Tredicesima tappa: Rifugio Campogrosso/ Achille Papa.

Dal rifugio Campogrosso (1456 ) si intraprende la strada asfaltata denominata delle sette fontane alla quale corrisponde anche il sentiero della pace N. 173; dopo un leggero pianoro la strada è tutta in discesa. Il monte Carega è visibile dalle vicinanze del rifugio. In un ora circa al passo pian delle Fugazze (1162 ) due alberghi /ristorante in loco. Interessante è la visita all' ossario del monte Pasubio che raccoglie i resti delle vittime della prima guerra mondiale. Attraversata la strada, si segue il sent.179 fino a malga val di fieno (1481 ) proseguiamo fino alla galleria d' Havet, imboccando il sent.399 arriviamo al rifugio Achille Papa, ( 1928 ) è possibile incontrare fauna rupestre, mentre in primavera è molto rigogliosa la flora locale. Dislivello M. 635. Tempo di percorrenza circa 4 ore! Per Il pernottamento al numero 0445/630233

Quattordicesima tappa: Rifugio A. Papa - Posina.

Dal rifugio Papa si imbocca il sentiero N. 366 delle 52 gallerie, è indispensabile la torcia elettrica. dopo una leggera salita iniziale, sarà tutta discesa, strada facendo i punti panoramici verso la pianura e la citta di Schio, oltre a molti altri, ci daranno anche il tempo di avvederci del grande ed ingegnoso lavoro svolto dai militari ( 1915/18 ) per trasportare gli approvvigionamenti in prima linea. E' doveroso rammentare che il tracciato può presentare delle difficoltà dovute alle condizioni meteo. Al termine di detto sentiero ci troviamo a Bocca Campiglia ( m. 1216 ) nel recente museo all' aperto con panelli descrittivi delle varie fasi della battaglie svoltesi nei dintorni. Dal passo dello Xomo si percorrono circa 6 chilometri di strada asfaltata per giungere a Posina ( m.544 ) In paese possiamo rifornirci di medicinali ed alimentari. I posti di accoglienza e pernottamento :albergo al Garibaldino tel.0445/748023.

albergo all' Alpino tel.0445/748019..Oppure B&B grillo giallo tel. 0445/748381. percorrenza ore 5 circa .

Quindicesima tappa: Da Posina a Laghi.

Da Posina si percorre la strada provinciale verso passo della Borcola, raggiunta la contrada Ganna ( m.649 ), sulla destra parte una mulattiera N.505 che ci porta a casa Betta (m.887 )passando per contrada Lambre salendo arriviamo al passo Colombo ( 1390 m. ) . Passato lo spartiacque a destra imbocchiamo il sentiero n.511 sino a cima Castelle (m.1474 ). Ottimo punto di osservazione sul monte Majo, la val Posina ed anche la valle dei Laghi, il Pasubio ed il monte Gamonda. Da cima Castelle scendiamo verso contrada Xausa sempre per crinale (m. 954 )seguono numerose altre contrade da attraversare trovandoci finalmente al paesino di Laghi ( trattorie ed alimentari )( m.535.) Pernottamento alla fattoria didattica di Susanna Miola tel. 0445/714123. Dislivello m.955. Difficoltà E più alcuni tratti di EE. escursionistico ed escursionisti esperti.

 

Sedicesima tappa: Da Laghi al rifugio Valbona.

Dalla fattoria di Susanna seguiamo la strada che ci riporta a Laghi. Nei pressi del lago minore, attraversiamo il ponte, a destra imbocchiamo una stradina sterrata raggiungendo il sentiero C.A.I. n.525 , saliamo lungo il crinale sino a raggiungere la contrada Collegio ( m.744 ). Oltrepassata la al tornante imbocchiamo il sentiero a sinistra entrando nella val Scarabozza ,aspra e suggestiva. continuiamo su irto tracciato incontrando finalmente una zona prativa dove il sentiero diventa strada bianca. questa zona è ben curata ed oltre ai bovini al pascolo si possono intravedere molteplici specie di fauna alpina. Passata la malga Campoluzzo di mezzo ( 1401 m.)riprendiamo il sentiero sulla destra e ci avviamo al rifugio Valbona ( m.1688 ). pernottamento stagionale telefonando al cell. 3482307418 oppure  www.rifugiovalbona.com

Diciassettesima tappa: Rifugio Valbona/ Tonezza del Cimone.

Dal rifugio Valbona per asfalto alla forcella " Molon " (1829 ). Ancora per asfalto al rifugio Rumor ( m.1658 ) proseguiamo per breve sino ad incontrare l' inizio del sentiero N.538 che seguiremo camminando nella valle di Barbarena Bastarda, al bivio lasciamo il 538 ed a sinistra ci incamminiamo ad incontrare la contrada " Valle " ( m.1037 ). pernottiamo nel vicino paese di Tonezza del Cimone (m991 m). alberghi: Bucaneve Tel.0445/749059. Vicenza tel.0445/749061 . Trentino tel.0445/749039. Dislivello M.140 circa.

Diciottesima Tappa: Tratto Tonezza/ Fiorentini Da Tonezza ( m.1000 ) si prosegue per la strada provinciale dei Fiorentini per le Contrà Pettinà, Sella, incrocio per Contrà Girotti e sentiero n.537. Albergo ristorante chiosco alpino ( m.1200 ) possibilità di ristoro e pernottamento ( 0445/749079 ). Di fronte al bar si imbocca la vecchia strada per il passo della vena, prima del tornante si incrocia a sinistra il sentiero 537 che sale a Tonezza, si re incontra la strada della vena che seguiremo sino al sentiero n.561 per Campomolon. incontrando la galleria stradale proseguiamo seguendo i segni bianco/rossi, a sinistra ( sent. 538/561 )verso l'ex forte Campomolon, prestare attenzione in caso di scarsa visibilità. Un punto di riferimento sono le antenne sul monte stesso. il sito è parzialmente visitabile con tabelle descrittive in loco. Dal forte si scende fino a forcella Molon ( m.1750 ) per sentiero n.569, poi a destra per N.569/571 per valle delle Lanze con scarsa segnaletica ci avviamo su sentiero e poi strada bianca verso " baito Melegnon e Tomaselli. al termine della discesa si re incontra la strada asfaltata e, girando a sinistra in breve l' albergo Fiorentini ( Tel.0445/746080 ) ed il rifugio monte Coston . Tel ( 0445/749174 ).

Diciannovesima tappa: Tratto Fiorentini/ Lavarone.

Dalla località Fiorentini ci avviamo verso malga Posta, per carrareccia poi, raggiungiamo l' albergo forte Cherle ( Tel. 0464/765103 ) al incrocio con il sentiero Europeo ( E 5 ). visitati i ruderi ,scendiamo a destra verso la sorgente di S. Fermo, proseguiamo a destra per Cueli liberi e Carbonare, sempre seguendo il sentiero della pace parallelo al torrente Astico. Poco più avanti incrociamo ancora l' E 5 che si può imboccare fino a Carbonare, oppure proseguire sino ad incontrare l' indicazione della " 100 km. dei forti che ci porta nel centro del paese in prossimità della chiesa. Proseguendo in direzione di Lavarone, si tralascia a destra la strada per Nosellari e dopo circa un chilometro si imbocca il sentiero in salita verso il monte Rust e l'osservatorio Austriaco ( ruderi ) proseguiamo ancora a sinistra sino a raggiungere l' abitato di Lavarone. località Chiesa. pernottamento presso l' albergo ristorante Esperia Tel 0464/783124.

Ventesima tappa LAVARONE VEZZENA.

Dalla piazza di Lavarone si prende a destra la strada asfaltata per Contrà  Albertini, superata la quale si imbocca un sentiero sterrato verso Bertoldi ,si lascia sulla sinistra un piccolo laghetto e si prosegue fino agli impianti sportivi. attraversata la strada provinciale, a sinistra verso Bertoldi vecchia al incrocio con una cappella si riprende a destra il sentiero N.224 per monte Cimone e baita Belem coincidenti all' inizio con i locali sentieri delle " sorgenti" e sentiero della pace. Proseguendo ad un primo incrocio si gira a destra e raggiunta una carreggiabile ci si avvia verso baita Belem ( sent. 223 ). da qui si sale verso il belvedere oltrepassata una sbarra, sino a raggiungere il sentiero N.220 da dove all' incrocio si gira verso Monterovere. Stupendo belvedere sulla Valsugana....gruppo del Brenta e zona Ortles e Cividale. Sempre sul 220 perdiamo quota trovandoci in una strada forestale che a destra ci porta a " piano alto ". Si incontra la strada asfaltata che scende verso Caldonazzo a sinistra ,mentre a destra si prosegue in direzione di Monterovere incontrando l'albergo omonimo ( posto di ristoro )Poco prima giriamo per baita Cangi e busa Verle ( sent. 201e 205 ). L'itinerario ci porta alle rovine del forte di cima Verle, scendiamo per asfalto al passo Vezzena con rifugio ed ambienti per il ristoro aperti tutto l'anno esclusi i mesi di Ottobre/ Novembre. Hotel Vezzena ‪www.hotelvezzena.com    .

Ventunesima tappa Sentiero Europeo E 7 TRATTO VEZZENA/ MALGA LARICI.

Dal passo Vezzena, (hotel Vezzena )si risale la strada asfaltata verso l'ex forte cima Verle, sino ad incrociare poco dopo sulla sinistra il sentiero N.205 che proviene da baita Cangi. Si prosegue diritti ad incontrare il tracciato che porta al pizzo di Levico o Vezzena lo lasciamo a sinistra e per strada asfaltata proseguiamo verso malga Marcai di sopra dove troviamo un cippo commemorativo del periodo bellico 1915/18 del battaglione Bassano. a destra il sentiero N.220 sale dalle malghe Marcai di sotto e Postesina, attraversato il ponticello ( ponte Torino )ci troviamo alla testata della valle Postesina. Seguendo il 220 fino a raggiungere il " fontanone " punto di confine tra la zona Trentina e l' altopiano dei 7 comuni. Termina l' asfalto e su sterrata giungiamo a campo Mandriolo, e porta Manazzo ( possibile deviazione per la sommità )continuando si scende in val formica ed al rifugio Larici (042466383 ) scendiamo ancora sul sentiero N.826 per porta Renzola e cima Portule ed infine malga Larici di sotto! ( 347/2382892 )agriturismo estivo.

Ventiduesima tappa Sentiero Europeo E 7 TRATTO MALGA LARICI/ PIAZZALE LOZZE

percorso abbastanza lungo che ci porta tra le varie ed aspre cime teatro di immani scontri durante il periodo 1915/18. L' ORTIGARA !

Da malga Larici di sotto si sale per il sentiero 826 ( strada sterrata ) sino al bivio verso sinistra incontrando il sentiero N.209 verso porta Renzola a destra in direzione di cime Kempel e Portule. Scesi da porta Kempel per traccia imbocchiamo il numero 208 verso cima 12 passando per ( portello Galmara N.835 ) la cima più alta del altopiano di Asiago, si riscende calpestando il tracciato numero 211abbastanza scosceso verso il bivacco " busa delle dodese " da qui ci immettiamo sul 206 costeggiando cima undici e monte Castelnuovo. All' incrocio con il passo di val Caldiera si tiene la destra in direzione di cima Ortigara ( un rintocco alla campana di vetta per salutare i militi ivi rimasti! ) Dalla cima scendiamo sul sentiero N. 840 verso il baito Ortigara e la chiesetta di Lozze ed omonimo piazzale. Per avere un punto di appoggio si può da poco sopra il piazzale girare a destra per malga Moline su strada bianca ed in 30 minuti a malga Moline Tel. 04240445115.

VARIANTE: E' un immenso castello naturale che domina la Valsugana, dai suoi 1550 metri ,tutto merli, torri, atri e gole, scavati dall'acqua in milioni di anni! Fa parte del grandioso apparato carsico della Fossetta che scarica le sue acque nella grotta Bigonda in Valsugana. E' consigliabile percorrere integralmente il sentiero ben segnalato del " labirinto " per trovarsi nella magia del luogo! Non vuole essere un tratto obbligato per i percorritori del E 7 ma sentitamente consigliato come variante al tracciato ufficiale. Scendendo da cima Ortigara verso il cimitero militare di prato Moline ci teniamo sul sentiero C.A.I. N.842 sino alla busa dei Quaranta all' incrocio con il N. 845 proseguiamo verso lo scoglio bianco ed infine i Castelloni! il sentiero è di facile percorrenza e di sicuro effetto, attenzione allo zaino che non sia troppo affardellato in certi punti il passaggio è veramente stretto!

 

 

Ventiquattresima tappa dal rifugio Marcesina a Foza.

 

Dal rifugio (1310 ) su strada asfaltata ci avviamo per 300 metri prendendo il bivio di sinistra verso il rifugio Ronchetto ( 1330 ), pochi metri più avanti si imbocca la strada forestale chiusa al traffico ( prestare attenzione l' imbocco è poco visibile ! proseguendo su strada asfaltata si arriva a borgo " Cruni " ) per la forestale ci si avvia verso malga Slapeur (1628 ) ci si inerpica per alcuni tornanti trovandosi tosto davanti al bivio della strada proveniente da Galio, noi giriamo a sinistra ( cartelli ) in breve al cimitero Bosniaco ed a malga Slapeur. Possibilità di uno spuntino con prodotti locali. Dalla malga in un ora al monte " fior " (1824 ). consiglio una deviazione al monte Castelgomberto (1771 ). Stiamo camminando in un ecomuseo all' aperto con molteplici sostegni descrittivi delle fasi dei combattimenti 1915/18. Dal monte Fior esiste una scorciatoia verso Foza passando per casera Melette risparmiando un ora di strada, Attenzione si rischia di non vedere la segnaletica C.A.I. Noi seguiremo la strada sterrata che conduce con ampio e comodo giro sempre al paesino di Foza ( 1100 )passando per malga Lora e resti di un cimitero militare Italiano ( 1668 ) Incrociamo la strada asfaltata che seguiamo verso borgo " Cruni " al bivio a destra verso la vicina Foza . tempo di percorrenza circe 6 ore, difficoltà turistica, se si esclude la lunghezza della tappa. Interessi storici/ambientali. sentieri C.A.I. N.861 e 860 oltre ai segni E 7. Altra possibilità per arrivare a Foza, dopo un chilometro circa da malga Lora, troviamo il sentiero C.A.I. 860 che con una deviazione a destra si inoltra nell’ abetaia  conducendoci al pian della “ Futa “ da qui il sentiero diventa carrareccia e si congiunge  alla strada asfaltata ( chiusa al traffico ) poco distante da Foza. Pernottamento al ristorante/hotel “ Foza “  TEL :0424/698092. Mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

 

Tappa da Foza a Valstagna.

Altra lunga tappa, che dal costone dove sorge Foza,( Hotel alpi) ci porta a fondovalle vicino al fiume Brenta. Il primo tratto per cento metri su strada asfaltata sino ad incontrare il cartello C.A.I. sulla sinistra con il numero 800 e cartelli E 7, ripida discesa per prato, sino ad incontrare una mulattiera che ci conduce al borgo di "Stoccaredo" da qui purtroppo abbiamo alcuni chilometri di asfalto sino al borgo di “ Sasso “ poi sarà tutto un piacere scendere per il tracciato ( bene Unesco ) pieno di storia. Difficoltà nessuna, tranne che per i sassi bagnati! Distanza circa sedici chilometri e mezzo. Termina in pianura a 170 metri di altitudine. Foza altitudine M. 1100. Il nome compare la prima volta in un documento del 1085 quando il monastero Benedettino di S. Eufemia riceve in dono dalla famiglia di dei Romano l'intera montagna chiamata " Fugia " nel 1200 con atto notarile passò definitivamente ai Benedettini. Nel 1327 dopo l'atto di soggezione con gli Scaligeri, viene fondata la " Spettabile Reggenza dei 7 comuni di cui farà parte. La storia più recente risale anche qui al 1917 quando venne interamente rasa al suolo. La località di" Sasso" unisce tredici contrade con cinquecento abitanti circa. Assieme a" Stoccaredo" si posiziona sulle ripide propaggini del monte val Bella, proprio sul ciglio del profondo intaglio della val Franzela da dove inizia la famosa discesa di " Calà del Sasso" terminata nel 1383. Con i suoi 4444 scalini veniva usata per trascinare a valle il legname senza dover pagare il dazio al comune di Galio. Sulla stessa per poco si riuscì ad evitare il passaggio delle truppe Austro/Ungariche durante l' offensiva sugli altipiani. Al termine di questa discesa ci ritroviamo ancora su strada asfaltata che seguiremo a sinistra sino al paese di Valstagna. Sentiero C.A.I. 800 e cartelli E 7 sino a Valstagna. Pernottamento e ristoro al osteria/ristorante al Caglieron.

 

 

Valstagna, LONDA a col Moschin   per la val delle “ ore”  proseguendo verso il monte Grappa.

Dalla statale della Valsugana al semaforo in centro paese, verso la  chiesetta di Londa , situata a circa un chilometro da “ Carpanè “. Oltrepassato  il sottopasso ferroviario , a destra si incontrano i primi segnali del sentiero C.A.I. numero 35 ed E7 sentiero Europeo che prosegue sui tracciati N. 33, 36, 40 e 20 verso il rifugio Bassano. Possibilità di ristoro e pernottamento nei fine settimana  alla base del monte Grappa. L’ intero tracciato ha una lunghezza di circa 18 chilometri con un dislivello di  1.700  metri circa. E’ particolarmente gratificante percorrere il sentiero che sul tracciato di una antica mulattiera valligiana, in ambiente in gran parte aperto e panoramico ,ci porta all’ aereo crinale di costa alta. ( numerose opere di guerra e ripari di fortuna ) Più chiuso proseguendo verso “ aste rosse “e “ col Marcioro “ ed il “col Moschin”. La mulattiera  già via di guerra, inizia a fianco di un grande  condominio vicino  ad uno spiazzo verde con una panchina ed un cartello descrittivo di un sentiero locale che seguiremo in parte. (35 ) Ripartiamo dal col Moschin  ( Alcuni metri di tracciato sono su  terreno privato ) verso il rifugio ALPE MADRE( ristoro e pernottamento) proseguendo, il col Felinon, Prà Fiolo e col d’ Anna ! Il col Moschin era modestamente presidiato  da tre batterie e da un reparto di fanteria. Il 14 Giugno 1918 durante la violenta offensiva austriaca “ del solstizio”, truppe ungheresi travolsero  le linee Italiane di casera Anna, col del Felinon, col del Fagheron, spingendosi sino al col Moschin mettendo in seria apprensione il comando Italiano. Decimate dalle fatiche e mancanza di rinforzi  come pure dalla mancanza di sostentamenti, il giorno 16 un battaglione d’ assalto respinse gli ultimi austriaci che ormai senza munizione si difesero sino all’ ultimo sasso! Oggi, una panoramica passeggiata per splendidi pendii erbosi collega questi martoriati colli raggiungendo il rifugio alpe madre sul versante sud/ occidentale del Felinon   percorrendo i sentieri N. 36 e 40. Le superbe vedute sui sette comuni, sull’ Ortigara, sul Pasubio e la pianura veneta  nonché  le più lontane cime dei Lagorai e cima grappa ci inducono certamente ad una sosta ed ad un pensiero forte guardando tutto quel territorio teatro di aspri combattimenti. Imboccando il sentiero N. 33  ci portiamo in breve al col Caprile, Prà della brosa, ed al albergo Finestron. Ora chiuso ed in disuso.

                      Dal Finestron... altro tratto di E 7! verso il Grappa.

 

Lasciato il sentiero C.A.I. N. 35 percorriamo il N.40 passando al RIFUGIO ALPE MADRE ( possibile punto di ristoro e pernottamento ) su strada bianca sino a colli alti dove giriamo a sinistra sempre su strada comunale sino al Finestron. Oppure dopo il bivio a poche centinaia di metri possiamo imboccare il sentiero N. 40,parellelo alla strada ,solo su versante opposto. alcune opere di guerra sono ancora visibili mentre percorriamo l'abetaia con dolci saliscendi, ci troveremo sempre al citato ex albergo. Attraversiamo la strada asfaltata ed a sinistra del edificio in lieve salita troviamo il sentiero N.20 e tabelle ( E 7 )che seguiremo attraverso gli Asoloni, con continui passaggi da una collina all' altra sino al ossario del monte Grappa. l'ultimo tratto ,per il monte è abbastanza irto e si prende attraversata la provinciale 141.Strada che si può seguire anche a destra e poi al primo bivio a sinistra per trovarci al rifugio Bassano nostra momentanea meta. Da visitare abbiamo l' ossario, la caserma museo " Milano" e la ardita galleria di " Vittorio Emanuele ". E' consigliabile fermarsi un intero giorno visitando tutti i manufatti dell' epoca ,come pure i monti Solaroli che descriverò più avanti!

 

ESCURSIONE CONSIGLIATA DI NOTEVOLE INTERESSE :“CIMA GRAPPA – SALAROLI”

“IL TRATTO PIU’ SIGNIFICATIVO DELL’ALTA VIA DEGLI EROI”

Se percorrendo il sentiero E7 avete una giornata a disposizione, vi consigliamo di effettuare questa escursione, molto importante dal punto di vista storico e paesaggistico. Il percorso non presenta particolari difficoltà tecniche, fatta eccezione per la lunghezza dello stesso. Fino al Monte Valderoa è un facile saliscendi, poi s’inizia la lunga discesa che porta a Pian dea Bala. Dal parcheggio del rifugio Bassano dirigendosi verso la scalinata che sale al sacrario si nota, sulla destra, la tabella del sentiero n. 156 “Col dell’Orso – Valderoa”; da questo punto lo sguardo segue tutto il profilo del crinale fino al Monte Valderoa. Imbocchiamo questo sentiero, che arriva alla “Croce dei Lebi” mt. 1.574, attraversando prati fioriti e resti di trincee della Prima Guerra Mondiale. Continuando sempre sulla dorsale incontriamo la deviazione per malga “Valpore di Cima” e “Valpore di Fondo”. Dopo circa un'ora, passando per M. Casonet mt. 1.614, si arriva a Col Dell’Orso mt. 1.679; qui la visuale spazia a 360° sia a nord sulle vette Feltrine, agordine e le Dolomiti Bellunesi, a nord ovest le Pale di San Martino e a ovest l’altopiano di Asiago, a est la sottostante Valle delle Mure e in lontananza il fiume Piave con la dorsale del Montello. Un’ora e un quarto dopo giungiamo ad una prima croce e dopo alla Croce dei Salaroli, ove una lapide ricorda il sacrificio dei battaglioni del IV° Reggimento Alpini. Da qui in discesa si giunge alla forcella Valderoa mt. 1.477, a questo punto è possibile salire ulteriormente alla Cima Valderoa o continuare in discesa prendendo il sentiero 157 in direzione di malga “Salarol” (oggi solo adibita a ricovero ovini). Superata la malga, si segue una stradina bianca fino alla prima curva qui si prende il sentiero contrassegnato dai segnavia TV1 e 157 che s’inoltra decisamente nel bosco. Dopo circa 15 minuti si arriva a malga “Cason del Sol”, dove si può mangiare e pernottare (10 posti letto, aperta da maggio a settembre). Dopo l’eventuale sosta, si arriva al Pian dea Bala, dove si prende sulla sinistra il sentiero E7 che porta alle Meatte o salire su stradina cementata a destra a malga “Val Vecia” con possibilità di ristoro (solo periodo estivo) o bivacco gestito dal CAI (6 posti disponibili tutto l’anno). Da Cima Mandria si segue la dorsale in discesa che porta al Monte Palon .Questo tratto è sicuramente il più panoramico dell’intero percorso in quando offre un’ottima visione sulla sottostante pianura, sul Piave, sul Montello e i Colli Asolani. Si incontrano inoltre trincee ripristinate dai gruppi alpini della zona. L’orientamento risulta facile per la presenza di una grande croce bianca sulla sommità del Monte Palon. Continuando in discesa sulla dorsale ci si inoltra nel bosco e dopo una leggera salita si giunge alla croce in legno posta sulla cima di Castel Cesil Da questo punto bisogna fare attenzione sempre in discesa sul bosco alla presenza della recinzione in filo spinato parallela al sentiero che delimita proprietà private. Si arriva così alla Trattoria Miet con possibilità di ristoro. Per eventuale pernottamento (con cena) si può continuare su strada asfaltata fino al cartello con indicazione Agriturismo Croda Bianca (15-20 minuti da Trattoria Miet). 

