E1 - Campania

Il corridoio Molisano/Campano del Sentiero Europeo E/1 è composto da 21 tappe da Scapoli (IS) a Petina (SA) per uno sviluppo complessivo di 528 km.

 

 

Prima Tappa: Scapoli (IS) – Roccaravindola (IS)

 

Il sentiero è stato inaugurato il 31 luglio 1972 a Costanza in Germania. Parte dalla cittadina svedese di Grovelsjon e fino allo scorso anno terminava a Scapoli (IS). La FIE IRPINIA TREKKING, producendo un notevole sforzo organizzativo e di impegno di personale volontario, è riuscita a tracciare e segnare, con segnaletica internazionale bianco-rossa, tutto il tratto Molisano/Campano che, partendo da Scapoli, piccolo Comune di 666 abitanti con un museo dedicato alla Zampogna, in Provincia di Isernia, tocca la località di Acquaviva, sale sul Colle Cerasara (907 m. slm), scende verso la Madonna di Merzone (742 m. slm), per giungere a Montaquila, Comune di 2.444 abitanti che ha come sfondo le Mainarde, e finire a Roccaravindola (Sede di Tappa).

KM tappa: 21

 

 

Seconda Tappa: Roccaravindola (IS) - Letino (CE)

 

Da qui si supera il fiume Volturno e si sale sul Falascosa e Monte Lucito, si passa a fianco della Fontana la Volpe e su Starze del Mozzo (797 m. slm) e Monte Mersa del Socio (959 m. slm). Si giunge al Cimitero di Gallo, paesino del Casertano di 555 abitanti specializzato nella lavorazione del Tombolo, si gira su un lato dell’omonimo Lago e si sale a Letino, altro piccolo paesino del Casertano, anch’esso sviluppatosi sull’omonimo Lago (Sede di Tappa).

KM tappa: 18

 

 

Terza Tappa: Letino (CE) – Monte Miletto (CB) – Campitello Matese (CB)

 

Da Letino si sale verso la Sorgente del Campo e la Fontana dei Palombi (1173 m. slm), da qui si procede di nuovo nel territorio Molisano e si va sul Monte Morzo (1599 m. slm), il Monte Ruzzo (1563 m. slm), ed il Monte Miletto (2050 m. slm), punto più alto di tutto il tratto Molisano/Campano. Si scende passando per la Grotta delle Ciaole, per giungere a Campitello Matese (1440 m. slm), nella stazione sciistica (Sede di Tappa).

KM tappa: 22,5

 

 

Quarta Tappa: Campitello Matese (CB) – Monte Gallinola – Bocca della Selva

 

Da Campitello, dopo aver attraversato il pianoro e superato la sorgente Capo d’Acqua, si sale, su un sentiero impervio, sul Monte Gallinola (1923 m. slm). Attraversando, in discesa, tre piccoli pianori, si giunge al Piano della Corte (1600 m. slm), dove si supera uno stazzo e si risale un po’ seguendo la linea di cresta, per scendere ad intersecare la SP 319. Si imbocca una sterrata dopo aver attraversato la strada, e si passa sotto le Sogliette degli Abeti e il Monte Porco, per giungere alla Piscina Cul di Bove, per salire un po’ e scendere a Serra del Perrone (1250 m. slm), snodo stradale che porta al Lago Matese, a Guardiaregia, a Campitello e a Bocca della Selva. Si continua su una sterrata, sempre nel Molisano, che supera cinque canaloni per poi abbandonarla e risalire a fianco del Canalone Cusano su un sentiero a tornantini, per riprendere una sterrata che conduce a Bocca della Selva (1400 m. slm), centro turistico estivo ed invernale (Sede di Tappa).

KM tappa: 23,0

 

 

Quinta Tappa: Bocca della Selva – Monte Mutria – Cusano Mutri

 

Da Bocca della Selva si sale al Monte Mutria (1822 m. slm) da dove, nelle giornate limpide, si può vedere il mare Adriatico e il mar Tirreno. Si ridiscende a Bocca e si imbocca una sterrata storica che passa davanti ad alcune fontane, per poi scendere per la Costa del Monaco, secolare sentiero che portava alle miniere di bauxite, e giungere a Cusano Mutri, il cui centro storico a giugno viene addobbato con stupende composizioni di fiori per la festa dell’Infiorata (Sede di Tappa).

