogna fare attenzione sempre in discesa sul bosco alla presenza della recinzione in filo spinato parallela al sentiero che delimita proprietà private. Si arriva così alla Trattoria Miet con possibilità di ristoro. Per eventuale pernottamento (con cena) si può continuare su strada asfaltata fino al cartello con indicazione Agriturismo Croda Bianca (15-20 minuti da Trattoria Miet). 

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Partendo dal B&B Sella( 0437/471005 ) alla sella del Fadalto m. 487, ci avviamo a sinistra verso la visibile frana, seguendo la carrareccia che ci porta ad attraversarla appena sotto. Ora imbocchiamo il sentiero C.A.I. N. 949 denominato “ del Gaviol “ che con alcuni brevi tratti difficili ci porta al agriturismo “ malga” Mezzomiglio m. 1291. “ ( ristoro e pernottamento possibile prenotando) a pochi metri fuori tracciato. Seguendo i sentiero N. 922 seguito dal 980 ci portiamo seguendo l’ alta via numero 6 al monte Pizzoc ed il vicino rifugio “ città di Vittorio Veneto “m.1.547. ( 0438/585231 – 3807535151 ) aperto nei normali periodi estivi. L’ alta via ci porta alla bella citta di Vittorio Veneto dove è consigliato un giorno di riposo e visita. Con automezzi di linea ci portiamo alle grotte del Caglieron ( Fregona ) m. 318. pernottamento in una delle locali strutture ricettive. ( B&B al mulino 3495305451 ) Dopo una giornata cittadina ci prepariamo aproseguire tramite il sentiero C.A.I. N. 981/a da Sonego m. 425. alla foresta del Cansiglio, verso casa Cadolten m.1251. proseguiamo verso fontana Boi su strada chiusa al traffico. Entriamo nella foresta vera e propria seguendo in discesa l’” Antico sentiero dei Cimbri “ per la valle dell’ ors (orso ) e parte del tracciato : anello del Cansiglio. Usciamo dal primo tratto di foresta ed incontriamo una strada asfaltata ( bandiere arancio con dicitura F1 ) che seguiremo girando a sinistra per poche centinaia di metri, alla nostra destra una scuola forestale, ancora in leggera salita ed ecco apparire il villaggio Cimbro di Vallorch m. 1.083. ( ristoro e bar ). Il nostro cammino ora rientra nella stupenda foresta di abeti rossi, bianchi ed enormi faggi, pur essendo tutto il tracciato supportato dai nostri cartelli ( Sentiero europeo E 7 ) bianco/rossi, da qui seguiremo anche le bandiere arancio con sigla S, Q , E2 sino al paese di Campon . Siamo sempre al limitare superiore del intero altopiano con qualche scorcio panoramico sullo stesso. Dal paesino di Campon per strada asfaltata ( km. 1 circa ci spostiamo a Pian Osteria ) m. 1000. Possibilità di ristoro e pernottamento alla “ locanda al Capriolo “ ricordiamoci di prenotare ! ( 0437/472111 – 3357850393 ) Una notte di meritato riposo e ripartiamo verso Piancavallo passando per casera Palantina, ( ruderi ) rifugio Arneri, ( aperto con ristoro durante l’ apertura degli impianti di risalita ). Da Pian Osteria prendiamo la traccia ben marcata nel prato a destra della strada , in inverno anche pista da sled dog, giunti alla congiunzione con una strada asfaltata la seguiamo ( 3 KM. Circa ) verso pian Canaie ( attuale tratto di alta via N.6 e sentiero C.A.I. N 922 ). La pista asfaltata termina per noi vicino ad una stupenda fontana affiancata da tre case, di fronte ci troviamo una evidente tabella con segnavia 922 che seguiremo sino a casera Palantina. m.1.508. In questo tratto raccomando di non seguire le bandiere con sigle di tracciati locali fuorvianti dalla nostra meta. Dalla casera Palantina, sulla destra dei ruderi troviamo la Tabella con il numero C.A.I. 993 che attorniando il Zuc Torondo si immette nel 924 sino al visibile rifugio Arneri m. 1.675. stupendo punto di osservazione verso il confine Sloveno ed il golfo Triestino e buona parte delle località balneari del Mediterraneo. Strada facendo, uscendo dalla foresta, il 993 ci porta a vedere l’ antro delle “ mate “ interessante antro allo studio di alcuni speleologi, non da meno il territorio stesso, che ci da una prima visione del terreno carsico prima di entrare nel Friuli Venezia Giulia ormai a pochi chilometri!

 

Alcuni dati :

Fadalto -Mezzo miglio difficolta T + EE +E

Rifugio città di Vittorio Veneto -Sonego difficolta E

Fregona - Casa Cadolten difficolta E + T

Vallorch - Pian Osteria difficolta T

Palantina - Rifugio Arneri difficolta E

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