Tredicesima tappa: Rifugio Campogrosso/ Achille Papa.

Dal rifugio Campogrosso (1456 ) si intraprende la strada asfaltata denominata delle sette fontane alla quale corrisponde anche il sentiero della pace N. 173; dopo un leggero pianoro la strada è tutta in discesa. Il monte Carega è visibile dalle vicinanze del rifugio. In un ora circa al passo pian delle Fugazze (1162 ) due alberghi /ristorante in loco. Interessante è la visita all' ossario del monte Pasubio che raccoglie i resti delle vittime della prima guerra mondiale. Attraversata la strada, si segue il sent.179 fino a malga val di fieno (1481 ) proseguiamo fino alla galleria d' Havet, imboccando il sent.399 arriviamo al rifugio Achille Papa, ( 1928 ) è possibile incontrare fauna rupestre, mentre in primavera è molto rigogliosa la flora locale. Dislivello M. 635. Tempo di percorrenza circa 4 ore! Per Il pernottamento al numero 0445/630233

Quattordicesima tappa: Rifugio A. Papa - Posina.

Dal rifugio Papa si imbocca il sentiero N. 366 delle 52 gallerie, è indispensabile la torcia elettrica. dopo una leggera salita iniziale, sarà tutta discesa, strada facendo i punti panoramici verso la pianura e la citta di Schio, oltre a molti altri, ci daranno anche il tempo di avvederci del grande ed ingegnoso lavoro svolto dai militari ( 1915/18 ) per trasportare gli approvvigionamenti in prima linea. E' doveroso rammentare che il tracciato può presentare delle difficoltà dovute alle condizioni meteo. Al termine di detto sentiero ci troviamo a Bocca Campiglia ( m. 1216 ) nel recente museo all' aperto con panelli descrittivi delle varie fasi della battaglie svoltesi nei dintorni. Dal passo dello Xomo si percorrono circa 6 chilometri di strada asfaltata per giungere a Posina ( m.544 ) In paese possiamo rifornirci di medicinali ed alimentari. I posti di accoglienza e pernottamento :albergo al Garibaldino tel.0445/748023.

albergo all' Alpino tel.0445/748019..Oppure B&B grillo giallo tel. 0445/748381. percorrenza ore 5 circa .

Quindicesima tappa: Da Posina a Laghi.

Da Posina si percorre la strada provinciale verso passo della Borcola, raggiunta la contrada Ganna ( m.649 ), sulla destra parte una mulattiera N.505 che ci porta a casa Betta (m.887 )passando per contrada Lambre salendo arriviamo al passo Colombo ( 1390 m. ) . Passato lo spartiacque a destra imbocchiamo il sentiero n.511 sino a cima Castelle (m.1474 ). Ottimo punto di osservazione sul monte Majo, la val Posina ed anche la valle dei Laghi, il Pasubio ed il monte Gamonda. Da cima Castelle scendiamo verso contrada Xausa sempre per crinale (m. 954 )seguono numerose altre contrade da attraversare trovandoci finalmente al paesino di Laghi ( trattorie ed alimentari )( m.535.) Pernottamento alla fattoria didattica di Susanna Miola tel. 0445/714123. Dislivello m.955. Difficoltà E più alcuni tratti di EE. escursionistico ed escursionisti esperti.

 

Sedicesima tappa: Da Laghi al rifugio Valbona.

Dalla fattoria di Susanna seguiamo la strada che ci riporta a Laghi. Nei pressi del lago minore, attraversiamo il ponte, a destra imbocchiamo una stradina sterrata raggiungendo il sentiero C.A.I. n.525 , saliamo lungo il crinale sino a raggiungere la contrada Collegio ( m.744 ). Oltrepassata la al tornante imbocchiamo il sentiero a sinistra entrando nella val Scarabozza ,aspra e suggestiva. continuiamo su irto tracciato incontrando finalmente una zona prativa dove il sentiero diventa strada bianca. questa zona è ben curata ed oltre ai bovini al pascolo si possono intravedere molteplici specie di fauna alpina. Passata la malga Campoluzzo di mezzo ( 1401 m.)riprendiamo il sentiero sulla destra e ci avviamo al rifugio Valbona ( m.1688 ). pernottamento stagionale telefonando al cell. 3482307418 oppure  www.rifugiovalbona.com

Diciassettesima tappa: Rifugio Valbona/ Tonezza del Cimone.

Dal rifugio Valbona per asfalto alla forcella " Molon " (1829 ). Ancora per asfalto al rifugio Rumor ( m.1658 ) proseguiamo per breve sino ad incontrare l' inizio del sentiero N.538 che seguiremo camminando nella valle di Barbarena Bastarda, al bivio lasciamo il 538 ed a sinistra ci incamminiamo ad incontrare la contrada " Valle " ( m.1037 ). pernottiamo nel vicino paese di Tonezza del Cimone (m991 m). alberghi: Bucaneve Tel.0445/749059. Vicenza tel.0445/749061 . Trentino tel.0445/749039. Dislivello M.140 circa.

Diciottesima Tappa: Tratto Tonezza/ Fiorentini Da Tonezza ( m.1000 ) si prosegue per la strada provinciale dei Fiorentini per le Contrà Pettinà, Sella, incrocio per Contrà Girotti e sentiero n.537. Albergo ristorante chiosco alpino ( m.1200 ) possibilità di ristoro e pernottamento ( 0445/749079 ). Di fronte al bar si imbocca la vecchia strada per il passo della vena, prima del tornante si incrocia a sinistra il sentiero 537 che sale a Tonezza, si re incontra la strada della vena che seguiremo sino al sentiero n.561 per Campomolon. incontrando la galleria stradale proseguiamo seguendo i segni bianco/rossi, a sinistra ( sent. 538/561 )verso l'ex forte Campomolon, prestare attenzione in caso di scarsa visibilità. Un punto di riferimento sono le antenne sul monte stesso. il sito è parzialmente visitabile con tabelle descrittive in loco. Dal forte si scende fino a forcella Molon ( m.1750 ) per sentiero n.569, poi a destra per N.569/571 per valle delle Lanze con scarsa segnaletica ci avviamo su sentiero e poi strada bianca verso " baito Melegnon e Tomaselli. al termine della discesa si re incontra la strada asfaltata e, girando a sinistra in breve l' albergo Fiorentini ( Tel.0445/746080 ) ed il rifugio monte Coston . Tel ( 0445/749174 ).

Diciannovesima tappa: Tratto Fiorentini/ Lavarone.

Dalla località Fiorentini ci avviamo verso malga Posta, per carrareccia poi, raggiungiamo l' albergo forte Cherle ( Tel. 0464/765103 ) al incrocio con il sentiero Europeo ( E 5 ). visitati i ruderi ,scendiamo a destra verso la sorgente di S. Fermo, proseguiamo a destra per Cueli liberi e Carbonare, sempre seguendo il sentiero della pace parallelo al torrente Astico. Poco più avanti incrociamo ancora l' E 5 che si può imboccare fino a Carbonare, oppure proseguire sino ad incontrare l' indicazione della " 100 km. dei forti che ci porta nel centro del paese in prossimità della chiesa. Proseguendo in direzione di Lavarone, si tralascia a destra la strada per Nosellari e dopo circa un chilometro si imbocca il sentiero in salita verso il monte Rust e l'osservatorio Austriaco ( ruderi ) proseguiamo ancora a sinistra sino a raggiungere l' abitato di Lavarone. località Chiesa. pernottamento presso l' albergo ristorante Esperia Tel 0464/783124.

Ventesima tappa LAVARONE VEZZENA.

Dalla piazza di Lavarone si prende a destra la strada asfaltata per Contrà  Albertini, superata la quale si imbocca un sentiero sterrato verso Bertoldi ,si lascia sulla sinistra un piccolo laghetto e si prosegue fino agli impianti sportivi. attraversata la strada provinciale, a sinistra verso Bertoldi vecchia al incrocio con una cappella si riprende a destra il sentiero N.224 per monte Cimone e baita Belem coincidenti all' inizio con i locali sentieri delle " sorgenti" e sentiero della pace. Proseguendo ad un primo incrocio si gira a destra e raggiunta una carreggiabile ci si avvia verso baita Belem ( sent. 223 ). da qui si sale verso il belvedere oltrepassata una sbarra, sino a raggiungere il sentiero N.220 da dove all' incrocio si gira verso Monterovere. Stupendo belvedere sulla Valsugana....gruppo del Brenta e zona Ortles e Cividale. Sempre sul 220 perdiamo quota trovandoci in una strada forestale che a destra ci porta a " piano alto ". Si incontra la strada asfaltata che scende verso Caldonazzo a sinistra ,mentre a destra si prosegue in direzione di Monterovere incontrando l'albergo omonimo ( posto di ristoro )Poco prima giriamo per baita Cangi e busa Verle ( sent. 201e 205 ). L'itinerario ci porta alle rovine del forte di cima Verle, scendiamo per asfalto al passo Vezzena con rifugio ed ambienti per il ristoro aperti tutto l'anno esclusi i mesi di Ottobre/ Novembre. Hotel Vezzena ‪www.hotelvezzena.com    .

Ventunesima tappa Sentiero Europeo E 7 TRATTO VEZZENA/ MALGA LARICI.

Dal passo Vezzena, (hotel Vezzena )si risale la strada asfaltata verso l'ex forte cima Verle, sino ad incrociare poco dopo sulla sinistra il sentiero N.205 che proviene da baita Cangi. Si prosegue diritti ad incontrare il tracciato che porta al pizzo di Levico o Vezzena lo lasciamo a sinistra e per strada asfaltata proseguiamo verso malga Marcai di sopra dove troviamo un cippo commemorativo del periodo bellico 1915/18 del battaglione Bassano. a destra il sentiero N.220 sale dalle malghe Marcai di sotto e Postesina, attraversato il ponticello ( ponte Torino )ci troviamo alla testata della valle Postesina. Seguendo il 220 fino a raggiungere il " fontanone " punto di confine tra la zona Trentina e l' altopiano dei 7 comuni. Termina l' asfalto e su sterrata giungiamo a campo Mandriolo, e porta Manazzo ( possibile deviazione per la sommità )continuando si scende in val formica ed al rifugio Larici (042466383 ) scendiamo ancora sul sentiero N.826 per porta Renzola e cima Portule ed infine malga Larici di sotto! ( 347/2382892 )agriturismo estivo.

Ventiduesima tappa Sentiero Europeo E 7 TRATTO MALGA LARICI/ PIAZZALE LOZZE

percorso abbastanza lungo che ci porta tra le varie ed aspre cime teatro di immani scontri durante il periodo 1915/18. L' ORTIGARA !

Da malga Larici di sotto si sale per il sentiero 826 ( strada sterrata ) sino al bivio verso sinistra incontrando il sentiero N.209 verso porta Renzola a destra in direzione di cime Kempel e Portule. Scesi da porta Kempel per traccia imbocchiamo il numero 208 verso cima 12 passando per ( portello Galmara N.835 ) la cima più alta del altopiano di Asiago, si riscende calpestando il tracciato numero 211abbastanza scosceso verso il bivacco " busa delle dodese " da qui ci immettiamo sul 206 costeggiando cima undici e monte Castelnuovo. All' incrocio con il passo di val Caldiera si tiene la destra in direzione di cima Ortigara ( un rintocco alla campana di vetta per salutare i militi ivi rimasti! ) Dalla cima scendiamo sul sentiero N. 840 verso il baito Ortigara e la chiesetta di Lozze ed omonimo piazzale. Per avere un punto di appoggio si può da poco sopra il piazzale girare a destra per malga Moline su strada bianca ed in 30 minuti a malga Moline Tel. 04240445115.

VARIANTE: E' un immenso castello naturale che domina la Valsugana, dai suoi 1550 metri ,tutto merli, torri, atri e gole, scavati dall'acqua in milioni di anni! Fa parte del grandioso apparato carsico della Fossetta che scarica le sue acque nella grotta Bigonda in Valsugana. E' consigliabile percorrere integralmente il sentiero ben segnalato del " labirinto " per trovarsi nella magia del luogo! Non vuole essere un tratto obbligato per i percorritori del E 7 ma sentitamente consigliato come variante al tracciato ufficiale. Scendendo da cima Ortigara verso il cimitero militare di prato Moline ci teniamo sul sentiero C.A.I. N.842 sino alla busa dei Quaranta all' incrocio con il N. 845 proseguiamo verso lo scoglio bianco ed infine i Castelloni! il sentiero è di facile percorrenza e di sicuro effetto, attenzione allo zaino che non sia troppo affardellato in certi punti il passaggio è veramente stretto!

 

 

Ventiquattresima tappa dal rifugio Marcesina a Foza.

 

Dal rifugio (1310 ) su strada asfaltata ci avviamo per 300 metri prendendo il bivio di sinistra verso il rifugio Ronchetto ( 1330 ), pochi metri più avanti si imbocca la strada forestale chiusa al traffico ( prestare attenzione l' imbocco è poco visibile ! proseguendo su strada asfaltata si arriva a borgo " Cruni " ) per la forestale ci si avvia verso malga Slapeur (1628 ) ci si inerpica per alcuni tornanti trovandosi tosto davanti al bivio della strada proveniente da Galio, noi giriamo a sinistra ( cartelli ) in breve al cimitero Bosniaco ed a malga Slapeur. Possibilità di uno spuntino con prodotti locali. Dalla malga in un ora al monte " fior " (1824 ). consiglio una deviazione al monte Castelgomberto (1771 ). Stiamo camminando in un ecomuseo all' aperto con molteplici sostegni descrittivi delle fasi dei combattimenti 1915/18. Dal monte Fior esiste una scorciatoia verso Foza passando per casera Melette risparmiando un ora di strada, Attenzione si rischia di non vedere la segnaletica C.A.I. Noi seguiremo la strada sterrata che conduce con ampio e comodo giro sempre al paesino di Foza ( 1100 )passando per malga Lora e resti di un cimitero militare Italiano ( 1668 ) Incrociamo la strada asfaltata che seguiamo verso borgo " Cruni " al bivio a destra verso la vicina Foza . tempo di percorrenza circe 6 ore, difficoltà turistica, se si esclude la lunghezza della tappa. Interessi storici/ambientali. sentieri C.A.I. N.861 e 860 oltre ai segni E 7. Altra possibilità per arrivare a Foza, dopo un chilometro circa da malga Lora, troviamo il sentiero C.A.I. 860 che con una deviazione a destra si inoltra nell’ abetaia  conducendoci al pian della “ Futa “ da qui il sentiero diventa carrareccia e si congiunge  alla strada asfaltata ( chiusa al traffico ) poco distante da Foza. Pernottamento al ristorante/hotel “ Foza “  TEL :0424/698092. Mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

 

Tappa da Foza a Valstagna.

Altra lunga tappa, che dal costone dove sorge Foza,( Hotel alpi) ci porta a fondovalle vicino al fiume Brenta. Il primo tratto per cento metri su strada asfaltata sino ad incontrare il cartello C.A.I. sulla sinistra con il numero 800 e cartelli E 7, ripida discesa per prato, sino ad incontrare una mulattiera che ci conduce al borgo di "Stoccaredo" da qui purtroppo abbiamo alcuni chilometri di asfalto sino al borgo di “ Sasso “ poi sarà tutto un piacere scendere per il tracciato ( bene Unesco ) pieno di storia. Difficoltà nessuna, tranne che per i sassi bagnati! Distanza circa sedici chilometri e mezzo. Termina in pianura a 170 metri di altitudine. Foza altitudine M. 1100. Il nome compare la prima volta in un documento del 1085 quando il monastero Benedettino di S. Eufemia riceve in dono dalla famiglia di dei Romano l'intera montagna chiamata " Fugia " nel 1200 con atto notarile passò definitivamente ai Benedettini. Nel 1327 dopo l'atto di soggezione con gli Scaligeri, viene fondata la " Spettabile Reggenza dei 7 comuni di cui farà parte. La storia più recente risale anche qui al 1917 quando venne interamente rasa al suolo. La località di" Sasso" unisce tredici contrade con cinquecento abitanti circa. Assieme a" Stoccaredo" si posiziona sulle ripide propaggini del monte val Bella, proprio sul ciglio del profondo intaglio della val Franzela da dove inizia la famosa discesa di " Calà del Sasso" terminata nel 1383. Con i suoi 4444 scalini veniva usata per trascinare a valle il legname senza dover pagare il dazio al comune di Galio. Sulla stessa per poco si riuscì ad evitare il passaggio delle truppe Austro/Ungariche durante l' offensiva sugli altipiani. Al termine di questa discesa ci ritroviamo ancora su strada asfaltata che seguiremo a sinistra sino al paese di Valstagna. Sentiero C.A.I. 800 e cartelli E 7 sino a Valstagna. Pernottamento e ristoro al osteria/ristorante al Caglieron.

 

 

Valstagna, LONDA a col Moschin   per la val delle “ ore”  proseguendo verso il monte Grappa.

Dalla statale della Valsugana al semaforo in centro paese, verso la  chiesetta di Londa , situata a circa un chilometro da “ Carpanè “. Oltrepassato  il sottopasso ferroviario , a destra si incontrano i primi segnali del sentiero C.A.I. numero 35 ed E7 sentiero Europeo che prosegue sui tracciati N. 33, 36, 40 e 20 verso il rifugio Bassano. Possibilità di ristoro e pernottamento nei fine settimana  alla base del monte Grappa. L’ intero tracciato ha una lunghezza di circa 18 chilometri con un dislivello di  1.700  metri circa. E’ particolarmente gratificante percorrere il sentiero che sul tracciato di una antica mulattiera valligiana, in ambiente in gran parte aperto e panoramico ,ci porta all’ aereo crinale di costa alta. ( numerose opere di guerra e ripari di fortuna ) Più chiuso proseguendo verso “ aste rosse “e “ col Marcioro “ ed il “col Moschin”. La mulattiera  già via di guerra, inizia a fianco di un grande  condominio vicino  ad uno spiazzo verde con una panchina ed un cartello descrittivo di un sentiero locale che seguiremo in parte. (35 ) Ripartiamo dal col Moschin  ( Alcuni metri di tracciato sono su  terreno privato ) verso il rifugio ALPE MADRE( ristoro e pernottamento) proseguendo, il col Felinon, Prà Fiolo e col d’ Anna ! Il col Moschin era modestamente presidiato  da tre batterie e da un reparto di fanteria. Il 14 Giugno 1918 durante la violenta offensiva austriaca “ del solstizio”, truppe ungheresi travolsero  le linee Italiane di casera Anna, col del Felinon, col del Fagheron, spingendosi sino al col Moschin mettendo in seria apprensione il comando Italiano. Decimate dalle fatiche e mancanza di rinforzi  come pure dalla mancanza di sostentamenti, il giorno 16 un battaglione d’ assalto respinse gli ultimi austriaci che ormai senza munizione si difesero sino all’ ultimo sasso! Oggi, una panoramica passeggiata per splendidi pendii erbosi collega questi martoriati colli raggiungendo il rifugio alpe madre sul versante sud/ occidentale del Felinon   percorrendo i sentieri N. 36 e 40. Le superbe vedute sui sette comuni, sull’ Ortigara, sul Pasubio e la pianura veneta  nonché  le più lontane cime dei Lagorai e cima grappa ci inducono certamente ad una sosta ed ad un pensiero forte guardando tutto quel territorio teatro di aspri combattimenti. Imboccando il sentiero N. 33  ci portiamo in breve al col Caprile, Prà della brosa, ed al albergo Finestron. Ora chiuso ed in disuso.

                      Dal Finestron... altro tratto di E 7! verso il Grappa.

 

Lasciato il sentiero C.A.I. N. 35 percorriamo il N.40 passando al RIFUGIO ALPE MADRE ( possibile punto di ristoro e pernottamento ) su strada bianca sino a colli alti dove giriamo a sinistra sempre su strada comunale sino al Finestron. Oppure dopo il bivio a poche centinaia di metri possiamo imboccare il sentiero N. 40,parellelo alla strada ,solo su versante opposto. alcune opere di guerra sono ancora visibili mentre percorriamo l'abetaia con dolci saliscendi, ci troveremo sempre al citato ex albergo. Attraversiamo la strada asfaltata ed a sinistra del edificio in lieve salita troviamo il sentiero N.20 e tabelle ( E 7 )che seguiremo attraverso gli Asoloni, con continui passaggi da una collina all' altra sino al ossario del monte Grappa. l'ultimo tratto ,per il monte è abbastanza irto e si prende attraversata la provinciale 141.Strada che si può seguire anche a destra e poi al primo bivio a sinistra per trovarci al rifugio Bassano nostra momentanea meta. Da visitare abbiamo l' ossario, la caserma museo " Milano" e la ardita galleria di " Vittorio Emanuele ". E' consigliabile fermarsi un intero giorno visitando tutti i manufatti dell' epoca ,come pure i monti Solaroli che descriverò più avanti!