KM tappa: 15,0

 

 

Sesta Tappa: Cusano Mutri - San Lorenzello

 

Da Cusano il percorso continua attraversando le Gole del Titerno, su una mulattiera di epoca sannitica che si snoda tra un querceto e le bianche rocce calcaree che formano piccole cascate, gorgogli e vortici, Si possono visitare grotte e antichi ponti, tra cui il Ponte di Annibale, nel Comune di Cerreto Sannita. Si risale per scavalcare la Prece Lautala (729 m. slm) e giungere così a San Lorenzello, antico borgo sul Titerno, ove da secoli si producono raffinate ceramiche (Sede di Tappa).

KM tappa: 15,0

 

 

Settima Tappa: San Lorenzello – Solopaca (sentiero del vino)

 

Si attraversa l’intera valle, luogo di produzione del vino Solopaca e del Taburno, passando per Castelvenere su interpoderali che servono i vigneti che si ammirano a perdita d’occhio, per giungere, dopo aver attraversato il fiume Calore, a Solopaca (Sede di Tappa).

KM tappa: 14,0

 

Ottava Tappa: Solopaca – Campasauro – Piana di Prata

Inizia uno dei tratti più impegnativi in quanto dai 58 m. slm del fiume Calore, attraverso impervi sentieri, si arriva prima sul Monte Tumulo della Croce (1179 m. slm) e poi a Fontana La Trinit° (1081 m. slm ). Da qui vi sono due possibilità per proseguire: la prima ci fa seguire un tratto di strada asfaltata per circa un chilometro, per poi svoltare a dx in salita, attraversando il bosco di Campagnano e giungendo sul Monte Camposauro (1390 m. slm). Da qui inizia una bella discesa fra roccette che ci porta a superare Sette Serre e ad incrociare, in località Costa Rosari, il sentiero principale. La seconda, sempre da Fontana La Trinità, ci fa proseguire, su sterrata, tenendo la dx ed aggirando la Vetta del Camposauro, tenendoci circa 200/300 metri di dislivello più sotto, per incontrare, sempre a Costa Rosari (1297 m. slm), la bretella che scende dalla Vetta. Da qui si continua a scendere su sentiero fino ad un Agriturismo posto a 891 m. slm, vicino ad una strada sotto Costa Faito e vicino a Piana di Prata, (Sede di Tappa).

KM tappa: 13,5

 

 

Nona Tappa: Piani di Prata – Taburno – Montesarchio (BN)

 

Dall'Agriturismo, sempre su sterrata, si continua a scendere fino a Piana di Prata e alla Sorgente Abbazia, posta sulla strada Cautano/Frasso Telesino. Si attraversa la strada e si sale al Pianoro Campo di Cepino (1104 m. slm), da cui, attraversando tutto l'altopiano e superando le località di Ritto di Cautano, Toro Darienzo e Turi Sarapunno, si giunge ad intersecare la strada asfaltata all'altezza di un'area pic-nic e del Villaggio turistico. Qui inizia la salita che ci porta a Quattrovie e, tenendo la sx, al Monte Taburno (1394 m. slm). Dopo aver ammirato il panorama sulla Valle Caudina e sul massiccio dei Monti del Partenio, si ridiscende fino a Quattrovie e, svoltando a sx si inizia a scendere verso la Valle Caudina sul Sentiero del Re (i Borboni avevano in questi luoghi la loro Riserva di Caccia). Si giunge così a Bonea e, su stradine interpoderali a Montesarchio (sede di tappa), dominato dal suo imponente castello medievale. A Campo di Cepino vi è la possibilità di percorrere una interessante bretella che ci conduce a Quattrovie. Infatti, alla intersezione del sentiero con la strada asfaltata (a quota 1104 m. slm), si svolta a dx su sentiero, fino ad incontrare un'ampia sterrata. Qui si svolta a sx e la si segue fino a sotto Colle dei Paperi, dove si svolta a sx aggirando il Colle. A quota 1184, ad un bivio, si tiene la dx e si giunge alla Caserma Pozzillo, da cui si continua fino al bellissimo pianoro di Piano Melaino. Lo si attraversa tutto e poi, tenendo la dx ad un bivio, si giunge a Quattrovie, incontrando il sentiero principale. (Tratto di Variante km 8,00). Termina a Montesarchio il tratto beneventano dell'E/1.