 

ESCURSIONE CONSIGLIATA DI NOTEVOLE INTERESSE :“CIMA GRAPPA – SALAROLI”

“IL TRATTO PIU’ SIGNIFICATIVO DELL’ALTA VIA DEGLI EROI”

Se percorrendo il sentiero E7 avete una giornata a disposizione, vi consigliamo di effettuare questa escursione, molto importante dal punto di vista storico e paesaggistico. Il percorso non presenta particolari difficoltà tecniche, fatta eccezione per la lunghezza dello stesso. Fino al Monte Valderoa è un facile saliscendi, poi s’inizia la lunga discesa che porta a Pian dea Bala. Dal parcheggio del rifugio Bassano dirigendosi verso la scalinata che sale al sacrario si nota, sulla destra, la tabella del sentiero n. 156 “Col dell’Orso – Valderoa”; da questo punto lo sguardo segue tutto il profilo del crinale fino al Monte Valderoa. Imbocchiamo questo sentiero, che arriva alla “Croce dei Lebi” mt. 1.574, attraversando prati fioriti e resti di trincee della Prima Guerra Mondiale. Continuando sempre sulla dorsale incontriamo la deviazione per malga “Valpore di Cima” e “Valpore di Fondo”. Dopo circa un'ora, passando per M. Casonet mt. 1.614, si arriva a Col Dell’Orso mt. 1.679; qui la visuale spazia a 360° sia a nord sulle vette Feltrine, agordine e le Dolomiti Bellunesi, a nord ovest le Pale di San Martino e a ovest l’altopiano di Asiago, a est la sottostante Valle delle Mure e in lontananza il fiume Piave con la dorsale del Montello. Un’ora e un quarto dopo giungiamo ad una prima croce e dopo alla Croce dei Salaroli, ove una lapide ricorda il sacrificio dei battaglioni del IV° Reggimento Alpini. Da qui in discesa si giunge alla forcella Valderoa mt. 1.477, a questo punto è possibile salire ulteriormente alla Cima Valderoa o continuare in discesa prendendo il sentiero 157 in direzione di malga “Salarol” (oggi solo adibita a ricovero ovini). Superata la malga, si segue una stradina bianca fino alla prima curva qui si prende il sentiero contrassegnato dai segnavia TV1 e 157 che s’inoltra decisamente nel bosco. Dopo circa 15 minuti si arriva a malga “Cason del Sol”, dove si può mangiare e pernottare (10 posti letto, aperta da maggio a settembre). Dopo l’eventuale sosta, si arriva al Pian dea Bala, dove si prende sulla sinistra il sentiero E7 che porta alle Meatte o salire su stradina cementata a destra a malga “Val Vecia” con possibilità di ristoro (solo periodo estivo) o bivacco gestito dal CAI (6 posti disponibili tutto l’anno). Da Cima Mandria si segue la dorsale in discesa che porta al Monte Palon .Questo tratto è sicuramente il più panoramico dell’intero percorso in quando offre un’ottima visione sulla sottostante pianura, sul Piave, sul Montello e i Colli Asolani. Si incontrano inoltre trincee ripristinate dai gruppi alpini della zona. L’orientamento risulta facile per la presenza di una grande croce bianca sulla sommità del Monte Palon. Continuando in discesa sulla dorsale ci si inoltra nel bosco e dopo una leggera salita si giunge alla croce in legno posta sulla cima di Castel Cesil Da questo punto bisogna fare attenzione sempre in discesa sul bosco alla presenza della recinzione in filo spinato parallela al sentiero che delimita proprietà private. Si arriva così alla Trattoria Miet con possibilità di ristoro. Per eventuale pernottamento (con cena) si può continuare su strada asfaltata fino al cartello con indicazione Agriturismo Croda Bianca (15-20 minuti da Trattoria Miet). 

 

Prima Tappa

Malcesine - Tratto Spino

Il tratto veneto del Sentiero Europeo E7 (Isole Canarie-Grecia) inizia con un viaggio in funivia. La stazione a valle si trova nel centro abitato di Malcesine, dove è possibile soggiornare e ristorarsi in una delle numerosissime strutture ricettive di questo incantevole borgo adagiato sulle sponde del lago di Garda. Dalla piazza del paese dobbiamo seguire le indicazioni per raggiungere la stazione di partenza della Funivia Malcesine - Monte Baldo che, con i suoi due tronchi (il primo, Malcesine - S. Michele di 463 m. di dislivello; il secondo, S. Michele - Monte Baldo, di 1187 m. di dislivello) ci porterà in località Bocca di Tratto Spino, a 1752 m., stupendo punto panoramico da cui inizierà la nostra camminata. La cabina del secondo tronco ruota su se stessa, offrendoci una spettacolare visione a 360 gradi. In località Tratto Spino è possibile soggiornare e rifocillarsi alla locanda “Baita dei Forti”. Seconda Tappa

Tratto Spino - Rifugio Telegrafo

Questo tratto del sentiero Europeo E7 è particolarmente bello e panoramico, ma allo stesso tempo richiede un buon allenamento e molta attenzione perché quasi tutto in cresta e con la quasi totale assenza di vie di fuga. Per questo si consiglia di percorrerlo solo in condizioni meteo stabili e preferibilmente di prima mattina. Usciti dalla stazione a monte della funivia prendiamo, in direzione sud, il sentiero 651, lasciando alla  nostra destra i sentieri 11 e 2 che scendono verso il lago, e percorriamo il bel crinale verso Cima delle Pozzette, a 2128 m. (ore 1,15). Su terreno accidentato scendiamo lungo la cresta, sul versante lago; la Val d’Angual ci accompagna fino alla base di Cima del Longino, dove con una leggera discesa procediamo sul versante est verso la Cima Val Finestra, a 2084 m. Raggiunta Cima Val Finestra proseguiamo attraversando il dirupato versante orientale di Cima Valdritta e, prima di raggiungere la forcella omonima (ore 1,20-2,35), a destra un segnavia indica il sentiero per raggiungere la cima più alta del Baldo, a 2218 m. (Variante Cima Valdritta ore 0,35 A/R). Giunti alla forcella di Valdritta continuiamo lungo la mulattiera, con un percorso ondulato a ridosso della cresta della Val Larga. Dopo la punta Pettorina, a 2192 m., andiamo avanti lungo un crinale fino ad incrociare le indicazioni per Cima Telegrafo, che seguiremo per raggiungere la stessa, a 2200 m. Dalla cima in pochi minuti potremo raggiungere il sottostante Rifugio Telegrafo Gaetano Barana, a 2147 m., affacciato sul fianco ovest del Baldo verso il Garda pronto ad offrirci possibilità di soggiorno e di ristoro. (ore 1,00-3,35).

In caso di maltempo si consiglia di raggiungere direttamente il Rifugio Novezzina seguendo dapprima  la strada bianca/mulattiera che da Tratto Spino ci conduce fino alla stazione a valle della seggiovia Prà Alpesina e poi seguendo il sentiero 80 in direzione sud.

Terza Tappa

Rifugio Telegrafo - Rifugio Novezzina

Dal Rifugio Telegrafo Gaetano Barana riguadagniamo il crinale e cominciamo a scendere lungo alcuni tornanti, in comune ai i quattro sentieri che scendono ad est (651,652, 657 e 658), fino al primo bivio; lì, seguiamo a destra (sud) i sentieri 657 e 658 fino al bivio successivo, dove a sinistra il sentiero 657 comincia la ripida discesa verso il Vallone Osanna. Dopo un primo tratto tra rocce e terreno leggermente franoso, il sentiero prosegue prima in mezzo ai mughi e poi tra i prati, superando gli impluvi di altri due valloni, fino a raggiungere la strada asfaltata, un tornante prima del Rifugio Novezzina, a m.1255, meta di questa tappa, dove si può soggiornare e ristorarsi (ore 2,00). In accordo con i gestori del  rifugio è possibile organizzare una visita all’orto botanico e al vicino osservatorio astronomico.

Quarta Tappa

Rifugio Novezzina - Ferrara di Monte Baldo

Dal Rifugio Novezzina scendiamo fiancheggiando l’orto botanico fino a raggiungere il sentiero 660 sulla strada bianca che costeggia l’osservatorio astronomico. Proseguiamo in falso piano per circa un chilometro fino a raggiungere il cancello della Casara Gambone. Qui lasciamo la strada tenendo come riferimento la stradina che conduce alla Casara, dapprima costeggiandola alla nostra destra e poi, allontanandoci, guadagniamo il fondo valle dove ritroviamo il sentiero 660. Seguiamo il sentiero prima su prato e poi su mulattiera fino a raggiungere, nei pressi del Passo del Casello, la strada provinciale 8 del Baldo. Attraversiamo la provinciale e imbocchiamo la mulattiera che scende nel bosco e che in breve, con ripidi tornanti, ci conduce in località Corrobi dove ci immettiamo nuovamente sulla provinciale grazie alla quale, dopo poco più di 500 metri, arriviamo a Ferrara di Monte Baldo, a 856 m., dove è possibile soggiornare e ristorarsi in una delle numerosissime strutture ricettive. (Quinta Tappa

Ferrara di Monte Baldo - Bivio Sentiero 73.

Nei pressi del municipio di Ferrara di Monte Baldo troviamo le indicazioni dei sentieri 74 e 76 che seguiamo in salita, su strada asfaltata, fino al primo tornante; da lì imbocchiamo il sentiero 74 che si addentra nel bosco, in un saliscendi continuo all'interno della fitta vegetazione che, di tanto in tanto, ci permette di intuire la profondità della Valle dell’Orsa alla nostra destra. All’improvviso di fronte a noi si aprono i pascoli di Malga Orsa (ore 0,35), da tempo disabitata. Il sentiero prosegue appena sotto la Malga e dopo poche decine di metri troviamo l’innesto per il sentiero 75 che in pochi minuti ci porta a fondo valle dove, con l’aiuto di un cavo d’acciaio, guadiamo il Rio delle Pissotte, vero paradiso per gli amanti del torrentismo. Da quel punto in poi il sentiero ci regala scorci di rara bellezza di questo canyon adagiato tra cascate e marmitte dei giganti. Alcune parti del sentiero sono scivolose ed esposte, anche se rese sicure da corde fisse e parapetti: si raccomanda tuttavia la massima prudenza. I cartelli della Comunità Montana consigliano l’utilizzo di imbraco e cordino con moschettone. Il percorso termina innestandosi nel sentiero 73, a 640 m. (ore 0,50-1,25), che da Brentino sale fino al santuario della Madonna della Corona, a 774 m. Il santuario merita lo sforzo dei 130 metri di dislivello. Arrivati, è possibile rifocillarsi presso il Bar Al Santuario. (Variante Madonna della Corona ore 0,30 A/R). Con una breve salita a piedi o con il servizio navetta gratuito, dal santuario si può raggiungere il paese di Spiazzi con possibilità di soggiorno e ristoro all’Hotel Posta. ore 1,30

 

Sesta Tappa                       Bivio Sentiero 73 - Rivalta).

 

Percorriamo in discesa il sentiero 73, molto frequentato da pellegrini, escursionisti e visitatori – e conosciuto anche come il “Sentiero della Speranza” –, fino a Brentino, a 178 m. (ore 0,40). Al termine della scalinata alla nostra destra possiamo scendere in paese, se necessitiamo di ristoro, o proseguire il cammino alla nostra sinistra imboccando il sentiero 674 che seguiamo per circa 500 metri; poi, in prossimità di una ripida svolta a sinistra, proseguiamo dritti per pochi metri per poi immetterci sulla strada asfaltata in discesa che, in qualche minuto, ci condurrà fino all’ Agriturismo Al Castel (ore 0,20-1,00) dove è possibile soggiornare e ristorarsi. Continuiamo seguendo in discesa la strada asfaltata fino ad incontrare la strada provinciale 11 della Val d’Adige che percorriamo in direzione nord, facendo particolare attenzione a camminare il più possibile al di fuori della sede stradale, fino al ponte sopra l’autostrada. Lì lasciamo la Provinciale e andiamo avanti sulla stradina a bordo canale che conduce all’Agriturismo Palazzo, dove abbiamo la possibilità di soggiornare (ore 0,25-1,25). Seguiamo la stradina che, passando sotto l’autostrada, in pochi minuti ci conduce nella piazza della frazione di Rivalta, sede municipale del comune di Brentino Belluno, a 137 m. (ore 0,05-1,30), dove possiamo alloggiare e ristorarci all’Hotel Belvedere. Settima Tappa Rivalta - Fosse

Dalla piazza di Rivalta scendiamo per la scalinata che conduce alla provinciale 11 nei pressi del ponte sull’Adige. Attraversiamo il ponte e proseguiamo lungo la strada fino a raggiungere la strada statale 12 dell’Abetone e del Brennero che attraversiamo all’altezza del semaforo. Passiamo per la frazione di Peri, a 126 m. (ore 0,20), percorrendo via Pontara e poi via Postale Vecchia fino a incontrare, alla nostra sinistra, il sentiero 251 che percorre via Fosse per trasformarsi, dopo pochi metri, in mulattiera. Dopo circa 100 metri lasciamo la mulattiera per immetterci sul sentiero ben segnalato alla nostra sinistra. La ripida salita ci porta a incrociare la strada provinciale 57 Peri- Fosse, che dobbiamo percorrere a ritroso per circa cento metri fino a scorgere sulla sinistra l'imboccatura del sentiero. Il sentiero sale rapido nel bosco incrociando la statale altre nove volte. Durante la salita approfittiamo delle pause per goderci il panorama, alle nostre spalle, della Val d'Adige e del monte Baldo, mentre di fronte a noi possiamo ammirare il Corno d'Aquilio. Al limitare del bosco arriviamo al Corno di Semalo, a 920 m. (ore 1,50-2,10); da lì il sentiero diventa pianeggiante e prosegue sullo stesso tracciato del sentiero 240 fino a raggiungere l’abitato di Fosse, a 941 m. (ore 0,20-2,30), dove è possibile alloggiare e ristorarsi presso L’Albergo Ombra e La Pensione Vallenari.

Ottava Tappa Fosse - Sega di Ala

Percorriamo la strada provinciale 12 attraverso il paese e dopo poco più di un chilometro deviamo a destra in prossimità delle indicazioni per Curto, sempre seguendo i sentieri 240 e 251. Proseguiamo lungo la strada, dapprima asfaltata e poi sterrata, fino all’incrocio

in località Casetta, a 1010 m. (ore 0,30), dove i sentieri 240 e 251 si dividono. Teniamo la sinistra sul sentiero 240 in direzione Contrada Tommasi, a 1140 m. (ore 0,20-0,50), dalla quale riprendiamo la provinciale 12 per circa 400 metri fino a quando sulla nostra sinistra il sentiero sale deciso. Arriviamo sul piccolo altopiano di malga Fanta, dove si trova la celebre Spluga della Preta, a 1438 m. (ore 1,00-1,50), una delle grotte più profonde al mondo i cui pozzi, finora esplorati, raggiungono la profondità di quasi mille metri. Da lì possiamo raggiungere il Corno d’Aquilio, mirabile belvedere sulla Val d’Adige con vista sul Monte Baldo (Variante Corno d’Aquilio ore 0,45 A/R). Dopo una visita alla chiesetta degli speleologi (eretta in memoria di Marisa Bolla Castellani, morta nel 1964 durante una spedizione all'interno della Spluga), ci incamminiamo lungo il sentiero 250 su strada sterrata fino a raggiungere la via Bianca, ora asfaltata, che percorriamo in discesa fino all’abitato di Sega di Ala, a 1224 m. (ore 1,05-2,55), dove possiamo alloggiare e ristorarci all’Albergo Monti Lessini. Nona Tappa Sega di Ala - Malga Lessinia

 

Ci incamminiamo seguendo i segnavia del Sentiero delle Malghe fino a raggiungere il centro della valletta, dove scorre un piccolo rio. Da lì puntiamo diritti verso il bosco isolato di abeti alla nostra destra che possiamo superare sia a monte che a valle, per poi passare attraverso un carosello – realizzato con pali in legno per evitare la fuoriuscita dal pascolo del bestiame – e raggiungere la mulattiera che ci sovrasta di qualche metro. Dopo poche centinaia di metri la mulattiera su cui stiamo camminando giunge perpendicolare su un’altra mulattiera che, svoltando a sinistra, percorriamo fino a raggiungere la Strada Provinciale 211 dei Monti Lessini in prossimità dei tre pennoni che issano le bandiere europea, italiana e trentina (ore 0,40). Attraversata la Provinciale, prendiamo il sentiero che costeggia il filo spinato che, oltre a dividere le proprietà, segna il confine tra la provincia di Verona e quella di Trento. Dopo circa cinquecento metri il sentiero si inerpica verso il bosco che attraversiamo sempre tenendo come riferimento i segnavia E7 e i purtroppo logori pali segnavia del parco della Lessinia, fino a raggiungere la strada asfaltata che imbocchiamo; dopo poche centinaia di metri seguiamo alla nostra sinistra la strada sterrata che porta a Malga Roccopiano, che superiamo seguendo le tracce di sentiero/mulattiera le quali, scavalcando un lieve rilievo, ci portano in pochi minuti al bivio del Pidocchio, a 1568 m. (ore 0,40-1,20). Da qui seguiamo i sentieri 250 e 257 che, percorrendo la medesima strada bianca, ci conducono a Malga Lessinia, a 1616 m. (ore 0,15-1,35), dove è possibile ristorarsi e, con un po' di fortuna, assistere alla magia della preparazione del formaggio e della ricotta

Decima Tappa Malga Lessinia - Monte Tomba Seguendo i sentieri 250 e 257 percorriamo la strada sterrata fino a raggiungere il bivio per Castelberto, a 1710 m. (ore 0,20), dal quale proseguendo diritti possiamo raggiungere l’omonima cima panoramica, a 1765 m. (Variante Castelberto ore 0,30 A/R) e il Rifugio

Castelberto, dove è possibile ristorarsi e pernottare. Dal bivio continuiamo seguendo il sentiero 250 che in questo tratto è detto anche “dei cordoni” perché in un recente passato qui c’era il confine tra la Repubblica veneta e l’Impero austro-ungarico (ora confine tra la province di Verona e di Trento). Il sentiero ci porta con un dolce saliscendi fino a Podestaria, a 1655 m. (ore 1,10-1,30), dove nell’omonimo rifugio è possibile ristorarsi. Da lì proseguiamo sul sentiero 255 che ci farà scendere rapidamente al fondo della parte terminale del Vaio delle Ortighe per poi risalire più dolcemente sulle pendici del monte Tomba, fino ad incrociare la Strada bianca Provinciale 14 dove, durante l’inverno, passa il tracciato della pista di fondo conosciuta come Translessinia. Lì, svoltando a sinistra, risaliamo la provinciale per poco più di duecento metri per poi seguire alla nostra destra la stradina bianca che in pochi minuti di ripida salita ci porterà sulla sommità del monte Tomba, a 1776 m. (ore 0,55-2,25), con possibilità di ristoro e pernottamento al rifugio Monte Tomba e di solo ristoro al rifugio Primaneve. Undicesima Tappa Monte Tomba - Passo Pertica

Dalla tondeggiante sommità del monte Tomba seguiamo in direzione nord i segnavia E7 che su tracce di sentiero ci portano velocemente a raggiungere la sterrata provinciale 14, che seguiremo fino ad un primo bivio dove terremo la destra seguendo il sentiero 250 fino alla località Pozza Morta m.1715 (ore 0,25). Abbandoniamo la stradina bianca per guadagnare rapidamente, su tracce di sentiero, la sommità del Monte Sparavieri a 1797 m. (ore 0,20-0,45), vero e proprio balcone al cospetto del massiccio del Carega. Scendiamo in direzione sud-est seguendo il filo spinato fino a incontrare nuovamente la strada bianca e il sentiero 250 che seguiamo fino a San Giorgio, a 1505 m. (ore 1,15-2,00) dove possiamo sostare presso i ristoranti Genzianella e Al Caminetto. In prossimità di uno dei parcheggi riprendiamo il sentiero 250 fino a Malga Malera, a 1561 m. (ore 0,30-2,30), dove è possibile ristorarsi. Abbandoniamo il sentiero 250 e seguiamo il sentiero che, dapprima su mulattiera e poi su pascolo, ci porta a incrociare il sentiero 287 poco prima di raggiungere Passo Malera, a 1722 m. (ore 0,40-3,10). Dal passo, seguendo le tracce di sentiero alla nostra sinistra, possiamo raggiungere la Cima Trappola a 1865 m. (Variante Cima Trappola ore 0,50 A/R), la vetta più alta della Lessinia Veronese dalla quale si gode di un fantastico panorama a 360 gradi. Dalla stretta insellatura, proseguendo sul sentiero 287, scendiamo con qualche ripido tornante fino ad incrociare, poco più sotto, il sentiero 288 che lasciamo alla nostra destra. Il sentiero prosegue in falso piano tra sfasciumi di pietre e fitta faggeta fino al bivio con il sentiero 189, a 1533 m. (ore 0,25-3,35), che seguiamo salendo fino a raggiungere una comoda mulattiera che porta alla bocca trappola, a 1603 m. Il sentiero si fa stretto e scende fino ad un ponticello che agevola il passaggio per poi raggiungere rapidamente il sottostante Passo Pertica, a 1522 m. (ore 0,25-4,00), dove presso l’omonimo rifugio c’è possibilità di ristoro e pernottamento

 

.                                                                                   Dodicesima Tappa Passo Pertica - Passo Campogrosso

Dal Passo Pertica seguiamo il sentiero 109 che, su strada bianca e con qualche evidente scorciatoia per evitare i primi tornanti, ci conduce fino al passo Pelegatta, a 1776 m. (ore 0,50), nei pressi del quale si trova il Rifugio Scalorbi dove si può ristorarsi e soggiornare. Continuiamo, sempre sul sentiero 109, seguendo la mulattiera di arroccamento che costeggia il versante occidentale del Monte Obante fino al termine del sentiero poco al di sotto della Bocchetta di Fondi, nel punto in cui incrocia il sentiero 157, a 1965 m. (ore 0,50-1,40). Da qui possiamo decidere se proseguire in direzione nord-ovest per raggiungere il Rifugio Fraccaroli, a 2238 m., dove è possibile ristorarsi e pernottare, e la vicina Cima Carega a 2259 m. (Variante Cima Carega ore 1,20 A/R), o andare in direzione sud-est fino a raggiungere la Bocchetta di Fondi, a 2040 m. Dalla Bocchetta il sentiero scende ripido tra roccette, mughi e ghiaioni fino ad incrociare la partenza del sentiero alpinistico del Vaio dei Colori, che lasciamo alla nostra sinistra per proseguire attraversando le ghiaie del Boale dei Fondi e raggiungere la Sella del Rotolon, a 1523 m. (ore 1,10-2,50). Il sentiero corre con un leggero saliscendi attraverso il bosco fino ad aprirsi sui pascoli del Passo Campogrosso (ore 0,30-3,20). Al passo, presso il Rifugio Campogrosso, c’è la possibilità di ristoro e pernottamento.

 

Tredicesima tappa: Rifugio Campogrosso/ Achille Papa.

Dal rifugio Campogrosso (1456 ) si intraprende la strada asfaltata denominata delle sette fontane alla quale corrisponde anche il sentiero della pace N. 173; dopo un leggero pianoro la strada è tutta in discesa. Il monte Carega è visibile dalle vicinanze del rifugio. In un ora circa al passo pian delle Fugazze (1162 ) due alberghi /ristorante in loco. Interessante è la visita all' ossario del monte Pasubio che raccoglie i resti delle vittime della prima guerra mondiale. Attraversata la strada, si segue il sent.179 fino a malga val di fieno (1481 ) proseguiamo fino alla galleria d' Havet, imboccando il sent.399 arriviamo al rifugio Achille Papa, ( 1928 ) è possibile incontrare fauna rupestre, mentre in primavera è molto rigogliosa la flora locale. Dislivello M. 635. Tempo di percorrenza circa 4 ore! Per Il pernottamento al numero 0445/630233

Quattordicesima tappa: Rifugio A. Papa - Posina.

Dal rifugio Papa si imbocca il sentiero N. 366 delle 52 gallerie, è indispensabile la torcia elettrica. dopo una leggera salita iniziale, sarà tutta discesa, strada facendo i punti panoramici verso la pianura e la citta di Schio, oltre a molti altri, ci daranno anche il tempo di avvederci del grande ed ingegnoso lavoro svolto dai militari ( 1915/18 ) per trasportare gli approvvigionamenti in prima linea. E' doveroso rammentare che il tracciato può presentare delle difficoltà dovute alle condizioni meteo. Al termine di detto sentiero ci troviamo a Bocca Campiglia ( m. 1216 ) nel recente museo all' aperto con panelli descrittivi delle varie fasi della battaglie svoltesi nei dintorni. Dal passo dello Xomo si percorrono circa 6 chilometri di strada asfaltata per giungere a Posina ( m.544 ) In paese possiamo rifornirci di medicinali ed alimentari. I posti di accoglienza e pernottamento :albergo al Garibaldino tel.0445/748023.

albergo all' Alpino tel.0445/748019..Oppure B&B grillo giallo tel. 0445/748381. percorrenza ore 5 circa .