KM tappa: 19,0

 

 

Decima Tappa: San Martino V.C. – Rif. FIE Toppo del Monaco

 

Da Montesarchio, superando il limite provinciale, si giunge a San Martino Valle Caudina, che conserva lo splendido Castello Pignatelli della Leonessa, la Collegiata di San Giovanni Battista e i palazzi Cenci Bolognetti e Pignatelli della Leonessa. Da qui in poi si entra nel Parco Regionale del Partenio, passando per la sorgente del Mafariello, una delle acque più pure della Campania, il Piano carsico di Lauro, la Sorgente Acqua Fredda, la più alta del Partenio, la Sorgente Acqua delle Vene nell'Oasi WWF di Pannarano, per giungere al Rifugio Montano Toppo del Monaco (1160 m. slm), gestito dalla FIE Irpinia Trekking (Sede di Tappa).

KM tappa: 18

Una bretella di collegamento storico/culturale parte da Cervinara (AV) (280 m. slm), e sale, su una antica mulattiera, al pianoro dell'Ariella, ricco di castagneti. Da qui, su un sentiero, continua a salire fino ad intersecare una sterrata di servizio che si segue svoltando a sx fino a giungere al Valico (1200 m. slm), dove si svolta a sx per superare Piano dei Rapilli e, successivamente, Piano di Lauro, dove si incontra il sentiero principale. Questo sentiero fu fatto dal Giustino Fortunato nell'estate del 1878, (tratto della bretella km 12,0).

 

 

Undicesima Tappa: Rif. FIE Toppo del Monaco – Avellino

 

Dal Rifugio, su una sterrata prima ed un sentiero poi, si giunge ai ruderi del Santuario dell'Incoronata (1577/1806), sorto nel sito del romitaggio di Giulio da Nardo (poi trasferitosi nel Santuario di Montevergine, e, dopo la sua morte, beatificato), e distrutto dai francesi nel 1806, oggetto di un recente intervento di recupero.

Si prosegue con l'attraversamento del Partenio passando per il pianoro carsico di Campitello Sant'Angelo, per poi salire a Sopra l'Arenella e a Forcetelle, intersecando la strada asfaltata di servizio al Parco. Si lascia la strada e si svolta a sx per salire al Pianoro di Montevergine e scendere al Santuario. Dopo una visita al Monastero fondato da San Guglielmo da Vercelli nel 1114, si inizia la discesa per il sentiero dei Pellegrini, che viene da secoli percorso anche a piedi scalzi dai fedeli per giungere ad Ospedaletto d'Alpinolo, ridente località turistica, dove è fiorente il commercio del torrone, della castagna del Prete e di varie forme di artigianato; da non perdere la visita alla chiesa dei Santi Filippo e Giacomo del 1500. Qui finisce il Parco Regionale del Partenio e si prosegue per Avellino (Sede di Tappa). Il tratto da Cervinara ad Avellino è stato percorso, nel giugno del 1878, da Giustino Fortunato.

KM tappa: 21

Su questo tratto dell'E/1 si innestano tre bretelle di collegamento:

1) Pietrastornina ­ Rifugio F I E Toppo del Monaco, di km 6,500.

2) Sant'Angelo a Scala ­ Ruderi Santuario/Monastero dell’Incoronata, di km 5,0.

3) Summonte ­ Monte Vallatrone (1517 m. slm) ­ Sopra l'Arenella, di km 8,0.

 

 

Dodicesima Tappa: Avellino - Serino

 

Dalla città capoluogo si risale per il Monte Faliesi e si giunge alla grotta longobarda di San Michele, probabilmente dedicata al Santo nel 677 dopo la vittoria conseguita sulle popolazioni locali. Si scende a Contrada passando per la chiesa del Carmine della metà del ‘600, per la chiesa di San Giovanni Battista della metà del ‘700 e la chiesa di Sant'Antonio, del 1756, e, attraversando il Bosco della Signora e il Bosco Materdomini, si giunge alle frazioni di Canale e Ferrari, nel Comune di Serino, ammirando magnifici castagneti. A Serino (Sede di Tappa) sono da visitare la chiesa di Santa Maria della Neve del 1500, il Convento di San Francesco del 1600, l'eremo di San Gaetano 1650, la chiesa di San Giovanni del 1683 e la chiesa di San Lorenzo del 1550.

KM tappa: 24,0

 

 

Tredicesima Tappa: Serino – Campolaspierto – Casone Masucci

 

Da Serino, una delle porte del Parco dei Monti Picentini, si imbocca la strada che porta verso Giffoni, dopo circa due km si svolta a sx, su una sterrata che fiancheggia il fiume sabato. All'altezza della confluenza del Torrente Matrunolo nel fiume sabato, si passa sulla sponda dx per circa 800 mt, per poi ripassare sulla sponda sx. Si giunge alla sorgente del Carpine e si prosegue per circa 200 mt sulla sponda dx, per poi lasciare il fiume e svoltare a sx imboccando un sentiero per diversamente abili che ci porta ad intersecare per tre volte la SS 574. Giunti al km 11 si attraversa la SS e si inizia a salire su una storica mulattiera che attraversa prima dei castagneti e poi una faggeta fino a giungere sul Pianoro Carsico di Campolaspierto (1300 m. slm). Da qui inizia la discesa verso la Valle del Fiume Sabato, passando sotto le Ripe della Falconara (splendido balcone sul Golfo di Salerno e di Napoli), il Varco del Faggio, la Sorgente Panicare, la Fontana dell'Olmo e la Civita Romana di Ogliara, per giungere a Casone Masucci (Sede di Tappa).

KM tappa: 21,0

Una variante da Fontana del Carpine a Casone Masucci può evitare di salire a Campolaspierto e proseguire sulle sponde del Fiume sabato, passare a fianco delle mura della Civita di Ogliara e proseguire, nei castagneti, fino a Casone Masucci.

Sviluppo della variante km 5,0

 

 

Quattordicesima Tappa: Casone Masucci - Bagnoli

Da Casone Masucci si percorre un km su strada asfaltata interpoderale e si supera un piccolo ponte sul Fiume sabato, dopo il quale, a sx, si imbocca un sentiero che si snoda un po’ sulla sponda dx ed un po’ sulla sx fino a giungere alla sua sorgente. Da qui inizia una salita con discreta pendenza che ci porta a Colla Finestra (1050 m. slm), che separa le sorgenti del Fiume sabato da quelle del Fiume Calore. Si inizia a scendere tenendosi sempre sulla dx orografica del Calore fino ad intersecare la SS 164 che si percorre per circa 300 mt in direzione di Acerno. Su un ponte si lascia la SS e si svolta prima a sx e, dopo circa un km, a dx su sterrata. Qui, dopo un po', ci si immette in un’altra zona di castagneti secolari dirigendosi verso Bagnoli (Sede di Tappa), dopo aver costeggiato il torrente Lacinolo. Da non perdere il Castello normanno­ svevo, la chiesa Collegiata dell’Assunta, con il suo pregiato coro ligneo intagliato (1652) con raffigurazioni in rilievo di episodi del Vecchio e Nuovo Testamento e il borgo antico, nonché, a fine ottobre, la sagra della castagna e del tartufo.

KM tappa: 17,0

Una variante parte da Colla Finestra e sale a Barrizzulo dove si lascia la brecciata che prosegue sulla sx e si scende su una sterrata sottostante che si segue svoltando a sx. Si procede fino ad un bivio, dove si svolta a dx, in discesa, per giungere al ramo dx delle sorgenti del Torrente Scorzella. Si continua a scendere su un sentiero abbastanza scosceso che fiancheggia il Torrente, che, in questo punto, si restringe creando belle cascate. Alla fine della discesa si giunge alla confluenza con l'altro ramo del Torrente (qui, d'estate, si può scendere nell'alveo con scarpette da scoglio e costume e giungere fino ad una cascata di oltre dieci metri dove si riprende il sentiero), dove bisogna superarlo per inserirsi su un sentiero di servizio all'acquedotto e che si sviluppa seguendo il corso d'acqua su una quota più alta. Il percorso finisce ad una sorgente e all'intersezione con la SS 164 che si segue svoltando a dx e seguendola per circa due km fino ad inserirsi sul tracciato principale.

Sviluppo della variante km 11,500.

 

 

Quindicesima Tappa: Bagnoli – Lago Laceno (sulle orme di Giustino Fortunato)

 

Dal centro del paese ci si dirige verso la zona dei vecchi mulini sul torrente Caliendo per poi risalire, sempre nei castagneti di Ponticello, verso Vallepiana e la grotta carsica del Caliendo, visitabile con guide e percorribile per circa 3,5 km. con bellissime stalattiti e stalagmiti. Dalla grotta si giunge fino al Lago Laceno (Sede di Tappa), unica vera stazione sciistica campana. Questo tratto fu percorso da Giustino Fortunato nell’estate del 1878.