Quindicesima tappa: Da Posina a Laghi.

Da Posina si percorre la strada provinciale verso passo della Borcola, raggiunta la contrada Ganna ( m.649 ), sulla destra parte una mulattiera N.505 che ci porta a casa Betta (m.887 )passando per contrada Lambre salendo arriviamo al passo Colombo ( 1390 m. ) . Passato lo spartiacque a destra imbocchiamo il sentiero n.511 sino a cima Castelle (m.1474 ). Ottimo punto di osservazione sul monte Majo, la val Posina ed anche la valle dei Laghi, il Pasubio ed il monte Gamonda. Da cima Castelle scendiamo verso contrada Xausa sempre per crinale (m. 954 )seguono numerose altre contrade da attraversare trovandoci finalmente al paesino di Laghi ( trattorie ed alimentari )( m.535.) Pernottamento alla fattoria didattica di Susanna Miola tel. 0445/714123. Dislivello m.955. Difficoltà E più alcuni tratti di EE. escursionistico ed escursionisti esperti.

 

Sedicesima tappa: Da Laghi al rifugio Valbona.

Dalla fattoria di Susanna seguiamo la strada che ci riporta a Laghi. Nei pressi del lago minore, attraversiamo il ponte, a destra imbocchiamo una stradina sterrata raggiungendo il sentiero C.A.I. n.525 , saliamo lungo il crinale sino a raggiungere la contrada Collegio ( m.744 ). Oltrepassata la al tornante imbocchiamo il sentiero a sinistra entrando nella val Scarabozza ,aspra e suggestiva. continuiamo su irto tracciato incontrando finalmente una zona prativa dove il sentiero diventa strada bianca. questa zona è ben curata ed oltre ai bovini al pascolo si possono intravedere molteplici specie di fauna alpina. Passata la malga Campoluzzo di mezzo ( 1401 m.)riprendiamo il sentiero sulla destra e ci avviamo al rifugio Valbona ( m.1688 ). pernottamento stagionale telefonando al cell. 3482307418 oppure  www.rifugiovalbona.com

Diciassettesima tappa: Rifugio Valbona/ Tonezza del Cimone.

Dal rifugio Valbona per asfalto alla forcella " Molon " (1829 ). Ancora per asfalto al rifugio Rumor ( m.1658 ) proseguiamo per breve sino ad incontrare l' inizio del sentiero N.538 che seguiremo camminando nella valle di Barbarena Bastarda, al bivio lasciamo il 538 ed a sinistra ci incamminiamo ad incontrare la contrada " Valle " ( m.1037 ). pernottiamo nel vicino paese di Tonezza del Cimone (m991 m). alberghi: Bucaneve Tel.0445/749059. Vicenza tel.0445/749061 . Trentino tel.0445/749039. Dislivello M.140 circa.

Diciottesima Tappa: Tratto Tonezza/ Fiorentini Da Tonezza ( m.1000 ) si prosegue per la strada provinciale dei Fiorentini per le Contrà Pettinà, Sella, incrocio per Contrà Girotti e sentiero n.537. Albergo ristorante chiosco alpino ( m.1200 ) possibilità di ristoro e pernottamento ( 0445/749079 ). Di fronte al bar si imbocca la vecchia strada per il passo della vena, prima del tornante si incrocia a sinistra il sentiero 537 che sale a Tonezza, si re incontra la strada della vena che seguiremo sino al sentiero n.561 per Campomolon. incontrando la galleria stradale proseguiamo seguendo i segni bianco/rossi, a sinistra ( sent. 538/561 )verso l'ex forte Campomolon, prestare attenzione in caso di scarsa visibilità. Un punto di riferimento sono le antenne sul monte stesso. il sito è parzialmente visitabile con tabelle descrittive in loco. Dal forte si scende fino a forcella Molon ( m.1750 ) per sentiero n.569, poi a destra per N.569/571 per valle delle Lanze con scarsa segnaletica ci avviamo su sentiero e poi strada bianca verso " baito Melegnon e Tomaselli. al termine della discesa si re incontra la strada asfaltata e, girando a sinistra in breve l' albergo Fiorentini ( Tel.0445/746080 ) ed il rifugio monte Coston . Tel ( 0445/749174 ).

Diciannovesima tappa: Tratto Fiorentini/ Lavarone.

Dalla località Fiorentini ci avviamo verso malga Posta, per carrareccia poi, raggiungiamo l' albergo forte Cherle ( Tel. 0464/765103 ) al incrocio con il sentiero Europeo ( E 5 ). visitati i ruderi ,scendiamo a destra verso la sorgente di S. Fermo, proseguiamo a destra per Cueli liberi e Carbonare, sempre seguendo il sentiero della pace parallelo al torrente Astico. Poco più avanti incrociamo ancora l' E 5 che si può imboccare fino a Carbonare, oppure proseguire sino ad incontrare l' indicazione della " 100 km. dei forti che ci porta nel centro del paese in prossimità della chiesa. Proseguendo in direzione di Lavarone, si tralascia a destra la strada per Nosellari e dopo circa un chilometro si imbocca il sentiero in salita verso il monte Rust e l'osservatorio Austriaco ( ruderi ) proseguiamo ancora a sinistra sino a raggiungere l' abitato di Lavarone. località Chiesa. pernottamento presso l' albergo ristorante Esperia Tel 0464/783124.

Ventesima tappa LAVARONE VEZZENA.

Dalla piazza di Lavarone si prende a destra la strada asfaltata per Contrà  Albertini, superata la quale si imbocca un sentiero sterrato verso Bertoldi ,si lascia sulla sinistra un piccolo laghetto e si prosegue fino agli impianti sportivi. attraversata la strada provinciale, a sinistra verso Bertoldi vecchia al incrocio con una cappella si riprende a destra il sentiero N.224 per monte Cimone e baita Belem coincidenti all' inizio con i locali sentieri delle " sorgenti" e sentiero della pace. Proseguendo ad un primo incrocio si gira a destra e raggiunta una carreggiabile ci si avvia verso baita Belem ( sent. 223 ). da qui si sale verso il belvedere oltrepassata una sbarra, sino a raggiungere il sentiero N.220 da dove all' incrocio si gira verso Monterovere. Stupendo belvedere sulla Valsugana....gruppo del Brenta e zona Ortles e Cividale. Sempre sul 220 perdiamo quota trovandoci in una strada forestale che a destra ci porta a " piano alto ". Si incontra la strada asfaltata che scende verso Caldonazzo a sinistra ,mentre a destra si prosegue in direzione di Monterovere incontrando l'albergo omonimo ( posto di ristoro )Poco prima giriamo per baita Cangi e busa Verle ( sent. 201e 205 ). L'itinerario ci porta alle rovine del forte di cima Verle, scendiamo per asfalto al passo Vezzena con rifugio ed ambienti per il ristoro aperti tutto l'anno esclusi i mesi di Ottobre/ Novembre. Hotel Vezzena ‪www.hotelvezzena.com    .

Ventunesima tappa Sentiero Europeo E 7 TRATTO VEZZENA/ MALGA LARICI.

Dal passo Vezzena, (hotel Vezzena )si risale la strada asfaltata verso l'ex forte cima Verle, sino ad incrociare poco dopo sulla sinistra il sentiero N.205 che proviene da baita Cangi. Si prosegue diritti ad incontrare il tracciato che porta al pizzo di Levico o Vezzena lo lasciamo a sinistra e per strada asfaltata proseguiamo verso malga Marcai di sopra dove troviamo un cippo commemorativo del periodo bellico 1915/18 del battaglione Bassano. a destra il sentiero N.220 sale dalle malghe Marcai di sotto e Postesina, attraversato il ponticello ( ponte Torino )ci troviamo alla testata della valle Postesina. Seguendo il 220 fino a raggiungere il " fontanone " punto di confine tra la zona Trentina e l' altopiano dei 7 comuni. Termina l' asfalto e su sterrata giungiamo a campo Mandriolo, e porta Manazzo ( possibile deviazione per la sommità )continuando si scende in val formica ed al rifugio Larici (042466383 ) scendiamo ancora sul sentiero N.826 per porta Renzola e cima Portule ed infine malga Larici di sotto! ( 347/2382892 )agriturismo estivo.

Ventiduesima tappa Sentiero Europeo E 7 TRATTO MALGA LARICI/ PIAZZALE LOZZE

percorso abbastanza lungo che ci porta tra le varie ed aspre cime teatro di immani scontri durante il periodo 1915/18. L' ORTIGARA !

Da malga Larici di sotto si sale per il sentiero 826 ( strada sterrata ) sino al bivio verso sinistra incontrando il sentiero N.209 verso porta Renzola a destra in direzione di cime Kempel e Portule. Scesi da porta Kempel per traccia imbocchiamo il numero 208 verso cima 12 passando per ( portello Galmara N.835 ) la cima più alta del altopiano di Asiago, si riscende calpestando il tracciato numero 211abbastanza scosceso verso il bivacco " busa delle dodese " da qui ci immettiamo sul 206 costeggiando cima undici e monte Castelnuovo. All' incrocio con il passo di val Caldiera si tiene la destra in direzione di cima Ortigara ( un rintocco alla campana di vetta per salutare i militi ivi rimasti! ) Dalla cima scendiamo sul sentiero N. 840 verso il baito Ortigara e la chiesetta di Lozze ed omonimo piazzale. Per avere un punto di appoggio si può da poco sopra il piazzale girare a destra per malga Moline su strada bianca ed in 30 minuti a malga Moline Tel. 04240445115.

VARIANTE: E' un immenso castello naturale che domina la Valsugana, dai suoi 1550 metri ,tutto merli, torri, atri e gole, scavati dall'acqua in milioni di anni! Fa parte del grandioso apparato carsico della Fossetta che scarica le sue acque nella grotta Bigonda in Valsugana. E' consigliabile percorrere integralmente il sentiero ben segnalato del " labirinto " per trovarsi nella magia del luogo! Non vuole essere un tratto obbligato per i percorritori del E 7 ma sentitamente consigliato come variante al tracciato ufficiale. Scendendo da cima Ortigara verso il cimitero militare di prato Moline ci teniamo sul sentiero C.A.I. N.842 sino alla busa dei Quaranta all' incrocio con il N. 845 proseguiamo verso lo scoglio bianco ed infine i Castelloni! il sentiero è di facile percorrenza e di sicuro effetto, attenzione allo zaino che non sia troppo affardellato in certi punti il passaggio è veramente stretto!

 

 

Ventiquattresima tappa dal rifugio Marcesina a Foza.

 

Dal rifugio (1310 ) su strada asfaltata ci avviamo per 300 metri prendendo il bivio di sinistra verso il rifugio Ronchetto ( 1330 ), pochi metri più avanti si imbocca la strada forestale chiusa al traffico ( prestare attenzione l' imbocco è poco visibile ! proseguendo su strada asfaltata si arriva a borgo " Cruni " ) per la forestale ci si avvia verso malga Slapeur (1628 ) ci si inerpica per alcuni tornanti trovandosi tosto davanti al bivio della strada proveniente da Galio, noi giriamo a sinistra ( cartelli ) in breve al cimitero Bosniaco ed a malga Slapeur. Possibilità di uno spuntino con prodotti locali. Dalla malga in un ora al monte " fior " (1824 ). consiglio una deviazione al monte Castelgomberto (1771 ). Stiamo camminando in un ecomuseo all' aperto con molteplici sostegni descrittivi delle fasi dei combattimenti 1915/18. Dal monte Fior esiste una scorciatoia verso Foza passando per casera Melette risparmiando un ora di strada, Attenzione si rischia di non vedere la segnaletica C.A.I. Noi seguiremo la strada sterrata che conduce con ampio e comodo giro sempre al paesino di Foza ( 1100 )passando per malga Lora e resti di un cimitero militare Italiano ( 1668 ) Incrociamo la strada asfaltata che seguiamo verso borgo " Cruni " al bivio a destra verso la vicina Foza . tempo di percorrenza circe 6 ore, difficoltà turistica, se si esclude la lunghezza della tappa. Interessi storici/ambientali. sentieri C.A.I. N.861 e 860 oltre ai segni E 7. Altra possibilità per arrivare a Foza, dopo un chilometro circa da malga Lora, troviamo il sentiero C.A.I. 860 che con una deviazione a destra si inoltra nell’ abetaia  conducendoci al pian della “ Futa “ da qui il sentiero diventa carrareccia e si congiunge  alla strada asfaltata ( chiusa al traffico ) poco distante da Foza. Pernottamento al ristorante/hotel “ Foza “  TEL :0424/698092. Mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

 

Tappa da Foza a Valstagna.

Altra lunga tappa, che dal costone dove sorge Foza,( Hotel alpi) ci porta a fondovalle vicino al fiume Brenta. Il primo tratto per cento metri su strada asfaltata sino ad incontrare il cartello C.A.I. sulla sinistra con il numero 800 e cartelli E 7, ripida discesa per prato, sino ad incontrare una mulattiera che ci conduce al borgo di "Stoccaredo" da qui purtroppo abbiamo alcuni chilometri di asfalto sino al borgo di “ Sasso “ poi sarà tutto un piacere scendere per il tracciato ( bene Unesco ) pieno di storia. Difficoltà nessuna, tranne che per i sassi bagnati! Distanza circa sedici chilometri e mezzo. Termina in pianura a 170 metri di altitudine. Foza altitudine M. 1100. Il nome compare la prima volta in un documento del 1085 quando il monastero Benedettino di S. Eufemia riceve in dono dalla famiglia di dei Romano l'intera montagna chiamata " Fugia " nel 1200 con atto notarile passò definitivamente ai Benedettini. Nel 1327 dopo l'atto di soggezione con gli Scaligeri, viene fondata la " Spettabile Reggenza dei 7 comuni di cui farà parte. La storia più recente risale anche qui al 1917 quando venne interamente rasa al suolo. La località di" Sasso" unisce tredici contrade con cinquecento abitanti circa. Assieme a" Stoccaredo" si posiziona sulle ripide propaggini del monte val Bella, proprio sul ciglio del profondo intaglio della val Franzela da dove inizia la famosa discesa di " Calà del Sasso" terminata nel 1383. Con i suoi 4444 scalini veniva usata per trascinare a valle il legname senza dover pagare il dazio al comune di Galio. Sulla stessa per poco si riuscì ad evitare il passaggio delle truppe Austro/Ungariche durante l' offensiva sugli altipiani. Al termine di questa discesa ci ritroviamo ancora su strada asfaltata che seguiremo a sinistra sino al paese di Valstagna. Sentiero C.A.I. 800 e cartelli E 7 sino a Valstagna. Pernottamento e ristoro al osteria/ristorante al Caglieron.

 

 

Valstagna, LONDA a col Moschin   per la val delle “ ore”  proseguendo verso il monte Grappa.

Dalla statale della Valsugana al semaforo in centro paese, verso la  chiesetta di Londa , situata a circa un chilometro da “ Carpanè “. Oltrepassato  il sottopasso ferroviario , a destra si incontrano i primi segnali del sentiero C.A.I. numero 35 ed E7 sentiero Europeo che prosegue sui tracciati N. 33, 36, 40 e 20 verso il rifugio Bassano. Possibilità di ristoro e pernottamento nei fine settimana  alla base del monte Grappa. L’ intero tracciato ha una lunghezza di circa 18 chilometri con un dislivello di  1.700  metri circa. E’ particolarmente gratificante percorrere il sentiero che sul tracciato di una antica mulattiera valligiana, in ambiente in gran parte aperto e panoramico ,ci porta all’ aereo crinale di costa alta. ( numerose opere di guerra e ripari di fortuna ) Più chiuso proseguendo verso “ aste rosse “e “ col Marcioro “ ed il “col Moschin”. La mulattiera  già via di guerra, inizia a fianco di un grande  condominio vicino  ad uno spiazzo verde con una panchina ed un cartello descrittivo di un sentiero locale che seguiremo in parte. (35 ) Ripartiamo dal col Moschin  ( Alcuni metri di tracciato sono su  terreno privato ) verso il rifugio ALPE MADRE( ristoro e pernottamento) proseguendo, il col Felinon, Prà Fiolo e col d’ Anna ! Il col Moschin era modestamente presidiato  da tre batterie e da un reparto di fanteria. Il 14 Giugno 1918 durante la violenta offensiva austriaca “ del solstizio”, truppe ungheresi travolsero  le linee Italiane di casera Anna, col del Felinon, col del Fagheron, spingendosi sino al col Moschin mettendo in seria apprensione il comando Italiano. Decimate dalle fatiche e mancanza di rinforzi  come pure dalla mancanza di sostentamenti, il giorno 16 un battaglione d’ assalto respinse gli ultimi austriaci che ormai senza munizione si difesero sino all’ ultimo sasso! Oggi, una panoramica passeggiata per splendidi pendii erbosi collega questi martoriati colli raggiungendo il rifugio alpe madre sul versante sud/ occidentale del Felinon   percorrendo i sentieri N. 36 e 40. Le superbe vedute sui sette comuni, sull’ Ortigara, sul Pasubio e la pianura veneta  nonché  le più lontane cime dei Lagorai e cima grappa ci inducono certamente ad una sosta ed ad un pensiero forte guardando tutto quel territorio teatro di aspri combattimenti. Imboccando il sentiero N. 33  ci portiamo in breve al col Caprile, Prà della brosa, ed al albergo Finestron. Ora chiuso ed in disuso.

                      Dal Finestron... altro tratto di E 7! verso il Grappa.

 

Lasciato il sentiero C.A.I. N. 35 percorriamo il N.40 passando al RIFUGIO ALPE MADRE ( possibile punto di ristoro e pernottamento ) su strada bianca sino a colli alti dove giriamo a sinistra sempre su strada comunale sino al Finestron. Oppure dopo il bivio a poche centinaia di metri possiamo imboccare il sentiero N. 40,parellelo alla strada ,solo su versante opposto. alcune opere di guerra sono ancora visibili mentre percorriamo l'abetaia con dolci saliscendi, ci troveremo sempre al citato ex albergo. Attraversiamo la strada asfaltata ed a sinistra del edificio in lieve salita troviamo il sentiero N.20 e tabelle ( E 7 )che seguiremo attraverso gli Asoloni, con continui passaggi da una collina all' altra sino al ossario del monte Grappa. l'ultimo tratto ,per il monte è abbastanza irto e si prende attraversata la provinciale 141.Strada che si può seguire anche a destra e poi al primo bivio a sinistra per trovarci al rifugio Bassano nostra momentanea meta. Da visitare abbiamo l' ossario, la caserma museo " Milano" e la ardita galleria di " Vittorio Emanuele ". E' consigliabile fermarsi un intero giorno visitando tutti i manufatti dell' epoca ,come pure i monti Solaroli che descriverò più avanti!

 

ESCURSIONE CONSIGLIATA DI NOTEVOLE INTERESSE :“CIMA GRAPPA – SALAROLI”

“IL TRATTO PIU’ SIGNIFICATIVO DELL’ALTA VIA DEGLI EROI”

Se percorrendo il sentiero E7 avete una giornata a disposizione, vi consigliamo di effettuare questa escursione, molto importante dal punto di vista storico e paesaggistico. Il percorso non presenta particolari difficoltà tecniche, fatta eccezione per la lunghezza dello stesso. Fino al Monte Valderoa è un facile saliscendi, poi s’inizia la lunga discesa che porta a Pian dea Bala. Dal parcheggio del rifugio Bassano dirigendosi verso la scalinata che sale al sacrario si nota, sulla destra, la tabella del sentiero n. 156 “Col dell’Orso – Valderoa”; da questo punto lo sguardo segue tutto il profilo del crinale fino al Monte Valderoa. Imbocchiamo questo sentiero, che arriva alla “Croce dei Lebi” mt. 1.574, attraversando prati fioriti e resti di trincee della Prima Guerra Mondiale. Continuando sempre sulla dorsale incontriamo la deviazione per malga “Valpore di Cima” e “Valpore di Fondo”. Dopo circa un'ora, passando per M. Casonet mt. 1.614, si arriva a Col Dell’Orso mt. 1.679; qui la visuale spazia a 360° sia a nord sulle vette Feltrine, agordine e le Dolomiti Bellunesi, a nord ovest le Pale di San Martino e a ovest l’altopiano di Asiago, a est la sottostante Valle delle Mure e in lontananza il fiume Piave con la dorsale del Montello. Un’ora e un quarto dopo giungiamo ad una prima croce e dopo alla Croce dei Salaroli, ove una lapide ricorda il sacrificio dei battaglioni del IV° Reggimento Alpini. Da qui in discesa si giunge alla forcella Valderoa mt. 1.477, a questo punto è possibile salire ulteriormente alla Cima Valderoa o continuare in discesa prendendo il sentiero 157 in direzione di malga “Salarol” (oggi solo adibita a ricovero ovini). Superata la malga, si segue una stradina bianca fino alla prima curva qui si prende il sentiero contrassegnato dai segnavia TV1 e 157 che s’inoltra decisamente nel bosco. Dopo circa 15 minuti si arriva a malga “Cason del Sol”, dove si può mangiare e pernottare (10 posti letto, aperta da maggio a settembre). Dopo l’eventuale sosta, si arriva al Pian dea Bala, dove si prende sulla sinistra il sentiero E7 che porta alle Meatte o salire su stradina cementata a destra a malga “Val Vecia” con possibilità di ristoro (solo periodo estivo) o bivacco gestito dal CAI (6 posti disponibili tutto l’anno). Da Cima Mandria si segue la dorsale in discesa che porta al Monte Palon .Questo tratto è sicuramente il più panoramico dell’intero percorso in quando offre un’ottima visione sulla sottostante pianura, sul Piave, sul Montello e i Colli Asolani. Si incontrano inoltre trincee ripristinate dai gruppi alpini della zona. L’orientamento risulta facile per la presenza di una grande croce bianca sulla sommità del Monte Palon. Continuando in discesa sulla dorsale ci si inoltra nel bosco e dopo una leggera salita si giunge alla croce in legno posta sulla cima di Castel Cesil Da questo punto bisogna fare attenzione sempre in discesa sul bosco alla presenza della recinzione in filo spinato parallela al sentiero che delimita proprietà private. Si arriva così alla Trattoria Miet con possibilità di ristoro. Per eventuale pernottamento (con cena) si può continuare su strada asfaltata fino al cartello con indicazione Agriturismo Croda Bianca (15-20 minuti da Trattoria Miet). 

 

Tredicesima tappa: Rifugio Campogrosso/ Achille Papa.

Dal rifugio Campogrosso (1456 ) si intraprende la strada asfaltata denominata delle sette fontane alla quale corrisponde anche il sentiero della pace N. 173; dopo un leggero pianoro la strada è tutta in discesa. Il monte Carega è visibile dalle vicinanze del rifugio. In un ora circa al passo pian delle Fugazze (1162 ) due alberghi /ristorante in loco. Interessante è la visita all' ossario del monte Pasubio che raccoglie i resti delle vittime della prima guerra mondiale. Attraversata la strada, si segue il sent.179 fino a malga val di fieno (1481 ) proseguiamo fino alla galleria d' Havet, imboccando il sent.399 arriviamo al rifugio Achille Papa, ( 1928 ) è possibile incontrare fauna rupestre, mentre in primavera è molto rigogliosa la flora locale. Dislivello M. 635. Tempo di percorrenza circa 4 ore! Per Il pernottamento al numero 0445/630233

Quattordicesima tappa: Rifugio A. Papa - Posina.