KM tappa: 13,5

Variante di Tappa:dai Mulini, invece di svoltare a sx su strada asfaltata per imboccare il sentiero E/1 su descritto, si procede dritti su sterrata per giungere sul Torrente Lacinolo. Qui si inizia a salire fra i castagneti fino a giungere sulla strada Provinciale Bagnoli/Acerno, che si attraversa per imboccare un'altra sterrata che, successivamente, si trasforma in una antica mulattiera che zigzagando sale in Valle d'Acera. La mulattiera finisce a Piano d'Acera, dove si immette su un'ampia sterrata. Si tiene la sx e si procede aggirando la struttura apicale del Monte Rajamagra, attraversando una fitta faggeta. Si giunge così in Vallepiana, dove si svolta a dx e, dopo una breve salita, si ridiscende sul pianoro del Lago Laceno, a fianco della Chiesa di Santa Nesta. Si percorrono circa due chilometri su strada asfalta e si giunge al Villaggio (Sede di tappa).

Lunghezza della Variante km 18,500.

 

 

Sedicesima Tappa: Lago Laceno (Bagnoli - sulle orme di Giustino Fortunato) - Caposele

 

Sulle sue orme il corridoio sentieristico E/1 continua l’attraversamento del Parco dei Picentini, partendo dalle sorgenti della Tornola (che alimenta il Lago), e salendo sul Monte Calvello (1579 m. slm) ove orbitano i comuni di Lioni, Bagnoli, Calabritto e Caposele, per poi ridiscendere verso la Valle del Sele su sterrata.

Si giunge a Caposele (Sede di Tappa) non prima di aver incontrato tre sorgenti con fontana e abbeveratoio in pietra viva lavorata, proprio sulle sorgenti del fiume Sele, da cui parte l’Acquedotto delle Puglie. Anche qui vi è un Castello normanno-aragonese ove nel 1375 furono celebrate le nozze di Margherita d’Aragona. Da Caposele una prima bretella porta a Materdomini dove si può visitare la vecchia basilica edificata nel 1755 che comprende un convento con chiostro circondato da portici, fondato nel 1746 da Sant’Alfonso dei Liguori, ove si trova la cella dove morì San Gerardo. Da Materdomini si giunge al Lago di Conza e a Sant’Andrea di Conza, seguendo la via di pellegrinaggio che dalla Basilicata e dall’Alta Irpinia portava, nel Medioevo, al Santuario di Montevergine e, successivamente, a San Gerardo da Maiella.

Una seconda bretella da Caposele, passando sotto il Monte Oppido e davanti a due sorgenti, giunge a Lioni e al Santuario-Monastero del Goleto, a Sant’Angelo dei Lombardi, sempre fondato da San Guglielmo.

KM tappa: 18,0

Possibile variante: da Caposele una prima bretella porta a Materdomini dove si può visitare la vecchia basilica edificata nel 1755 che comprende un convento con chiostro circondato da portici, fondata nel 1746 da Sant’Alfonso dei Liguori, ove si trova la cella dove morì San Gerardo. Da Materdomini si giunge al Lago di Conza e a Sant’Andrea di Conza, seguendo la via di pellegrinaggio che dalla Basilicata e dall’Alta Irpinia portava nel Medioevo, al Santuario di Montevergine e, successivamente, a San Gerardo da Maiella.

Lunghezza della Variante km 21,500. Una seconda bretella da Caposele, passando sotto il Monte Oppido e davanti a due sorgenti, giunge a Lioni e al Santuario­Monastero del Goleto, a Sant’Angelo dei Lombardi, sempre fondato da San Guglielmo nel 1133.

Lunghezza della Variante km 14,0

 

 

Diciassettesima Tappa: Caposele - Calabritto

 

Sempre da Caposele il sentiero continua salendo fino a giungere alla Fontana Canale su strada carrareccia, per poi prendere, sulla sx, un sentiero che ci porta al Piano Pollaro e, poi, al Monte Pollaro (1282 m. slm). Da qui si ridiscende fino al Piano e si prosegue tenendo la dx su un vecchio sentiero che serviva ai contadini per salire con i muli fino al Pianoro per coltivare le patate. Si giunge così sul Rio Zagarone, da cui si risale verso il Centro Storico di Calabritto (Sede di Tappa). Da visitare il castello normanno di Quaglietta e il centro storico che lo circonda, divenuto, dopo il terremoto del 1980, un Albergo Diffuso.

KM tappa: 19,0

Dalla Fontana Canale una bretella porta al Rio Zagarone passando per la località di Avignano e sul ponte del Rio Zagarone. Da qui, su strada interpoderale, dopo circa 3 km si giunge al Centro Storico.

KM bretella km 7,00

 

 

Diciottesima Tappa: Calabritto - Senerchia

 

Da Calabritto una bretella (km 15,5) di notevole interesse naturalistico religioso ci porta a costeggiare il rio Zagarone fino alla grotta dedicata alla Madonna del Fiume, per poi continuare verso la chiesa rupestre della Cappella dei Grienzi (931 m. slm) e concludere all’altra chiesa rupestre della Madonna della Neve (948 m. slm), ove si incontra il sentiero principale proveniente dal Cimitero del Paese, che prosegue verso il Monte Altillo (1432 m. slm) e il Monte Boschetiello (1574 m. slm), da dove si può spaziare con lo sguardo a 360 gradi, dal Vulture al Parco Regionale dei Marzano Eremita, al Parco Nazionale del Cilento-Vallo di Diano con i Monti Alburni, al Polveracchio, al Cervialto (che, con i suoi 1809 metri è il monte più alto dei Picentini), al Calvello, al Pollaro e alla Valle dell’Ofanto. Da qui si scende verso Senerchia ammirando, dall’alto, il Castello di Quaglietta sopra citato. Il percorso ci conduce sotto le mura del castello aragonese e davanti alla chiesa di San Michele, del XIII secolo con torre campanaria con tre campane, da poco completamente restaurata e nel vecchio borgo attraversato da un ruscello, distrutto dal sisma del 1980 (Sede di Tappa).

KM tappa: 19,0

 

 

Diciannovesima Tappa: Senerchia (AV) – Bagni Forlenza (Contursi Terme SA)

Da Senerchia si continua verso Sud e si giunge all’ingresso dell’Oasi del WWF della Valle della Caccia, assolutamente da visitare. Infatti, il torrente che la attraversa ha scavato nel corso dei secoli a tal punto nella roccia e nel terreno da creare uno stretto e profondo passaggio che culmina sotto una cascata di circa 30 metri a strapiombo sopra le nostre teste. Continuando, dopo un po’, si passa nella provincia di Salerno e si attraversa Oliveto Citra, con il suo bel centro storico, sormontato dal castello, per poi concludere la tappa a Bagni di Contursi, nel comune di Contursi Terme, noto centro termale con una notevole quantità di acque sulfuree proprio sul fiume Sele.

KM tappa: 17,0

 

 

 

Ventesima Tappa: Bagni Forlenza (Contursi Terme SA) - Postiglione

 

Da Bagni Forlenza (Contursi), ci si dirige verso l’immissione del Tanagro nel Sele, si supera lo snodo autostradale della Salerno­ Reggio Calabria e, sempre su stradine interpoderali, si sale verso Postiglione (Sede di Tappa), attraversando le località di Sant'Angelo, Zancuso e la Civetta. Il Borgo è dominato dal suo castello normanno (XI secolo) ed è situato ai piedi dei Monti Albumi. È anche una delle Porte d’ingresso al Parco Nazionale del Cilento­ Vallo di Diano.

KM tappa: 16,5

 

 

Ventunesima Tappa: Postiglione ­ Monte Panormo ­ Petina

 

Da Contursi Terme si prende una vecchia stradina che dopo un po’ si innesta sulla strada che porta alla Stazione F S. Dopo poco si svolta a dx su strada secondaria e si giunge nei pressi della sponda dx del Fiume Tanagro. Da qui in poi si seguono tre anse del fiume, per poi proseguire dritti attraversando la frazione San Vito e passare sopra l'autostrada A3. Si ritorna verso il fiume, si passa sotto un ponte ferroviario e si giunge alla Stazione di Sicignano degli Alburni, da dove si imbocca la strada che porta al Paese passando sul Ponte che sovrasta le gole del Tanagro. Dopo circa due km dal Pontesi svolta a dx per giungere al Borgo di Zuppino, dove si svolta a sx e si percorre circa un km sulla SS 19. Ad un incrocio si svolta a dx e su stradina secondaria si giunge a Sicignano degli Alburni (Sede di Tappa).

KM tappa: 24,500

Una Variante iniziale molto interessante parte sempre dal centro di Postiglione e si dirige verso Valle Cupa e Costa Vetti. Dopo circa 500 metri dall'inizio del sentiero, ad un incrocio, si svolta a dx e si inizia la salita su una mulattiera che con stretti tornanti supera prima Costa Vetti e poi si tiene a sx della Valle Cupa. I mille metri di dislivello fino a Piano d'Amore, dove si incontra il sentiero principale, vengono superati in solo km 6,200 tra pareti rocciose sormontate dalla struttura montuosa del Monte La Nuda.

Lunghezza della Variante km 6,200.

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