Dal rifugio Papa si imbocca il sentiero N. 366 delle 52 gallerie, è indispensabile la torcia elettrica. dopo una leggera salita iniziale, sarà tutta discesa, strada facendo i punti panoramici verso la pianura e la citta di Schio, oltre a molti altri, ci daranno anche il tempo di avvederci del grande ed ingegnoso lavoro svolto dai militari ( 1915/18 ) per trasportare gli approvvigionamenti in prima linea. E' doveroso rammentare che il tracciato può presentare delle difficoltà dovute alle condizioni meteo. Al termine di detto sentiero ci troviamo a Bocca Campiglia ( m. 1216 ) nel recente museo all' aperto con panelli descrittivi delle varie fasi della battaglie svoltesi nei dintorni. Dal passo dello Xomo si percorrono circa 6 chilometri di strada asfaltata per giungere a Posina ( m.544 ) In paese possiamo rifornirci di medicinali ed alimentari. I posti di accoglienza e pernottamento :albergo al Garibaldino tel.0445/748023.

albergo all' Alpino tel.0445/748019..Oppure B&B grillo giallo tel. 0445/748381. percorrenza ore 5 circa .

Quindicesima tappa: Da Posina a Laghi.

Da Posina si percorre la strada provinciale verso passo della Borcola, raggiunta la contrada Ganna ( m.649 ), sulla destra parte una mulattiera N.505 che ci porta a casa Betta (m.887 )passando per contrada Lambre salendo arriviamo al passo Colombo ( 1390 m. ) . Passato lo spartiacque a destra imbocchiamo il sentiero n.511 sino a cima Castelle (m.1474 ). Ottimo punto di osservazione sul monte Majo, la val Posina ed anche la valle dei Laghi, il Pasubio ed il monte Gamonda. Da cima Castelle scendiamo verso contrada Xausa sempre per crinale (m. 954 )seguono numerose altre contrade da attraversare trovandoci finalmente al paesino di Laghi ( trattorie ed alimentari )( m.535.) Pernottamento alla fattoria didattica di Susanna Miola tel. 0445/714123. Dislivello m.955. Difficoltà E più alcuni tratti di EE. escursionistico ed escursionisti esperti.

 

Sedicesima tappa: Da Laghi al rifugio Valbona.

Dalla fattoria di Susanna seguiamo la strada che ci riporta a Laghi. Nei pressi del lago minore, attraversiamo il ponte, a destra imbocchiamo una stradina sterrata raggiungendo il sentiero C.A.I. n.525 , saliamo lungo il crinale sino a raggiungere la contrada Collegio ( m.744 ). Oltrepassata la al tornante imbocchiamo il sentiero a sinistra entrando nella val Scarabozza ,aspra e suggestiva. continuiamo su irto tracciato incontrando finalmente una zona prativa dove il sentiero diventa strada bianca. questa zona è ben curata ed oltre ai bovini al pascolo si possono intravedere molteplici specie di fauna alpina. Passata la malga Campoluzzo di mezzo ( 1401 m.)riprendiamo il sentiero sulla destra e ci avviamo al rifugio Valbona ( m.1688 ). pernottamento stagionale telefonando al cell. 3482307418 oppure  www.rifugiovalbona.com

Diciassettesima tappa: Rifugio Valbona/ Tonezza del Cimone.

Dal rifugio Valbona per asfalto alla forcella " Molon " (1829 ). Ancora per asfalto al rifugio Rumor ( m.1658 ) proseguiamo per breve sino ad incontrare l' inizio del sentiero N.538 che seguiremo camminando nella valle di Barbarena Bastarda, al bivio lasciamo il 538 ed a sinistra ci incamminiamo ad incontrare la contrada " Valle " ( m.1037 ). pernottiamo nel vicino paese di Tonezza del Cimone (m991 m). alberghi: Bucaneve Tel.0445/749059. Vicenza tel.0445/749061 . Trentino tel.0445/749039. Dislivello M.140 circa.

Diciottesima Tappa: Tratto Tonezza/ Fiorentini Da Tonezza ( m.1000 ) si prosegue per la strada provinciale dei Fiorentini per le Contrà Pettinà, Sella, incrocio per Contrà Girotti e sentiero n.537. Albergo ristorante chiosco alpino ( m.1200 ) possibilità di ristoro e pernottamento ( 0445/749079 ). Di fronte al bar si imbocca la vecchia strada per il passo della vena, prima del tornante si incrocia a sinistra il sentiero 537 che sale a Tonezza, si re incontra la strada della vena che seguiremo sino al sentiero n.561 per Campomolon. incontrando la galleria stradale proseguiamo seguendo i segni bianco/rossi, a sinistra ( sent. 538/561 )verso l'ex forte Campomolon, prestare attenzione in caso di scarsa visibilità. Un punto di riferimento sono le antenne sul monte stesso. il sito è parzialmente visitabile con tabelle descrittive in loco. Dal forte si scende fino a forcella Molon ( m.1750 ) per sentiero n.569, poi a destra per N.569/571 per valle delle Lanze con scarsa segnaletica ci avviamo su sentiero e poi strada bianca verso " baito Melegnon e Tomaselli. al termine della discesa si re incontra la strada asfaltata e, girando a sinistra in breve l' albergo Fiorentini ( Tel.0445/746080 ) ed il rifugio monte Coston . Tel ( 0445/749174 ).

Diciannovesima tappa: Tratto Fiorentini/ Lavarone.

Dalla località Fiorentini ci avviamo verso malga Posta, per carrareccia poi, raggiungiamo l' albergo forte Cherle ( Tel. 0464/765103 ) al incrocio con il sentiero Europeo ( E 5 ). visitati i ruderi ,scendiamo a destra verso la sorgente di S. Fermo, proseguiamo a destra per Cueli liberi e Carbonare, sempre seguendo il sentiero della pace parallelo al torrente Astico. Poco più avanti incrociamo ancora l' E 5 che si può imboccare fino a Carbonare, oppure proseguire sino ad incontrare l' indicazione della " 100 km. dei forti che ci porta nel centro del paese in prossimità della chiesa. Proseguendo in direzione di Lavarone, si tralascia a destra la strada per Nosellari e dopo circa un chilometro si imbocca il sentiero in salita verso il monte Rust e l'osservatorio Austriaco ( ruderi ) proseguiamo ancora a sinistra sino a raggiungere l' abitato di Lavarone. località Chiesa. pernottamento presso l' albergo ristorante Esperia Tel 0464/783124.

Ventesima tappa LAVARONE VEZZENA.

Dalla piazza di Lavarone si prende a destra la strada asfaltata per Contrà  Albertini, superata la quale si imbocca un sentiero sterrato verso Bertoldi ,si lascia sulla sinistra un piccolo laghetto e si prosegue fino agli impianti sportivi. attraversata la strada provinciale, a sinistra verso Bertoldi vecchia al incrocio con una cappella si riprende a destra il sentiero N.224 per monte Cimone e baita Belem coincidenti all' inizio con i locali sentieri delle " sorgenti" e sentiero della pace. Proseguendo ad un primo incrocio si gira a destra e raggiunta una carreggiabile ci si avvia verso baita Belem ( sent. 223 ). da qui si sale verso il belvedere oltrepassata una sbarra, sino a raggiungere il sentiero N.220 da dove all' incrocio si gira verso Monterovere. Stupendo belvedere sulla Valsugana....gruppo del Brenta e zona Ortles e Cividale. Sempre sul 220 perdiamo quota trovandoci in una strada forestale che a destra ci porta a " piano alto ". Si incontra la strada asfaltata che scende verso Caldonazzo a sinistra ,mentre a destra si prosegue in direzione di Monterovere incontrando l'albergo omonimo ( posto di ristoro )Poco prima giriamo per baita Cangi e busa Verle ( sent. 201e 205 ). L'itinerario ci porta alle rovine del forte di cima Verle, scendiamo per asfalto al passo Vezzena con rifugio ed ambienti per il ristoro aperti tutto l'anno esclusi i mesi di Ottobre/ Novembre. Hotel Vezzena ‪www.hotelvezzena.com    .

Ventunesima tappa Sentiero Europeo E 7 TRATTO VEZZENA/ MALGA LARICI.

Dal passo Vezzena, (hotel Vezzena )si risale la strada asfaltata verso l'ex forte cima Verle, sino ad incrociare poco dopo sulla sinistra il sentiero N.205 che proviene da baita Cangi. Si prosegue diritti ad incontrare il tracciato che porta al pizzo di Levico o Vezzena lo lasciamo a sinistra e per strada asfaltata proseguiamo verso malga Marcai di sopra dove troviamo un cippo commemorativo del periodo bellico 1915/18 del battaglione Bassano. a destra il sentiero N.220 sale dalle malghe Marcai di sotto e Postesina, attraversato il ponticello ( ponte Torino )ci troviamo alla testata della valle Postesina. Seguendo il 220 fino a raggiungere il " fontanone " punto di confine tra la zona Trentina e l' altopiano dei 7 comuni. Termina l' asfalto e su sterrata giungiamo a campo Mandriolo, e porta Manazzo ( possibile deviazione per la sommità )continuando si scende in val formica ed al rifugio Larici (042466383 ) scendiamo ancora sul sentiero N.826 per porta Renzola e cima Portule ed infine malga Larici di sotto! ( 347/2382892 )agriturismo estivo.

Ventiduesima tappa Sentiero Europeo E 7 TRATTO MALGA LARICI/ PIAZZALE LOZZE

percorso abbastanza lungo che ci porta tra le varie ed aspre cime teatro di immani scontri durante il periodo 1915/18. L' ORTIGARA !

Da malga Larici di sotto si sale per il sentiero 826 ( strada sterrata ) sino al bivio verso sinistra incontrando il sentiero N.209 verso porta Renzola a destra in direzione di cime Kempel e Portule. Scesi da porta Kempel per traccia imbocchiamo il numero 208 verso cima 12 passando per ( portello Galmara N.835 ) la cima più alta del altopiano di Asiago, si riscende calpestando il tracciato numero 211abbastanza scosceso verso il bivacco " busa delle dodese " da qui ci immettiamo sul 206 costeggiando cima undici e monte Castelnuovo. All' incrocio con il passo di val Caldiera si tiene la destra in direzione di cima Ortigara ( un rintocco alla campana di vetta per salutare i militi ivi rimasti! ) Dalla cima scendiamo sul sentiero N. 840 verso il baito Ortigara e la chiesetta di Lozze ed omonimo piazzale. Per avere un punto di appoggio si può da poco sopra il piazzale girare a destra per malga Moline su strada bianca ed in 30 minuti a malga Moline Tel. 04240445115.

VARIANTE: E' un immenso castello naturale che domina la Valsugana, dai suoi 1550 metri ,tutto merli, torri, atri e gole, scavati dall'acqua in milioni di anni! Fa parte del grandioso apparato carsico della Fossetta che scarica le sue acque nella grotta Bigonda in Valsugana. E' consigliabile percorrere integralmente il sentiero ben segnalato del " labirinto " per trovarsi nella magia del luogo! Non vuole essere un tratto obbligato per i percorritori del E 7 ma sentitamente consigliato come variante al tracciato ufficiale. Scendendo da cima Ortigara verso il cimitero militare di prato Moline ci teniamo sul sentiero C.A.I. N.842 sino alla busa dei Quaranta all' incrocio con il N. 845 proseguiamo verso lo scoglio bianco ed infine i Castelloni! il sentiero è di facile percorrenza e di sicuro effetto, attenzione allo zaino che non sia troppo affardellato in certi punti il passaggio è veramente stretto!

 

 

Ventiquattresima tappa dal rifugio Marcesina a Foza.

 

Dal rifugio (1310 ) su strada asfaltata ci avviamo per 300 metri prendendo il bivio di sinistra verso il rifugio Ronchetto ( 1330 ), pochi metri più avanti si imbocca la strada forestale chiusa al traffico ( prestare attenzione l' imbocco è poco visibile ! proseguendo su strada asfaltata si arriva a borgo " Cruni " ) per la forestale ci si avvia verso malga Slapeur (1628 ) ci si inerpica per alcuni tornanti trovandosi tosto davanti al bivio della strada proveniente da Galio, noi giriamo a sinistra ( cartelli ) in breve al cimitero Bosniaco ed a malga Slapeur. Possibilità di uno spuntino con prodotti locali. Dalla malga in un ora al monte " fior " (1824 ). consiglio una deviazione al monte Castelgomberto (1771 ). Stiamo camminando in un ecomuseo all' aperto con molteplici sostegni descrittivi delle fasi dei combattimenti 1915/18. Dal monte Fior esiste una scorciatoia verso Foza passando per casera Melette risparmiando un ora di strada, Attenzione si rischia di non vedere la segnaletica C.A.I. Noi seguiremo la strada sterrata che conduce con ampio e comodo giro sempre al paesino di Foza ( 1100 )passando per malga Lora e resti di un cimitero militare Italiano ( 1668 ) Incrociamo la strada asfaltata che seguiamo verso borgo " Cruni " al bivio a destra verso la vicina Foza . tempo di percorrenza circe 6 ore, difficoltà turistica, se si esclude la lunghezza della tappa. Interessi storici/ambientali. sentieri C.A.I. N.861 e 860 oltre ai segni E 7. Altra possibilità per arrivare a Foza, dopo un chilometro circa da malga Lora, troviamo il sentiero C.A.I. 860 che con una deviazione a destra si inoltra nell’ abetaia  conducendoci al pian della “ Futa “ da qui il sentiero diventa carrareccia e si congiunge  alla strada asfaltata ( chiusa al traffico ) poco distante da Foza. Pernottamento al ristorante/hotel “ Foza “  TEL :0424/698092. Mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

 

Tappa da Foza a Valstagna.

Altra lunga tappa, che dal costone dove sorge Foza,( Hotel alpi) ci porta a fondovalle vicino al fiume Brenta. Il primo tratto per cento metri su strada asfaltata sino ad incontrare il cartello C.A.I. sulla sinistra con il numero 800 e cartelli E 7, ripida discesa per prato, sino ad incontrare una mulattiera che ci conduce al borgo di "Stoccaredo" da qui purtroppo abbiamo alcuni chilometri di asfalto sino al borgo di “ Sasso “ poi sarà tutto un piacere scendere per il tracciato ( bene Unesco ) pieno di storia. Difficoltà nessuna, tranne che per i sassi bagnati! Distanza circa sedici chilometri e mezzo. Termina in pianura a 170 metri di altitudine. Foza altitudine M. 1100. Il nome compare la prima volta in un documento del 1085 quando il monastero Benedettino di S. Eufemia riceve in dono dalla famiglia di dei Romano l'intera montagna chiamata " Fugia " nel 1200 con atto notarile passò definitivamente ai Benedettini. Nel 1327 dopo l'atto di soggezione con gli Scaligeri, viene fondata la " Spettabile Reggenza dei 7 comuni di cui farà parte. La storia più recente risale anche qui al 1917 quando venne interamente rasa al suolo. La località di" Sasso" unisce tredici contrade con cinquecento abitanti circa. Assieme a" Stoccaredo" si posiziona sulle ripide propaggini del monte val Bella, proprio sul ciglio del profondo intaglio della val Franzela da dove inizia la famosa discesa di " Calà del Sasso" terminata nel 1383. Con i suoi 4444 scalini veniva usata per trascinare a valle il legname senza dover pagare il dazio al comune di Galio. Sulla stessa per poco si riuscì ad evitare il passaggio delle truppe Austro/Ungariche durante l' offensiva sugli altipiani. Al termine di questa discesa ci ritroviamo ancora su strada asfaltata che seguiremo a sinistra sino al paese di Valstagna. Sentiero C.A.I. 800 e cartelli E 7 sino a Valstagna. Pernottamento e ristoro al osteria/ristorante al Caglieron.

 

 

Valstagna, LONDA a col Moschin   per la val delle “ ore”  proseguendo verso il monte Grappa.

Dalla statale della Valsugana al semaforo in centro paese, verso la  chiesetta di Londa , situata a circa un chilometro da “ Carpanè “. Oltrepassato  il sottopasso ferroviario , a destra si incontrano i primi segnali del sentiero C.A.I. numero 35 ed E7 sentiero Europeo che prosegue sui tracciati N. 33, 36, 40 e 20 verso il rifugio Bassano. Possibilità di ristoro e pernottamento nei fine settimana  alla base del monte Grappa. L’ intero tracciato ha una lunghezza di circa 18 chilometri con un dislivello di  1.700  metri circa. E’ particolarmente gratificante percorrere il sentiero che sul tracciato di una antica mulattiera valligiana, in ambiente in gran parte aperto e panoramico ,ci porta all’ aereo crinale di costa alta. ( numerose opere di guerra e ripari di fortuna ) Più chiuso proseguendo verso “ aste rosse “e “ col Marcioro “ ed il “col Moschin”. La mulattiera  già via di guerra, inizia a fianco di un grande  condominio vicino  ad uno spiazzo verde con una panchina ed un cartello descrittivo di un sentiero locale che seguiremo in parte. (35 ) Ripartiamo dal col Moschin  ( Alcuni metri di tracciato sono su  terreno privato ) verso il rifugio ALPE MADRE( ristoro e pernottamento) proseguendo, il col Felinon, Prà Fiolo e col d’ Anna ! Il col Moschin era modestamente presidiato  da tre batterie e da un reparto di fanteria. Il 14 Giugno 1918 durante la violenta offensiva austriaca “ del solstizio”, truppe ungheresi travolsero  le linee Italiane di casera Anna, col del Felinon, col del Fagheron, spingendosi sino al col Moschin mettendo in seria apprensione il comando Italiano. Decimate dalle fatiche e mancanza di rinforzi  come pure dalla mancanza di sostentamenti, il giorno 16 un battaglione d’ assalto respinse gli ultimi austriaci che ormai senza munizione si difesero sino all’ ultimo sasso! Oggi, una panoramica passeggiata per splendidi pendii erbosi collega questi martoriati colli raggiungendo il rifugio alpe madre sul versante sud/ occidentale del Felinon   percorrendo i sentieri N. 36 e 40. Le superbe vedute sui sette comuni, sull’ Ortigara, sul Pasubio e la pianura veneta  nonché  le più lontane cime dei Lagorai e cima grappa ci inducono certamente ad una sosta ed ad un pensiero forte guardando tutto quel territorio teatro di aspri combattimenti. Imboccando il sentiero N. 33  ci portiamo in breve al col Caprile, Prà della brosa, ed al albergo Finestron. Ora chiuso ed in disuso.

                      Dal Finestron... altro tratto di E 7! verso il Grappa.

 

Lasciato il sentiero C.A.I. N. 35 percorriamo il N.40 passando al RIFUGIO ALPE MADRE ( possibile punto di ristoro e pernottamento ) su strada bianca sino a colli alti dove giriamo a sinistra sempre su strada comunale sino al Finestron. Oppure dopo il bivio a poche centinaia di metri possiamo imboccare il sentiero N. 40,parellelo alla strada ,solo su versante opposto. alcune opere di guerra sono ancora visibili mentre percorriamo l'abetaia con dolci saliscendi, ci troveremo sempre al citato ex albergo. Attraversiamo la strada asfaltata ed a sinistra del edificio in lieve salita troviamo il sentiero N.20 e tabelle ( E 7 )che seguiremo attraverso gli Asoloni, con continui passaggi da una collina all' altra sino al ossario del monte Grappa. l'ultimo tratto ,per il monte è abbastanza irto e si prende attraversata la provinciale 141.Strada che si può seguire anche a destra e poi al primo bivio a sinistra per trovarci al rifugio Bassano nostra momentanea meta. Da visitare abbiamo l' ossario, la caserma museo " Milano" e la ardita galleria di " Vittorio Emanuele ". E' consigliabile fermarsi un intero giorno visitando tutti i manufatti dell' epoca ,come pure i monti Solaroli che descriverò più avanti!

 

ESCURSIONE CONSIGLIATA DI NOTEVOLE INTERESSE :“CIMA GRAPPA – SALAROLI”

“IL TRATTO PIU’ SIGNIFICATIVO DELL’ALTA VIA DEGLI EROI”

Se percorrendo il sentiero E7 avete una giornata a disposizione, vi consigliamo di effettuare questa escursione, molto importante dal punto di vista storico e paesaggistico. Il percorso non presenta particolari difficoltà tecniche, fatta eccezione per la lunghezza dello stesso. Fino al Monte Valderoa è un facile saliscendi, poi s’inizia la lunga discesa che porta a Pian dea Bala. Dal parcheggio del rifugio Bassano dirigendosi verso la scalinata che sale al sacrario si nota, sulla destra, la tabella del sentiero n. 156 “Col dell’Orso – Valderoa”; da questo punto lo sguardo segue tutto il profilo del crinale fino al Monte Valderoa. Imbocchiamo questo sentiero, che arriva alla “Croce dei Lebi” mt. 1.574, attraversando prati fioriti e resti di trincee della Prima Guerra Mondiale. Continuando sempre sulla dorsale incontriamo la deviazione per malga “Valpore di Cima” e “Valpore di Fondo”. Dopo circa un'ora, passando per M. Casonet mt. 1.614, si arriva a Col Dell’Orso mt. 1.679; qui la visuale spazia a 360° sia a nord sulle vette Feltrine, agordine e le Dolomiti Bellunesi, a nord ovest le Pale di San Martino e a ovest l’altopiano di Asiago, a est la sottostante Valle delle Mure e in lontananza il fiume Piave con la dorsale del Montello. Un’ora e un quarto dopo giungiamo ad una prima croce e dopo alla Croce dei Salaroli, ove una lapide ricorda il sacrificio dei battaglioni del IV° Reggimento Alpini. Da qui in discesa si giunge alla forcella Valderoa mt. 1.477, a questo punto è possibile salire ulteriormente alla Cima Valderoa o continuare in discesa prendendo il sentiero 157 in direzione di malga “Salarol” (oggi solo adibita a ricovero ovini). Superata la malga, si segue una stradina bianca fino alla prima curva qui si prende il sentiero contrassegnato dai segnavia TV1 e 157 che s’inoltra decisamente nel bosco. Dopo circa 15 minuti si arriva a malga “Cason del Sol”, dove si può mangiare e pernottare (10 posti letto, aperta da maggio a settembre). Dopo l’eventuale sosta, si arriva al Pian dea Bala, dove si prende sulla sinistra il sentiero E7 che porta alle Meatte o salire su stradina cementata a destra a malga “Val Vecia” con possibilità di ristoro (solo periodo estivo) o bivacco gestito dal CAI (6 posti disponibili tutto l’anno). Da Cima Mandria si segue la dorsale in discesa che porta al Monte Palon .Questo tratto è sicuramente il più panoramico dell’intero percorso in quando offre un’ottima visione sulla sottostante pianura, sul Piave, sul Montello e i Colli Asolani. Si incontrano inoltre trincee ripristinate dai gruppi alpini della zona. L’orientamento risulta facile per la presenza di una grande croce bianca sulla sommità del Monte Palon. Continuando in discesa sulla dorsale ci si inoltra nel bosco e dopo una leggera salita si giunge alla croce in legno posta sulla cima di Castel Cesil Da questo punto bisogna fare attenzione sempre in discesa sul bosco alla presenza della recinzione in filo spinato parallela al sentiero che delimita proprietà private. Si arriva così alla Trattoria Miet con possibilità di ristoro. Per eventuale pernottamento (con cena) si può continuare su strada asfaltata fino al cartello con indicazione Agriturismo Croda Bianca (15-20 minuti da Trattoria Miet). 

Tredicesima tappa: Rifugio Campogrosso/ Achille Papa.

Dal rifugio Campogrosso (1456 ) si intraprende la strada asfaltata denominata delle sette fontane alla quale corrisponde anche il sentiero della pace N. 173; dopo un leggero pianoro la strada è tutta in discesa. Il monte Carega è visibile dalle vicinanze del rifugio. In un ora circa al passo pian delle Fugazze (1162 ) due alberghi /ristorante in loco. Interessante è la visita all' ossario del monte Pasubio che raccoglie i resti delle vittime della prima guerra mondiale. Attraversata la strada, si segue il sent.179 fino a malga val di fieno (1481 ) proseguiamo fino alla galleria d' Havet, imboccando il sent.399 arriviamo al rifugio Achille Papa, ( 1928 ) è possibile incontrare fauna rupestre, mentre in primavera è molto rigogliosa la flora locale. Dislivello M. 635. Tempo di percorrenza circa 4 ore! Per Il pernottamento al numero 0445/630233

Quattordicesima tappa: Rifugio A. Papa - Posina.

Dal rifugio Papa si imbocca il sentiero N. 366 delle 52 gallerie, è indispensabile la torcia elettrica. dopo una leggera salita iniziale, sarà tutta discesa, strada facendo i punti panoramici verso la pianura e la citta di Schio, oltre a molti altri, ci daranno anche il tempo di avvederci del grande ed ingegnoso lavoro svolto dai militari ( 1915/18 ) per trasportare gli approvvigionamenti in prima linea. E' doveroso rammentare che il tracciato può presentare delle difficoltà dovute alle condizioni meteo. Al termine di detto sentiero ci troviamo a Bocca Campiglia ( m. 1216 ) nel recente museo all' aperto con panelli descrittivi delle varie fasi della battaglie svoltesi nei dintorni. Dal passo dello Xomo si percorrono circa 6 chilometri di strada asfaltata per giungere a Posina ( m.544 ) In paese possiamo rifornirci di medicinali ed alimentari. I posti di accoglienza e pernottamento :albergo al Garibaldino tel.0445/748023.

albergo all' Alpino tel.0445/748019..Oppure B&B grillo giallo tel. 0445/748381. percorrenza ore 5 circa .

Quindicesima tappa: Da Posina a Laghi.

Da Posina si percorre la strada provinciale verso passo della Borcola, raggiunta la contrada Ganna ( m.649 ), sulla destra parte una mulattiera N.505 che ci porta a casa Betta (m.887 )passando per contrada Lambre salendo arriviamo al passo Colombo ( 1390 m. ) . Passato lo spartiacque a destra imbocchiamo il sentiero n.511 sino a cima Castelle (m.1474 ). Ottimo punto di osservazione sul monte Majo, la val Posina ed anche la valle dei Laghi, il Pasubio ed il monte Gamonda. Da cima Castelle scendiamo verso contrada Xausa sempre per crinale (m. 954 )seguono numerose altre contrade da attraversare trovandoci finalmente al paesino di Laghi ( trattorie ed alimentari )( m.535.) Pernottamento alla fattoria didattica di Susanna Miola tel. 0445/714123. Dislivello m.955. Difficoltà E più alcuni tratti di EE. escursionistico ed escursionisti esperti.

 

Sedicesima tappa: Da Laghi al rifugio Valbona.

Dalla fattoria di Susanna seguiamo la strada che ci riporta a Laghi. Nei pressi del lago minore, attraversiamo il ponte, a destra imbocchiamo una stradina sterrata raggiungendo il sentiero C.A.I. n.525 , saliamo lungo il crinale sino a raggiungere la contrada Collegio ( m.744 ). Oltrepassata la al tornante imbocchiamo il sentiero a sinistra entrando nella val Scarabozza ,aspra e suggestiva. continuiamo su irto tracciato incontrando finalmente una zona prativa dove il sentiero diventa strada bianca. questa zona è ben curata ed oltre ai bovini al pascolo si possono intravedere molteplici specie di fauna alpina. Passata la malga Campoluzzo di mezzo ( 1401 m.)riprendiamo il sentiero sulla destra e ci avviamo al rifugio Valbona ( m.1688 ). pernottamento stagionale telefonando al cell. 3482307418 oppure  www.rifugiovalbona.com

Diciassettesima tappa: Rifugio Valbona/ Tonezza del Cimone.

Dal rifugio Valbona per asfalto alla forcella " Molon " (1829 ). Ancora per asfalto al rifugio Rumor ( m.1658 ) proseguiamo per breve sino ad incontrare l' inizio del sentiero N.538 che seguiremo camminando nella valle di Barbarena Bastarda, al bivio lasciamo il 538 ed a sinistra ci incamminiamo ad incontrare la contrada " Valle " ( m.1037 ). pernottiamo nel vicino paese di Tonezza del Cimone (m991 m). alberghi: Bucaneve Tel.0445/749059. Vicenza tel.0445/749061 . Trentino tel.0445/749039. Dislivello M.140 circa.

Diciottesima Tappa: Tratto Tonezza/ Fiorentini Da Tonezza ( m.1000 ) si prosegue per la strada provinciale dei Fiorentini per le Contrà Pettinà, Sella, incrocio per Contrà Girotti e sentiero n.537. Albergo ristorante chiosco alpino ( m.1200 ) possibilità di ristoro e pernottamento ( 0445/749079 ). Di fronte al bar si imbocca la vecchia strada per il passo della vena, prima del tornante si incrocia a sinistra il sentiero 537 che sale a Tonezza, si re incontra la strada della vena che seguiremo sino al sentiero n.561 per Campomolon. incontrando la galleria stradale proseguiamo seguendo i segni bianco/rossi, a sinistra ( sent. 538/561 )verso l'ex forte Campomolon, prestare attenzione in caso di scarsa visibilità. Un punto di riferimento sono le antenne sul monte stesso. il sito è parzialmente visitabile con tabelle descrittive in loco. Dal forte si scende fino a forcella Molon ( m.1750 ) per sentiero n.569, poi a destra per N.569/571 per valle delle Lanze con scarsa segnaletica ci avviamo su sentiero e poi strada bianca verso " baito Melegnon e Tomaselli. al termine della discesa si re incontra la strada asfaltata e, girando a sinistra in breve l' albergo Fiorentini ( Tel.0445/746080 ) ed il rifugio monte Coston . Tel ( 0445/749174 ).

Diciannovesima tappa: Tratto Fiorentini/ Lavarone.

Dalla località Fiorentini ci avviamo verso malga Posta, per carrareccia poi, raggiungiamo l' albergo forte Cherle ( Tel. 0464/765103 ) al incrocio con il sentiero Europeo ( E 5 ). visitati i ruderi ,scendiamo a destra verso la sorgente di S. Fermo, proseguiamo a destra per Cueli liberi e Carbonare, sempre seguendo il sentiero della pace parallelo al torrente Astico. Poco più avanti incrociamo ancora l' E 5 che si può imboccare fino a Carbonare, oppure proseguire sino ad incontrare l' indicazione della " 100 km. dei forti che ci porta nel centro del paese in prossimità della chiesa. Proseguendo in direzione di Lavarone, si tralascia a destra la strada per Nosellari e dopo circa un chilometro si imbocca il sentiero in salita verso il monte Rust e l'osservatorio Austriaco ( ruderi ) proseguiamo ancora a sinistra sino a raggiungere l' abitato di Lavarone. località Chiesa. pernottamento presso l' albergo ristorante Esperia Tel 0464/783124.

Ventesima tappa LAVARONE VEZZENA.

Dalla piazza di Lavarone si prende a destra la strada asfaltata per Contrà  Albertini, superata la quale si imbocca un sentiero sterrato verso Bertoldi ,si lascia sulla sinistra un piccolo laghetto e si prosegue fino agli impianti sportivi. attraversata la strada provinciale, a sinistra verso Bertoldi vecchia al incrocio con una cappella si riprende a destra il sentiero N.224 per monte Cimone e baita Belem coincidenti all' inizio con i locali sentieri delle " sorgenti" e sentiero della pace. Proseguendo ad un primo incrocio si gira a destra e raggiunta una carreggiabile ci si avvia verso baita Belem ( sent. 223 ). da qui si sale verso il belvedere oltrepassata una sbarra, sino a raggiungere il sentiero N.220 da dove all' incrocio si gira verso Monterovere. Stupendo belvedere sulla Valsugana....gruppo del Brenta e zona Ortles e Cividale. Sempre sul 220 perdiamo quota trovandoci in una strada forestale che a destra ci porta a " piano alto ". Si incontra la strada asfaltata che scende verso Caldonazzo a sinistra ,mentre a destra si prosegue in direzione di Monterovere incontrando l'albergo omonimo ( posto di ristoro )Poco prima giriamo per baita Cangi e busa Verle ( sent. 201e 205 ). L'itinerario ci porta alle rovine del forte di cima Verle, scendiamo per asfalto al passo Vezzena con rifugio ed ambienti per il ristoro aperti tutto l'anno esclusi i mesi di Ottobre/ Novembre. Hotel Vezzena ‪www.hotelvezzena.com    .

Ventunesima tappa Sentiero Europeo E 7 TRATTO VEZZENA/ MALGA LARICI.

Dal passo Vezzena, (hotel Vezzena )si risale la strada asfaltata verso l'ex forte cima Verle, sino ad incrociare poco dopo sulla sinistra il sentiero N.205 che proviene da baita Cangi. Si prosegue diritti ad incontrare il tracciato che porta al pizzo di Levico o Vezzena lo lasciamo a sinistra e per strada asfaltata proseguiamo verso malga Marcai di sopra dove troviamo un cippo commemorativo del periodo bellico 1915/18 del battaglione Bassano. a destra il sentiero N.220 sale dalle malghe Marcai di sotto e Postesina, attraversato il ponticello ( ponte Torino )ci troviamo alla testata della valle Postesina. Seguendo il 220 fino a raggiungere il " fontanone " punto di confine tra la zona Trentina e l' altopiano dei 7 comuni. Termina l' asfalto e su sterrata giungiamo a campo Mandriolo, e porta Manazzo ( possibile deviazione per la sommità )continuando si scende in val formica ed al rifugio Larici (042466383 ) scendiamo ancora sul sentiero N.826 per porta Renzola e cima Portule ed infine malga Larici di sotto! ( 347/2382892 )agriturismo estivo.

Ventiduesima tappa Sentiero Europeo E 7 TRATTO MALGA LARICI/ PIAZZALE LOZZE

percorso abbastanza lungo che ci porta tra le varie ed aspre cime teatro di immani scontri durante il periodo 1915/18. L' ORTIGARA !

Da malga Larici di sotto si sale per il sentiero 826 ( strada sterrata ) sino al bivio verso sinistra incontrando il sentiero N.209 verso porta Renzola a destra in direzione di cime Kempel e Portule. Scesi da porta Kempel per traccia imbocchiamo il numero 208 verso cima 12 passando per ( portello Galmara N.835 ) la cima più alta del altopiano di Asiago, si riscende calpestando il tracciato numero 211abbastanza scosceso verso il bivacco " busa delle dodese " da qui ci immettiamo sul 206 costeggiando cima undici e monte Castelnuovo. All' incrocio con il passo di val Caldiera si tiene la destra in direzione di cima Ortigara ( un rintocco alla campana di vetta per salutare i militi ivi rimasti! ) Dalla cima scendiamo sul sentiero N. 840 verso il baito Ortigara e la chiesetta di Lozze ed omonimo piazzale. Per avere un punto di appoggio si può da poco sopra il piazzale girare a destra per malga Moline su strada bianca ed in 30 minuti a malga Moline Tel. 04240445115.

VARIANTE: E' un immenso castello naturale che domina la Valsugana, dai suoi 1550 metri ,tutto merli, torri, atri e gole, scavati dall'acqua in milioni di anni! Fa parte del grandioso apparato carsico della Fossetta che scarica le sue acque nella grotta Bigonda in Valsugana. E' consigliabile percorrere integralmente il sentiero ben segnalato del " labirinto " per trovarsi nella magia del luogo! Non vuole essere un tratto obbligato per i percorritori del E 7 ma sentitamente consigliato come variante al tracciato ufficiale. Scendendo da cima Ortigara verso il cimitero militare di prato Moline ci teniamo sul sentiero C.A.I. N.842 sino alla busa dei Quaranta all' incrocio con il N. 845 proseguiamo verso lo scoglio bianco ed infine i Castelloni! il sentiero è di facile percorrenza e di sicuro effetto, attenzione allo zaino che non sia troppo affardellato in certi punti il passaggio è veramente stretto!

 

 

Ventiquattresima tappa dal rifugio Marcesina a Foza.

 

Dal rifugio (1310 ) su strada asfaltata ci avviamo per 300 metri prendendo il bivio di sinistra verso il rifugio Ronchetto ( 1330 ), pochi metri più avanti si imbocca la strada forestale chiusa al traffico ( prestare attenzione l' imbocco è poco visibile ! proseguendo su strada asfaltata si arriva a borgo " Cruni " ) per la forestale ci si avvia verso malga Slapeur (1628 ) ci si inerpica per alcuni tornanti trovandosi tosto davanti al bivio della strada proveniente da Galio, noi giriamo a sinistra ( cartelli ) in breve al cimitero Bosniaco ed a malga Slapeur. Possibilità di uno spuntino con prodotti locali. Dalla malga in un ora al monte " fior " (1824 ). consiglio una deviazione al monte Castelgomberto (1771 ). Stiamo camminando in un ecomuseo all' aperto con molteplici sostegni descrittivi delle fasi dei combattimenti 1915/18. Dal monte Fior esiste una scorciatoia verso Foza passando per casera Melette risparmiando un ora di strada, Attenzione si rischia di non vedere la segnaletica C.A.I. Noi seguiremo la strada sterrata che conduce con ampio e comodo giro sempre al paesino di Foza ( 1100 )passando per malga Lora e resti di un cimitero militare Italiano ( 1668 ) Incrociamo la strada asfaltata che seguiamo verso borgo " Cruni " al bivio a destra verso la vicina Foza . tempo di percorrenza circe 6 ore, difficoltà turistica, se si esclude la lunghezza della tappa. Interessi storici/ambientali. sentieri C.A.I. N.861 e 860 oltre ai segni E 7. Altra possibilità per arrivare a Foza, dopo un chilometro circa da malga Lora, troviamo il sentiero C.A.I. 860 che con una deviazione a destra si inoltra nell’ abetaia  conducendoci al pian della “ Futa “ da qui il sentiero diventa carrareccia e si congiunge  alla strada asfaltata ( chiusa al traffico ) poco distante da Foza. Pernottamento al ristorante/hotel “ Foza “  TEL :0424/698092. Mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

 

Tappa da Foza a Valstagna.

Altra lunga tappa, che dal costone dove sorge Foza,( Hotel alpi) ci porta a fondovalle vicino al fiume Brenta. Il primo tratto per cento metri su strada asfaltata sino ad incontrare il cartello C.A.I. sulla sinistra con il numero 800 e cartelli E 7, ripida discesa per prato, sino ad incontrare una mulattiera che ci conduce al borgo di "Stoccaredo" da qui purtroppo abbiamo alcuni chilometri di asfalto sino al borgo di “ Sasso “ poi sarà tutto un piacere scendere per il tracciato ( bene Unesco ) pieno di storia. Difficoltà nessuna, tranne che per i sassi bagnati! Distanza circa sedici chilometri e mezzo. Termina in pianura a 170 metri di altitudine. Foza altitudine M. 1100. Il nome compare la prima volta in un documento del 1085 quando il monastero Benedettino di S. Eufemia riceve in dono dalla famiglia di dei Romano l'intera montagna chiamata " Fugia " nel 1200 con atto notarile passò definitivamente ai Benedettini. Nel 1327 dopo l'atto di soggezione con gli Scaligeri, viene fondata la " Spettabile Reggenza dei 7 comuni di cui farà parte. La storia più recente risale anche qui al 1917 quando venne interamente rasa al suolo. La località di" Sasso" unisce tredici contrade con cinquecento abitanti circa. Assieme a" Stoccaredo" si posiziona sulle ripide propaggini del monte val Bella, proprio sul ciglio del profondo intaglio della val Franzela da dove inizia la famosa discesa di " Calà del Sasso" terminata nel 1383. Con i suoi 4444 scalini veniva usata per trascinare a valle il legname senza dover pagare il dazio al comune di Galio. Sulla stessa per poco si riuscì ad evitare il passaggio delle truppe Austro/Ungariche durante l' offensiva sugli altipiani. Al termine di questa discesa ci ritroviamo ancora su strada asfaltata che seguiremo a sinistra sino al paese di Valstagna. Sentiero C.A.I. 800 e cartelli E 7 sino a Valstagna. Pernottamento e ristoro al osteria/ristorante al Caglieron.

 

 

Valstagna, LONDA a col Moschin   per la val delle “ ore”  proseguendo verso il monte Grappa.

Dalla statale della Valsugana al semaforo in centro paese, verso la  chiesetta di Londa , situata a circa un chilometro da “ Carpanè “. Oltrepassato  il sottopasso ferroviario , a destra si incontrano i primi segnali del sentiero C.A.I. numero 35 ed E7 sentiero Europeo che prosegue sui tracciati N. 33, 36, 40 e 20 verso il rifugio Bassano. Possibilità di ristoro e pernottamento nei fine settimana  alla base del monte Grappa. L’ intero tracciato ha una lunghezza di circa 18 chilometri con un dislivello di  1.700  metri circa. E’ particolarmente gratificante percorrere il sentiero che sul tracciato di una antica mulattiera valligiana, in ambiente in gran parte aperto e panoramico ,ci porta all’ aereo crinale di costa alta. ( numerose opere di guerra e ripari di fortuna ) Più chiuso proseguendo verso “ aste rosse “e “ col Marcioro “ ed il “col Moschin”. La mulattiera  già via di guerra, inizia a fianco di un grande  condominio vicino  ad uno spiazzo verde con una panchina ed un cartello descrittivo di un sentiero locale che seguiremo in parte. (35 ) Ripartiamo dal col Moschin  ( Alcuni metri di tracciato sono su  terreno privato ) verso il rifugio ALPE MADRE( ristoro e pernottamento) proseguendo, il col Felinon, Prà Fiolo e col d’ Anna ! Il col Moschin era modestamente presidiato  da tre batterie e da un reparto di fanteria. Il 14 Giugno 1918 durante la violenta offensiva austriaca “ del solstizio”, truppe ungheresi travolsero  le linee Italiane di casera Anna, col del Felinon, col del Fagheron, spingendosi sino al col Moschin mettendo in seria apprensione il comando Italiano. Decimate dalle fatiche e mancanza di rinforzi  come pure dalla mancanza di sostentamenti, il giorno 16 un battaglione d’ assalto respinse gli ultimi austriaci che ormai senza munizione si difesero sino all’ ultimo sasso! Oggi, una panoramica passeggiata per splendidi pendii erbosi collega questi martoriati colli raggiungendo il rifugio alpe madre sul versante sud/ occidentale del Felinon   percorrendo i sentieri N. 36 e 40. Le superbe vedute sui sette comuni, sull’ Ortigara, sul Pasubio e la pianura veneta  nonché  le più lontane cime dei Lagorai e cima grappa ci inducono certamente ad una sosta ed ad un pensiero forte guardando tutto quel territorio teatro di aspri combattimenti. Imboccando il sentiero N. 33  ci portiamo in breve al col Caprile, Prà della brosa, ed al albergo Finestron. Ora chiuso ed in disuso.

                      Dal Finestron... altro tratto di E 7! verso il Grappa.

 

Lasciato il sentiero C.A.I. N. 35 percorriamo il N.40 passando al RIFUGIO ALPE MADRE ( possibile punto di ristoro e pernottamento ) su strada bianca sino a colli alti dove giriamo a sinistra sempre su strada comunale sino al Finestron. Oppure dopo il bivio a poche centinaia di metri possiamo imboccare il sentiero N. 40,parellelo alla strada ,solo su versante opposto. alcune opere di guerra sono ancora visibili mentre percorriamo l'abetaia con dolci saliscendi, ci troveremo sempre al citato ex albergo. Attraversiamo la strada asfaltata ed a sinistra del edificio in lieve salita troviamo il sentiero N.20 e tabelle ( E 7 )che seguiremo attraverso gli Asoloni, con continui passaggi da una collina all' altra sino al ossario del monte Grappa. l'ultimo tratto ,per il monte è abbastanza irto e si prende attraversata la provinciale 141.Strada che si può seguire anche a destra e poi al primo bivio a sinistra per trovarci al rifugio Bassano nostra momentanea meta. Da visitare abbiamo l' ossario, la caserma museo " Milano" e la ardita galleria di " Vittorio Emanuele ". E' consigliabile fermarsi un intero giorno visitando tutti i manufatti dell' epoca ,come pure i monti Solaroli che descriverò più avanti!

 

ESCURSIONE CONSIGLIATA DI NOTEVOLE INTERESSE :“CIMA GRAPPA – SALAROLI”

“IL TRATTO PIU’ SIGNIFICATIVO DELL’ALTA VIA DEGLI EROI”

Se percorrendo il sentiero E7 avete una giornata a disposizione, vi consigliamo di effettuare questa escursione, molto importante dal punto di vista storico e paesaggistico. Il percorso non presenta particolari difficoltà tecniche, fatta eccezione per la lunghezza dello stesso. Fino al Monte Valderoa è un facile saliscendi, poi s’inizia la lunga discesa che porta a Pian dea Bala. Dal parcheggio del rifugio Bassano dirigendosi verso la scalinata che sale al sacrario si nota, sulla destra, la tabella del sentiero n. 156 “Col dell’Orso – Valderoa”; da questo punto lo sguardo segue tutto il profilo del crinale fino al Monte Valderoa. Imbocchiamo questo sentiero, che arriva alla “Croce dei Lebi” mt. 1.574, attraversando prati fioriti e resti di trincee della Prima Guerra Mondiale. Continuando sempre sulla dorsale incontriamo la deviazione per malga “Valpore di Cima” e “Valpore di Fondo”. Dopo circa un'ora, passando per M. Casonet mt. 1.614, si arriva a Col Dell’Orso mt. 1.679; qui la visuale spazia a 360° sia a nord sulle vette Feltrine, agordine e le Dolomiti Bellunesi, a nord ovest le Pale di San Martino e a ovest l’altopiano di Asiago, a est la sottostante Valle delle Mure e in lontananza il fiume Piave con la dorsale del Montello. Un’ora e un quarto dopo giungiamo ad una prima croce e dopo alla Croce dei Salaroli, ove una lapide ricorda il sacrificio dei battaglioni del IV° Reggimento Alpini. Da qui in discesa si giunge alla forcella Valderoa mt. 1.477, a questo punto è possibile salire ulteriormente alla Cima Valderoa o continuare in discesa prendendo il sentiero 157 in direzione di malga “Salarol” (oggi solo adibita a ricovero ovini). Superata la malga, si segue una stradina bianca fino alla prima curva qui si prende il sentiero contrassegnato dai segnavia TV1 e 157 che s’inoltra decisamente nel bosco. Dopo circa 15 minuti si arriva a malga “Cason del Sol”, dove si può mangiare e pernottare (10 posti letto, aperta da maggio a settembre). Dopo l’eventuale sosta, si arriva al Pian dea Bala, dove si prende sulla sinistra il sentiero E7 che porta alle Meatte o salire su stradina cementata a destra a malga “Val Vecia” con possibilità di ristoro (solo periodo estivo) o bivacco gestito dal CAI (6 posti disponibili tutto l’anno). Da Cima Mandria si segue la dorsale in discesa che porta al Monte Palon .Questo tratto è sicuramente il più panoramico dell’intero percorso in quando offre un’ottima visione sulla sottostante pianura, sul Piave, sul Montello e i Colli Asolani. Si incontrano inoltre trincee ripristinate dai gruppi alpini della zona. L’orientamento risulta facile per la presenza di una grande croce bianca sulla sommità del Monte Palon. Continuando in discesa sulla dorsale ci si inoltra nel bosco e dopo una leggera salita si giunge alla croce in legno posta sulla cima di Castel Cesil Da questo punto bisogna fare attenzione sempre in discesa sul bosco alla presenza della recinzione in filo spinato parallela al sentiero che delimita proprietà private. Si arriva così alla Trattoria Miet con possibilità di ristoro. Per eventuale pernottamento (con cena) si può continuare su strada asfaltata fino al cartello con indicazione Agriturismo Croda Bianca (15-20 minuti da Trattoria Miet). 

Tredicesima tappa: Rifugio Campogrosso/ Achille Papa.

Dal rifugio Campogrosso (1456 ) si intraprende la strada asfaltata denominata delle sette fontane alla quale corrisponde anche il sentiero della pace N. 173; dopo un leggero pianoro la strada è tutta in discesa. Il monte Carega è visibile dalle vicinanze del rifugio. In un ora circa al passo pian delle Fugazze (1162 ) due alberghi /ristorante in loco. Interessante è la visita all' ossario del monte Pasubio che raccoglie i resti delle vittime della prima guerra mondiale. Attraversata la strada, si segue il sent.179 fino a malga val di fieno (1481 ) proseguiamo fino alla galleria d' Havet, imboccando il sent.399 arriviamo al rifugio Achille Papa, ( 1928 ) è possibile incontrare fauna rupestre, mentre in primavera è molto rigogliosa la flora locale. Dislivello M. 635. Tempo di percorrenza circa 4 ore! Per Il pernottamento al numero 0445/630233

Quattordicesima tappa: Rifugio A. Papa - Posina.

Dal rifugio Papa si imbocca il sentiero N. 366 delle 52 gallerie, è indispensabile la torcia elettrica. dopo una leggera salita iniziale, sarà tutta discesa, strada facendo i punti panoramici verso la pianura e la citta di Schio, oltre a molti altri, ci daranno anche il tempo di avvederci del grande ed ingegnoso lavoro svolto dai militari ( 1915/18 ) per trasportare gli approvvigionamenti in prima linea. E' doveroso rammentare che il tracciato può presentare delle difficoltà dovute alle condizioni meteo. Al termine di detto sentiero ci troviamo a Bocca Campiglia ( m. 1216 ) nel recente museo all' aperto con panelli descrittivi delle varie fasi della battaglie svoltesi nei dintorni. Dal passo dello Xomo si percorrono circa 6 chilometri di strada asfaltata per giungere a Posina ( m.544 ) In paese possiamo rifornirci di medicinali ed alimentari. I posti di accoglienza e pernottamento :albergo al Garibaldino tel.0445/748023.

albergo all' Alpino tel.0445/748019..Oppure B&B grillo giallo tel. 0445/748381. percorrenza ore 5 circa .

Quindicesima tappa: Da Posina a Laghi.

Da Posina si percorre la strada provinciale verso passo della Borcola, raggiunta la contrada Ganna ( m.649 ), sulla destra parte una mulattiera N.505 che ci porta a casa Betta (m.887 )passando per contrada Lambre salendo arriviamo al passo Colombo ( 1390 m. ) . Passato lo spartiacque a destra imbocchiamo il sentiero n.511 sino a cima Castelle (m.1474 ). Ottimo punto di osservazione sul monte Majo, la val Posina ed anche la valle dei Laghi, il Pasubio ed il monte Gamonda. Da cima Castelle scendiamo verso contrada Xausa sempre per crinale (m. 954 )seguono numerose altre contrade da attraversare trovandoci finalmente al paesino di Laghi ( trattorie ed alimentari )( m.535.) Pernottamento alla fattoria didattica di Susanna Miola tel. 0445/714123. Dislivello m.955. Difficoltà E più alcuni tratti di EE. escursionistico ed escursionisti esperti.

 

Sedicesima tappa: Da Laghi al rifugio Valbona.

Dalla fattoria di Susanna seguiamo la strada che ci riporta a Laghi. Nei pressi del lago minore, attraversiamo il ponte, a destra imbocchiamo una stradina sterrata raggiungendo il sentiero C.A.I. n.525 , saliamo lungo il crinale sino a raggiungere la contrada Collegio ( m.744 ). Oltrepassata la al tornante imbocchiamo il sentiero a sinistra entrando nella val Scarabozza ,aspra e suggestiva. continuiamo su irto tracciato incontrando finalmente una zona prativa dove il sentiero diventa strada bianca. questa zona è ben curata ed oltre ai bovini al pascolo si possono intravedere molteplici specie di fauna alpina. Passata la malga Campoluzzo di mezzo ( 1401 m.)riprendiamo il sentiero sulla destra e ci avviamo al rifugio Valbona ( m.1688 ). pernottamento stagionale telefonando al cell. 3482307418 oppure  www.rifugiovalbona.com

Diciassettesima tappa: Rifugio Valbona/ Tonezza del Cimone.

Dal rifugio Valbona per asfalto alla forcella " Molon " (1829 ). Ancora per asfalto al rifugio Rumor ( m.1658 ) proseguiamo per breve sino ad incontrare l' inizio del sentiero N.538 che seguiremo camminando nella valle di Barbarena Bastarda, al bivio lasciamo il 538 ed a sinistra ci incamminiamo ad incontrare la contrada " Valle " ( m.1037 ). pernottiamo nel vicino paese di Tonezza del Cimone (m991 m). alberghi: Bucaneve Tel.0445/749059. Vicenza tel.0445/749061 . Trentino tel.0445/749039. Dislivello M.140 circa.

Diciottesima Tappa: Tratto Tonezza/ Fiorentini Da Tonezza ( m.1000 ) si prosegue per la strada provinciale dei Fiorentini per le Contrà Pettinà, Sella, incrocio per Contrà Girotti e sentiero n.537. Albergo ristorante chiosco alpino ( m.1200 ) possibilità di ristoro e pernottamento ( 0445/749079 ). Di fronte al bar si imbocca la vecchia strada per il passo della vena, prima del tornante si incrocia a sinistra il sentiero 537 che sale a Tonezza, si re incontra la strada della vena che seguiremo sino al sentiero n.561 per Campomolon. incontrando la galleria stradale proseguiamo seguendo i segni bianco/rossi, a sinistra ( sent. 538/561 )verso l'ex forte Campomolon, prestare attenzione in caso di scarsa visibilità. Un punto di riferimento sono le antenne sul monte stesso. il sito è parzialmente visitabile con tabelle descrittive in loco. Dal forte si scende fino a forcella Molon ( m.1750 ) per sentiero n.569, poi a destra per N.569/571 per valle delle Lanze con scarsa segnaletica ci avviamo su sentiero e poi strada bianca verso " baito Melegnon e Tomaselli. al termine della discesa si re incontra la strada asfaltata e, girando a sinistra in breve l' albergo Fiorentini ( Tel.0445/746080 ) ed il rifugio monte Coston . Tel ( 0445/749174 ).

Diciannovesima tappa: Tratto Fiorentini/ Lavarone.

Dalla località Fiorentini ci avviamo verso malga Posta, per carrareccia poi, raggiungiamo l' albergo forte Cherle ( Tel. 0464/765103 ) al incrocio con il sentiero Europeo ( E 5 ). visitati i ruderi ,scendiamo a destra verso la sorgente di S. Fermo, proseguiamo a destra per Cueli liberi e Carbonare, sempre seguendo il sentiero della pace parallelo al torrente Astico. Poco più avanti incrociamo ancora l' E 5 che si può imboccare fino a Carbonare, oppure proseguire sino ad incontrare l' indicazione della " 100 km. dei forti che ci porta nel centro del paese in prossimità della chiesa. Proseguendo in direzione di Lavarone, si tralascia a destra la strada per Nosellari e dopo circa un chilometro si imbocca il sentiero in salita verso il monte Rust e l'osservatorio Austriaco ( ruderi ) proseguiamo ancora a sinistra sino a raggiungere l' abitato di Lavarone. località Chiesa. pernottamento presso l' albergo ristorante Esperia Tel 0464/783124.

Ventesima tappa LAVARONE VEZZENA.

Dalla piazza di Lavarone si prende a destra la strada asfaltata per Contrà  Albertini, superata la quale si imbocca un sentiero sterrato verso Bertoldi ,si lascia sulla sinistra un piccolo laghetto e si prosegue fino agli impianti sportivi. attraversata la strada provinciale, a sinistra verso Bertoldi vecchia al incrocio con una cappella si riprende a destra il sentiero N.224 per monte Cimone e baita Belem coincidenti all' inizio con i locali sentieri delle " sorgenti" e sentiero della pace. Proseguendo ad un primo incrocio si gira a destra e raggiunta una carreggiabile ci si avvia verso baita Belem ( sent. 223 ). da qui si sale verso il belvedere oltrepassata una sbarra, sino a raggiungere il sentiero N.220 da dove all' incrocio si gira verso Monterovere. Stupendo belvedere sulla Valsugana....gruppo del Brenta e zona Ortles e Cividale. Sempre sul 220 perdiamo quota trovandoci in una strada forestale che a destra ci porta a " piano alto ". Si incontra la strada asfaltata che scende verso Caldonazzo a sinistra ,mentre a destra si prosegue in direzione di Monterovere incontrando l'albergo omonimo ( posto di ristoro )Poco prima giriamo per baita Cangi e busa Verle ( sent. 201e 205 ). L'itinerario ci porta alle rovine del forte di cima Verle, scendiamo per asfalto al passo Vezzena con rifugio ed ambienti per il ristoro aperti tutto l'anno esclusi i mesi di Ottobre/ Novembre. Hotel Vezzena ‪www.hotelvezzena.com    .

Ventunesima tappa Sentiero Europeo E 7 TRATTO VEZZENA/ MALGA LARICI.

Dal passo Vezzena, (hotel Vezzena )si risale la strada asfaltata verso l'ex forte cima Verle, sino ad incrociare poco dopo sulla sinistra il sentiero N.205 che proviene da baita Cangi. Si prosegue diritti ad incontrare il tracciato che porta al pizzo di Levico o Vezzena lo lasciamo a sinistra e per strada asfaltata proseguiamo verso malga Marcai di sopra dove troviamo un cippo commemorativo del periodo bellico 1915/18 del battaglione Bassano. a destra il sentiero N.220 sale dalle malghe Marcai di sotto e Postesina, attraversato il ponticello ( ponte Torino )ci troviamo alla testata della valle Postesina. Seguendo il 220 fino a raggiungere il " fontanone " punto di confine tra la zona Trentina e l' altopiano dei 7 comuni. Termina l' asfalto e su sterrata giungiamo a campo Mandriolo, e porta Manazzo ( possibile deviazione per la sommità )continuando si scende in val formica ed al rifugio Larici (042466383 ) scendiamo ancora sul sentiero N.826 per porta Renzola e cima Portule ed infine malga Larici di sotto! ( 347/2382892 )agriturismo estivo.

Ventiduesima tappa Sentiero Europeo E 7 TRATTO MALGA LARICI/ PIAZZALE LOZZE

percorso abbastanza lungo che ci porta tra le varie ed aspre cime teatro di immani scontri durante il periodo 1915/18. L' ORTIGARA !

Da malga Larici di sotto si sale per il sentiero 826 ( strada sterrata ) sino al bivio verso sinistra incontrando il sentiero N.209 verso porta Renzola a destra in direzione di cime Kempel e Portule. Scesi da porta Kempel per traccia imbocchiamo il numero 208 verso cima 12 passando per ( portello Galmara N.835 ) la cima più alta del altopiano di Asiago, si riscende calpestando il tracciato numero 211abbastanza scosceso verso il bivacco " busa delle dodese " da qui ci immettiamo sul 206 costeggiando cima undici e monte Castelnuovo. All' incrocio con il passo di val Caldiera si tiene la destra in direzione di cima Ortigara ( un rintocco alla campana di vetta per salutare i militi ivi rimasti! ) Dalla cima scendiamo sul sentiero N. 840 verso il baito Ortigara e la chiesetta di Lozze ed omonimo piazzale. Per avere un punto di appoggio si può da poco sopra il piazzale girare a destra per malga Moline su strada bianca ed in 30 minuti a malga Moline Tel. 04240445115.

VARIANTE: E' un immenso castello naturale che domina la Valsugana, dai suoi 1550 metri ,tutto merli, torri, atri e gole, scavati dall'acqua in milioni di anni! Fa parte del grandioso apparato carsico della Fossetta che scarica le sue acque nella grotta Bigonda in Valsugana. E' consigliabile percorrere integralmente il sentiero ben segnalato del " labirinto " per trovarsi nella magia del luogo! Non vuole essere un tratto obbligato per i percorritori del E 7 ma sentitamente consigliato come variante al tracciato ufficiale. Scendendo da cima Ortigara verso il cimitero militare di prato Moline ci teniamo sul sentiero C.A.I. N.842 sino alla busa dei Quaranta all' incrocio con il N. 845 proseguiamo verso lo scoglio bianco ed infine i Castelloni! il sentiero è di facile percorrenza e di sicuro effetto, attenzione allo zaino che non sia troppo affardellato in certi punti il passaggio è veramente stretto!

 

 

Ventiquattresima tappa dal rifugio Marcesina a Foza.

 

Dal rifugio (1310 ) su strada asfaltata ci avviamo per 300 metri prendendo il bivio di sinistra verso il rifugio Ronchetto ( 1330 ), pochi metri più avanti si imbocca la strada forestale chiusa al traffico ( prestare attenzione l' imbocco è poco visibile ! proseguendo su strada asfaltata si arriva a borgo " Cruni " ) per la forestale ci si avvia verso malga Slapeur (1628 ) ci si inerpica per alcuni tornanti trovandosi tosto davanti al bivio della strada proveniente da Galio, noi giriamo a sinistra ( cartelli ) in breve al cimitero Bosniaco ed a malga Slapeur. Possibilità di uno spuntino con prodotti locali. Dalla malga in un ora al monte " fior " (1824 ). consiglio una deviazione al monte Castelgomberto (1771 ). Stiamo camminando in un ecomuseo all' aperto con molteplici sostegni descrittivi delle fasi dei combattimenti 1915/18. Dal monte Fior esiste una scorciatoia verso Foza passando per casera Melette risparmiando un ora di strada, Attenzione si rischia di non vedere la segnaletica C.A.I. Noi seguiremo la strada sterrata che conduce con ampio e comodo giro sempre al paesino di Foza ( 1100 )passando per malga Lora e resti di un cimitero militare Italiano ( 1668 ) Incrociamo la strada asfaltata che seguiamo verso borgo " Cruni " al bivio a destra verso la vicina Foza . tempo di percorrenza circe 6 ore, difficoltà turistica, se si esclude la lunghezza della tappa. Interessi storici/ambientali. sentieri C.A.I. N.861 e 860 oltre ai segni E 7. Altra possibilità per arrivare a Foza, dopo un chilometro circa da malga Lora, troviamo il sentiero C.A.I. 860 che con una deviazione a destra si inoltra nell’ abetaia  conducendoci al pian della “ Futa “ da qui il sentiero diventa carrareccia e si congiunge  alla strada asfaltata ( chiusa al traffico ) poco distante da Foza. Pernottamento al ristorante/hotel “ Foza “  TEL :0424/698092. Mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

 

Tappa da Foza a Valstagna.

Altra lunga tappa, che dal costone dove sorge Foza,( Hotel alpi) ci porta a fondovalle vicino al fiume Brenta. Il primo tratto per cento metri su strada asfaltata sino ad incontrare il cartello C.A.I. sulla sinistra con il numero 800 e cartelli E 7, ripida discesa per prato, sino ad incontrare una mulattiera che ci conduce al borgo di "Stoccaredo" da qui purtroppo abbiamo alcuni chilometri di asfalto sino al borgo di “ Sasso “ poi sarà tutto un piacere scendere per il tracciato ( bene Unesco ) pieno di storia. Difficoltà nessuna, tranne che per i sassi bagnati! Distanza circa sedici chilometri e mezzo. Termina in pianura a 170 metri di altitudine. Foza altitudine M. 1100. Il nome compare la prima volta in un documento del 1085 quando il monastero Benedettino di S. Eufemia riceve in dono dalla famiglia di dei Romano l'intera montagna chiamata " Fugia " nel 1200 con atto notarile passò definitivamente ai Benedettini. Nel 1327 dopo l'atto di soggezione con gli Scaligeri, viene fondata la " Spettabile Reggenza dei 7 comuni di cui farà parte. La storia più recente risale anche qui al 1917 quando venne interamente rasa al suolo. La località di" Sasso" unisce tredici contrade con cinquecento abitanti circa. Assieme a" Stoccaredo" si posiziona sulle ripide propaggini del monte val Bella, proprio sul ciglio del profondo intaglio della val Franzela da dove inizia la famosa discesa di " Calà del Sasso" terminata nel 1383. Con i suoi 4444 scalini veniva usata per trascinare a valle il legname senza dover pagare il dazio al comune di Galio. Sulla stessa per poco si riuscì ad evitare il passaggio delle truppe Austro/Ungariche durante l' offensiva sugli altipiani. Al termine di questa discesa ci ritroviamo ancora su strada asfaltata che seguiremo a sinistra sino al paese di Valstagna. Sentiero C.A.I. 800 e cartelli E 7 sino a Valstagna. Pernottamento e ristoro al osteria/ristorante al Caglieron.

 

 

Valstagna, LONDA a col Moschin   per la val delle “ ore”  proseguendo verso il monte Grappa.

Dalla statale della Valsugana al semaforo in centro paese, verso la  chiesetta di Londa , situata a circa un chilometro da “ Carpanè “. Oltrepassato  il sottopasso ferroviario , a destra si incontrano i primi segnali del sentiero C.A.I. numero 35 ed E7 sentiero Europeo che prosegue sui tracciati N. 33, 36, 40 e 20 verso il rifugio Bassano. Possibilità di ristoro e pernottamento nei fine settimana  alla base del monte Grappa. L’ intero tracciato ha una lunghezza di circa 18 chilometri con un dislivello di  1.700  metri circa. E’ particolarmente gratificante percorrere il sentiero che sul tracciato di una antica mulattiera valligiana, in ambiente in gran parte aperto e panoramico ,ci porta all’ aereo crinale di costa alta. ( numerose opere di guerra e ripari di fortuna ) Più chiuso proseguendo verso “ aste rosse “e “ col Marcioro “ ed il “col Moschin”. La mulattiera  già via di guerra, inizia a fianco di un grande  condominio vicino  ad uno spiazzo verde con una panchina ed un cartello descrittivo di un sentiero locale che seguiremo in parte. (35 ) Ripartiamo dal col Moschin  ( Alcuni metri di tracciato sono su  terreno privato ) verso il rifugio ALPE MADRE( ristoro e pernottamento) proseguendo, il col Felinon, Prà Fiolo e col d’ Anna ! Il col Moschin era modestamente presidiato  da tre batterie e da un reparto di fanteria. Il 14 Giugno 1918 durante la violenta offensiva austriaca “ del solstizio”, truppe ungheresi travolsero  le linee Italiane di casera Anna, col del Felinon, col del Fagheron, spingendosi sino al col Moschin mettendo in seria apprensione il comando Italiano. Decimate dalle fatiche e mancanza di rinforzi  come pure dalla mancanza di sostentamenti, il giorno 16 un battaglione d’ assalto respinse gli ultimi austriaci che ormai senza munizione si difesero sino all’ ultimo sasso! Oggi, una panoramica passeggiata per splendidi pendii erbosi collega questi martoriati colli raggiungendo il rifugio alpe madre sul versante sud/ occidentale del Felinon   percorrendo i sentieri N. 36 e 40. Le superbe vedute sui sette comuni, sull’ Ortigara, sul Pasubio e la pianura veneta  nonché  le più lontane cime dei Lagorai e cima grappa ci inducono certamente ad una sosta ed ad un pensiero forte guardando tutto quel territorio teatro di aspri combattimenti. Imboccando il sentiero N. 33  ci portiamo in breve al col Caprile, Prà della brosa, ed al albergo Finestron. Ora chiuso ed in disuso.

                      Dal Finestron... altro tratto di E 7! verso il Grappa.

 

Lasciato il sentiero C.A.I. N. 35 percorriamo il N.40 passando al RIFUGIO ALPE MADRE ( possibile punto di ristoro e pernottamento ) su strada bianca sino a colli alti dove giriamo a sinistra sempre su strada comunale sino al Finestron. Oppure dopo il bivio a poche centinaia di metri possiamo imboccare il sentiero N. 40,parellelo alla strada ,solo su versante opposto. alcune opere di guerra sono ancora visibili mentre percorriamo l'abetaia con dolci saliscendi, ci troveremo sempre al citato ex albergo. Attraversiamo la strada asfaltata ed a sinistra del edificio in lieve salita troviamo il sentiero N.20 e tabelle ( E 7 )che seguiremo attraverso gli Asoloni, con continui passaggi da una collina all' altra sino al ossario del monte Grappa. l'ultimo tratto ,per il monte è abbastanza irto e si prende attraversata la provinciale 141.Strada che si può seguire anche a destra e poi al primo bivio a sinistra per trovarci al rifugio Bassano nostra momentanea meta. Da visitare abbiamo l' ossario, la caserma museo " Milano" e la ardita galleria di " Vittorio Emanuele ". E' consigliabile fermarsi un intero giorno visitando tutti i manufatti dell' epoca ,come pure i monti Solaroli che descriverò più avanti!

 

ESCURSIONE CONSIGLIATA DI NOTEVOLE INTERESSE :“CIMA GRAPPA – SALAROLI”

“IL TRATTO PIU’ SIGNIFICATIVO DELL’ALTA VIA DEGLI EROI”

Se percorrendo il sentiero E7 avete una giornata a disposizione, vi consigliamo di effettuare questa escursione, molto importante dal punto di vista storico e paesaggistico. Il percorso non presenta particolari difficoltà tecniche, fatta eccezione per la lunghezza dello stesso. Fino al Monte Valderoa è un facile saliscendi, poi s’inizia la lunga discesa che porta a Pian dea Bala. Dal parcheggio del rifugio Bassano dirigendosi verso la scalinata che sale al sacrario si nota, sulla destra, la tabella del sentiero n. 156 “Col dell’Orso – Valderoa”; da questo punto lo sguardo segue tutto il profilo del crinale fino al Monte Valderoa. Imbocchiamo questo sentiero, che arriva alla “Croce dei Lebi” mt. 1.574, attraversando prati fioriti e resti di trincee della Prima Guerra Mondiale. Continuando sempre sulla dorsale incontriamo la deviazione per malga “Valpore di Cima” e “Valpore di Fondo”. Dopo circa un'ora, passando per M. Casonet mt. 1.614, si arriva a Col Dell’Orso mt. 1.679; qui la visuale spazia a 360° sia a nord sulle vette Feltrine, agordine e le Dolomiti Bellunesi, a nord ovest le Pale di San Martino e a ovest l’altopiano di Asiago, a est la sottostante Valle delle Mure e in lontananza il fiume Piave con la dorsale del Montello. Un’ora e un quarto dopo giungiamo ad una prima croce e dopo alla Croce dei Salaroli, ove una lapide ricorda il sacrificio dei battaglioni del IV° Reggimento Alpini. Da qui in discesa si giunge alla forcella Valderoa mt. 1.477, a questo punto è possibile salire ulteriormente alla Cima Valderoa o continuare in discesa prendendo il sentiero 157 in direzione di malga “Salarol” (oggi solo adibita a ricovero ovini). Superata la malga, si segue una stradina bianca fino alla prima curva qui si prende il sentiero contrassegnato dai segnavia TV1 e 157 che s’inoltra decisamente nel bosco. Dopo circa 15 minuti si arriva a malga “Cason del Sol”, dove si può mangiare e pernottare (10 posti letto, aperta da maggio a settembre). Dopo l’eventuale sosta, si arriva al Pian dea Bala, dove si prende sulla sinistra il sentiero E7 che porta alle Meatte o salire su stradina cementata a destra a malga “Val Vecia” con possibilità di ristoro (solo periodo estivo) o bivacco gestito dal CAI (6 posti disponibili tutto l’anno). Da Cima Mandria si segue la dorsale in discesa che porta al Monte Palon .Questo tratto è sicuramente il più panoramico dell’intero percorso in quando offre un’ottima visione sulla sottostante pianura, sul Piave, sul Montello e i Colli Asolani. Si incontrano inoltre trincee ripristinate dai gruppi alpini della zona. L’orientamento risulta facile per la presenza di una grande croce bianca sulla sommità del Monte Palon. Continuando in discesa sulla dorsale ci si inoltra nel bosco e dopo una leggera salita si giunge alla croce in legno posta sulla cima di Castel Cesil Da questo punto bisogna fare attenzione sempre in discesa sul bosco alla presenza della recinzione in filo spinato parallela al sentiero che delimita proprietà private. Si arriva così alla Trattoria Miet con possibilità di ristoro. Per eventuale pernottamento (con cena) si può continuare su strada asfaltata fino al cartello con indicazione Agriturismo Croda Bianca (15-20 minuti da Trattoria Miet). 

Tredicesima tappa: Rifugio Campogrosso/ Achille Papa.

Dal rifugio Campogrosso (1456 ) si intraprende la strada asfaltata denominata delle sette fontane alla quale corrisponde anche il sentiero della pace N. 173; dopo un leggero pianoro la strada è tutta in discesa. Il monte Carega è visibile dalle vicinanze del rifugio. In un ora circa al passo pian delle Fugazze (1162 ) due alberghi /ristorante in loco. Interessante è la visita all' ossario del monte Pasubio che raccoglie i resti delle vittime della prima guerra mondiale. Attraversata la strada, si segue il sent.179 fino a malga val di fieno (1481 ) proseguiamo fino alla galleria d' Havet, imboccando il sent.399 arriviamo al rifugio Achille Papa, ( 1928 ) è possibile incontrare fauna rupestre, mentre in primavera è molto rigogliosa la flora locale. Dislivello M. 635. Tempo di percorrenza circa 4 ore! Per Il pernottamento al numero 0445/630233

Quattordicesima tappa: Rifugio A. Papa - Posina.

Dal rifugio Papa si imbocca il sentiero N. 366 delle 52 gallerie, è indispensabile la torcia elettrica. dopo una leggera salita iniziale, sarà tutta discesa, strada facendo i punti panoramici verso la pianura e la citta di Schio, oltre a molti altri, ci daranno anche il tempo di avvederci del grande ed ingegnoso lavoro svolto dai militari ( 1915/18 ) per trasportare gli approvvigionamenti in prima linea. E' doveroso rammentare che il tracciato può presentare delle difficoltà dovute alle condizioni meteo. Al termine di detto sentiero ci troviamo a Bocca Campiglia ( m. 1216 ) nel recente museo all' aperto con panelli descrittivi delle varie fasi della battaglie svoltesi nei dintorni. Dal passo dello Xomo si percorrono circa 6 chilometri di strada asfaltata per giungere a Posina ( m.544 ) In paese possiamo rifornirci di medicinali ed alimentari. I posti di accoglienza e pernottamento :albergo al Garibaldino tel.0445/748023.

albergo all' Alpino tel.0445/748019..Oppure B&B grillo giallo tel. 0445/748381. percorrenza ore 5 circa .

Quindicesima tappa: Da Posina a Laghi.

Da Posina si percorre la strada provinciale verso passo della Borcola, raggiunta la contrada Ganna ( m.649 ), sulla destra parte una mulattiera N.505 che ci porta a casa Betta (m.887 )passando per contrada Lambre salendo arriviamo al passo Colombo ( 1390 m. ) . Passato lo spartiacque a destra imbocchiamo il sentiero n.511 sino a cima Castelle (m.1474 ). Ottimo punto di osservazione sul monte Majo, la val Posina ed anche la valle dei Laghi, il Pasubio ed il monte Gamonda. Da cima Castelle scendiamo verso contrada Xausa sempre per crinale (m. 954 )seguono numerose altre contrade da attraversare trovandoci finalmente al paesino di Laghi ( trattorie ed alimentari )( m.535.) Pernottamento alla fattoria didattica di Susanna Miola tel. 0445/714123. Dislivello m.955. Difficoltà E più alcuni tratti di EE. escursionistico ed escursionisti esperti.

 

Sedicesima tappa: Da Laghi al rifugio Valbona.

Dalla fattoria di Susanna seguiamo la strada che ci riporta a Laghi. Nei pressi del lago minore, attraversiamo il ponte, a destra imbocchiamo una stradina sterrata raggiungendo il sentiero C.A.I. n.525 , saliamo lungo il crinale sino a raggiungere la contrada Collegio ( m.744 ). Oltrepassata la al tornante imbocchiamo il sentiero a sinistra entrando nella val Scarabozza ,aspra e suggestiva. continuiamo su irto tracciato incontrando finalmente una zona prativa dove il sentiero diventa strada bianca. questa zona è ben curata ed oltre ai bovini al pascolo si possono intravedere molteplici specie di fauna alpina. Passata la malga Campoluzzo di mezzo ( 1401 m.)riprendiamo il sentiero sulla destra e ci avviamo al rifugio Valbona ( m.1688 ). pernottamento stagionale telefonando al cell. 3482307418 oppure  www.rifugiovalbona.com

Diciassettesima tappa: Rifugio Valbona/ Tonezza del Cimone.

Dal rifugio Valbona per asfalto alla forcella " Molon " (1829 ). Ancora per asfalto al rifugio Rumor ( m.1658 ) proseguiamo per breve sino ad incontrare l' inizio del sentiero N.538 che seguiremo camminando nella valle di Barbarena Bastarda, al bivio lasciamo il 538 ed a sinistra ci incamminiamo ad incontrare la contrada " Valle " ( m.1037 ). pernottiamo nel vicino paese di Tonezza del Cimone (m991 m). alberghi: Bucaneve Tel.0445/749059. Vicenza tel.0445/749061 . Trentino tel.0445/749039. Dislivello M.140 circa.

Diciottesima Tappa: Tratto Tonezza/ Fiorentini Da Tonezza ( m.1000 ) si prosegue per la strada provinciale dei Fiorentini per le Contrà Pettinà, Sella, incrocio per Contrà Girotti e sentiero n.537. Albergo ristorante chiosco alpino ( m.1200 ) possibilità di ristoro e pernottamento ( 0445/749079 ). Di fronte al bar si imbocca la vecchia strada per il passo della vena, prima del tornante si incrocia a sinistra il sentiero 537 che sale a Tonezza, si re incontra la strada della vena che seguiremo sino al sentiero n.561 per Campomolon. incontrando la galleria stradale proseguiamo seguendo i segni bianco/rossi, a sinistra ( sent. 538/561 )verso l'ex forte Campomolon, prestare attenzione in caso di scarsa visibilità. Un punto di riferimento sono le antenne sul monte stesso. il sito è parzialmente visitabile con tabelle descrittive in loco. Dal forte si scende fino a forcella Molon ( m.1750 ) per sentiero n.569, poi a destra per N.569/571 per valle delle Lanze con scarsa segnaletica ci avviamo su sentiero e poi strada bianca verso " baito Melegnon e Tomaselli. al termine della discesa si re incontra la strada asfaltata e, girando a sinistra in breve l' albergo Fiorentini ( Tel.0445/746080 ) ed il rifugio monte Coston . Tel ( 0445/749174 ).

Diciannovesima tappa: Tratto Fiorentini/ Lavarone.

Dalla località Fiorentini ci avviamo verso malga Posta, per carrareccia poi, raggiungiamo l' albergo forte Cherle ( Tel. 0464/765103 ) al incrocio con il sentiero Europeo ( E 5 ). visitati i ruderi ,scendiamo a destra verso la sorgente di S. Fermo, proseguiamo a destra per Cueli liberi e Carbonare, sempre seguendo il sentiero della pace parallelo al torrente Astico. Poco più avanti incrociamo ancora l' E 5 che si può imboccare fino a Carbonare, oppure proseguire sino ad incontrare l' indicazione della " 100 km. dei forti che ci porta nel centro del paese in prossimità della chiesa. Proseguendo in direzione di Lavarone, si tralascia a destra la strada per Nosellari e dopo circa un chilometro si imbocca il sentiero in salita verso il monte Rust e l'osservatorio Austriaco ( ruderi ) proseguiamo ancora a sinistra sino a raggiungere l' abitato di Lavarone. località Chiesa. pernottamento presso l' albergo ristorante Esperia Tel 0464/783124.

Ventesima tappa LAVARONE VEZZENA.

Dalla piazza di Lavarone si prende a destra la strada asfaltata per Contrà  Albertini, superata la quale si imbocca un sentiero sterrato verso Bertoldi ,si lascia sulla sinistra un piccolo laghetto e si prosegue fino agli impianti sportivi. attraversata la strada provinciale, a sinistra verso Bertoldi vecchia al incrocio con una cappella si riprende a destra il sentiero N.224 per monte Cimone e baita Belem coincidenti all' inizio con i locali sentieri delle " sorgenti" e sentiero della pace. Proseguendo ad un primo incrocio si gira a destra e raggiunta una carreggiabile ci si avvia verso baita Belem ( sent. 223 ). da qui si sale verso il belvedere oltrepassata una sbarra, sino a raggiungere il sentiero N.220 da dove all' incrocio si gira verso Monterovere. Stupendo belvedere sulla Valsugana....gruppo del Brenta e zona Ortles e Cividale. Sempre sul 220 perdiamo quota trovandoci in una strada forestale che a destra ci porta a " piano alto ". Si incontra la strada asfaltata che scende verso Caldonazzo a sinistra ,mentre a destra si prosegue in direzione di Monterovere incontrando l'albergo omonimo ( posto di ristoro )Poco prima giriamo per baita Cangi e busa Verle ( sent. 201e 205 ). L'itinerario ci porta alle rovine del forte di cima Verle, scendiamo per asfalto al passo Vezzena con rifugio ed ambienti per il ristoro aperti tutto l'anno esclusi i mesi di Ottobre/ Novembre. Hotel Vezzena ‪www.hotelvezzena.com    .

Ventunesima tappa Sentiero Europeo E 7 TRATTO VEZZENA/ MALGA LARICI.

Dal passo Vezzena, (hotel Vezzena )si risale la strada asfaltata verso l'ex forte cima Verle, sino ad incrociare poco dopo sulla sinistra il sentiero N.205 che proviene da baita Cangi. Si prosegue diritti ad incontrare il tracciato che porta al pizzo di Levico o Vezzena lo lasciamo a sinistra e per strada asfaltata proseguiamo verso malga Marcai di sopra dove troviamo un cippo commemorativo del periodo bellico 1915/18 del battaglione Bassano. a destra il sentiero N.220 sale dalle malghe Marcai di sotto e Postesina, attraversato il ponticello ( ponte Torino )ci troviamo alla testata della valle Postesina. Seguendo il 220 fino a raggiungere il " fontanone " punto di confine tra la zona Trentina e l' altopiano dei 7 comuni. Termina l' asfalto e su sterrata giungiamo a campo Mandriolo, e porta Manazzo ( possibile deviazione per la sommità )continuando si scende in val formica ed al rifugio Larici (042466383 ) scendiamo ancora sul sentiero N.826 per porta Renzola e cima Portule ed infine malga Larici di sotto! ( 347/2382892 )agriturismo estivo.

Ventiduesima tappa Sentiero Europeo E 7 TRATTO MALGA LARICI/ PIAZZALE LOZZE

percorso abbastanza lungo che ci porta tra le varie ed aspre cime teatro di immani scontri durante il periodo 1915/18. L' ORTIGARA !

Da malga Larici di sotto si sale per il sentiero 826 ( strada sterrata ) sino al bivio verso sinistra incontrando il sentiero N.209 verso porta Renzola a destra in direzione di cime Kempel e Portule. Scesi da porta Kempel per traccia imbocchiamo il numero 208 verso cima 12 passando per ( portello Galmara N.835 ) la cima più alta del altopiano di Asiago, si riscende calpestando il tracciato numero 211abbastanza scosceso verso il bivacco " busa delle dodese " da qui ci immettiamo sul 206 costeggiando cima undici e monte Castelnuovo. All' incrocio con il passo di val Caldiera si tiene la destra in direzione di cima Ortigara ( un rintocco alla campana di vetta per salutare i militi ivi rimasti! ) Dalla cima scendiamo sul sentiero N. 840 verso il baito Ortigara e la chiesetta di Lozze ed omonimo piazzale. Per avere un punto di appoggio si può da poco sopra il piazzale girare a destra per malga Moline su strada bianca ed in 30 minuti a malga Moline Tel. 04240445115.

VARIANTE: E' un immenso castello naturale che domina la Valsugana, dai suoi 1550 metri ,tutto merli, torri, atri e gole, scavati dall'acqua in milioni di anni! Fa parte del grandioso apparato carsico della Fossetta che scarica le sue acque nella grotta Bigonda in Valsugana. E' consigliabile percorrere integralmente il sentiero ben segnalato del " labirinto " per trovarsi nella magia del luogo! Non vuole essere un tratto obbligato per i percorritori del E 7 ma sentitamente consigliato come variante al tracciato ufficiale. Scendendo da cima Ortigara verso il cimitero militare di prato Moline ci teniamo sul sentiero C.A.I. N.842 sino alla busa dei Quaranta all' incrocio con il N. 845 proseguiamo verso lo scoglio bianco ed infine i Castelloni! il sentiero è di facile percorrenza e di sicuro effetto, attenzione allo zaino che non sia troppo affardellato in certi punti il passaggio è veramente stretto!

 

 

Ventiquattresima tappa dal rifugio Marcesina a Foza.

 

Dal rifugio (1310 ) su strada asfaltata ci avviamo per 300 metri prendendo il bivio di sinistra verso il rifugio Ronchetto ( 1330 ), pochi metri più avanti si imbocca la strada forestale chiusa al traffico ( prestare attenzione l' imbocco è poco visibile ! proseguendo su strada asfaltata si arriva a borgo " Cruni " ) per la forestale ci si avvia verso malga Slapeur (1628 ) ci si inerpica per alcuni tornanti trovandosi tosto davanti al bivio della strada proveniente da Galio, noi giriamo a sinistra ( cartelli ) in breve al cimitero Bosniaco ed a malga Slapeur. Possibilità di uno spuntino con prodotti locali. Dalla malga in un ora al monte " fior " (1824 ). consiglio una deviazione al monte Castelgomberto (1771 ). Stiamo camminando in un ecomuseo all' aperto con molteplici sostegni descrittivi delle fasi dei combattimenti 1915/18. Dal monte Fior esiste una scorciatoia verso Foza passando per casera Melette risparmiando un ora di strada, Attenzione si rischia di non vedere la segnaletica C.A.I. Noi seguiremo la strada sterrata che conduce con ampio e comodo giro sempre al paesino di Foza ( 1100 )passando per malga Lora e resti di un cimitero militare Italiano ( 1668 ) Incrociamo la strada asfaltata che seguiamo verso borgo " Cruni " al bivio a destra verso la vicina Foza . tempo di percorrenza circe 6 ore, difficoltà turistica, se si esclude la lunghezza della tappa. Interessi storici/ambientali. sentieri C.A.I. N.861 e 860 oltre ai segni E 7. Altra possibilità per arrivare a Foza, dopo un chilometro circa da malga Lora, troviamo il sentiero C.A.I. 860 che con una deviazione a destra si inoltra nell’ abetaia  conducendoci al pian della “ Futa “ da qui il sentiero diventa carrareccia e si congiunge  alla strada asfaltata ( chiusa al traffico ) poco distante da Foza. Pernottamento al ristorante/hotel “ Foza “  TEL :0424/698092. Mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

 

Tappa da Foza a Valstagna.

Altra lunga tappa, che dal costone dove sorge Foza,( Hotel alpi) ci porta a fondovalle vicino al fiume Brenta. Il primo tratto per cento metri su strada asfaltata sino ad incontrare il cartello C.A.I. sulla sinistra con il numero 800 e cartelli E 7, ripida discesa per prato, sino ad incontrare una mulattiera che ci conduce al borgo di "Stoccaredo" da qui purtroppo abbiamo alcuni chilometri di asfalto sino al borgo di “ Sasso “ poi sarà tutto un piacere scendere per il tracciato ( bene Unesco ) pieno di storia. Difficoltà nessuna, tranne che per i sassi bagnati! Distanza circa sedici chilometri e mezzo. Termina in pianura a 170 metri di altitudine. Foza altitudine M. 1100. Il nome compare la prima volta in un documento del 1085 quando il monastero Benedettino di S. Eufemia riceve in dono dalla famiglia di dei Romano l'intera montagna chiamata " Fugia " nel 1200 con atto notarile passò definitivamente ai Benedettini. Nel 1327 dopo l'atto di soggezione con gli Scaligeri, viene fondata la " Spettabile Reggenza dei 7 comuni di cui farà parte. La storia più recente risale anche qui al 1917 quando venne interamente rasa al suolo. La località di" Sasso" unisce tredici contrade con cinquecento abitanti circa. Assieme a" Stoccaredo" si posiziona sulle ripide propaggini del monte val Bella, proprio sul ciglio del profondo intaglio della val Franzela da dove inizia la famosa discesa di " Calà del Sasso" terminata nel 1383. Con i suoi 4444 scalini veniva usata per trascinare a valle il legname senza dover pagare il dazio al comune di Galio. Sulla stessa per poco si riuscì ad evitare il passaggio delle truppe Austro/Ungariche durante l' offensiva sugli altipiani. Al termine di questa discesa ci ritroviamo ancora su strada asfaltata che seguiremo a sinistra sino al paese di Valstagna. Sentiero C.A.I. 800 e cartelli E 7 sino a Valstagna. Pernottamento e ristoro al osteria/ristorante al Caglieron.

 

 

Valstagna, LONDA a col Moschin   per la val delle “ ore”  proseguendo verso il monte Grappa.

Dalla statale della Valsugana al semaforo in centro paese, verso la  chiesetta di Londa , situata a circa un chilometro da “ Carpanè “. Oltrepassato  il sottopasso ferroviario , a destra si incontrano i primi segnali del sentiero C.A.I. numero 35 ed E7 sentiero Europeo che prosegue sui tracciati N. 33, 36, 40 e 20 verso il rifugio Bassano. Possibilità di ristoro e pernottamento nei fine settimana  alla base del monte Grappa. L’ intero tracciato ha una lunghezza di circa 18 chilometri con un dislivello di  1.700  metri circa. E’ particolarmente gratificante percorrere il sentiero che sul tracciato di una antica mulattiera valligiana, in ambiente in gran parte aperto e panoramico ,ci porta all’ aereo crinale di costa alta. ( numerose opere di guerra e ripari di fortuna ) Più chiuso proseguendo verso “ aste rosse “e “ col Marcioro “ ed il “col Moschin”. La mulattiera  già via di guerra, inizia a fianco di un grande  condominio vicino  ad uno spiazzo verde con una panchina ed un cartello descrittivo di un sentiero locale che seguiremo in parte. (35 ) Ripartiamo dal col Moschin  ( Alcuni metri di tracciato sono su  terreno privato ) verso il rifugio ALPE MADRE( ristoro e pernottamento) proseguendo, il col Felinon, Prà Fiolo e col d’ Anna ! Il col Moschin era modestamente presidiato  da tre batterie e da un reparto di fanteria. Il 14 Giugno 1918 durante la violenta offensiva austriaca “ del solstizio”, truppe ungheresi travolsero  le linee Italiane di casera Anna, col del Felinon, col del Fagheron, spingendosi sino al col Moschin mettendo in seria apprensione il comando Italiano. Decimate dalle fatiche e mancanza di rinforzi  come pure dalla mancanza di sostentamenti, il giorno 16 un battaglione d’ assalto respinse gli ultimi austriaci che ormai senza munizione si difesero sino all’ ultimo sasso! Oggi, una panoramica passeggiata per splendidi pendii erbosi collega questi martoriati colli raggiungendo il rifugio alpe madre sul versante sud/ occidentale del Felinon   percorrendo i sentieri N. 36 e 40. Le superbe vedute sui sette comuni, sull’ Ortigara, sul Pasubio e la pianura veneta  nonché  le più lontane cime dei Lagorai e cima grappa ci inducono certamente ad una sosta ed ad un pensiero forte guardando tutto quel territorio teatro di aspri combattimenti. Imboccando il sentiero N. 33  ci portiamo in breve al col Caprile, Prà della brosa, ed al albergo Finestron. Ora chiuso ed in disuso.

                      Dal Finestron... altro tratto di E 7! verso il Grappa.

 

Lasciato il sentiero C.A.I. N. 35 percorriamo il N.40 passando al RIFUGIO ALPE MADRE ( possibile punto di ristoro e pernottamento ) su strada bianca sino a colli alti dove giriamo a sinistra sempre su strada comunale sino al Finestron. Oppure dopo il bivio a poche centinaia di metri possiamo imboccare il sentiero N. 40,parellelo alla strada ,solo su versante opposto. alcune opere di guerra sono ancora visibili mentre percorriamo l'abetaia con dolci saliscendi, ci troveremo sempre al citato ex albergo. Attraversiamo la strada asfaltata ed a sinistra del edificio in lieve salita troviamo il sentiero N.20 e tabelle ( E 7 )che seguiremo attraverso gli Asoloni, con continui passaggi da una collina all' altra sino al ossario del monte Grappa. l'ultimo tratto ,per il monte è abbastanza irto e si prende attraversata la provinciale 141.Strada che si può seguire anche a destra e poi al primo bivio a sinistra per trovarci al rifugio Bassano nostra momentanea meta. Da visitare abbiamo l' ossario, la caserma museo " Milano" e la ardita galleria di " Vittorio Emanuele ". E' consigliabile fermarsi un intero giorno visitando tutti i manufatti dell' epoca ,come pure i monti Solaroli che descriverò più avanti!

 

ESCURSIONE CONSIGLIATA DI NOTEVOLE INTERESSE :“CIMA GRAPPA – SALAROLI”

“IL TRATTO PIU’ SIGNIFICATIVO DELL’ALTA VIA DEGLI EROI”

Se percorrendo il sentiero E7 avete una giornata a disposizione, vi consigliamo di effettuare questa escursione, molto importante dal punto di vista storico e paesaggistico. Il percorso non presenta particolari difficoltà tecniche, fatta eccezione per la lunghezza dello stesso. Fino al Monte Valderoa è un facile saliscendi, poi s’inizia la lunga discesa che porta a Pian dea Bala. Dal parcheggio del rifugio Bassano dirigendosi verso la scalinata che sale al sacrario si nota, sulla destra, la tabella del sentiero n. 156 “Col dell’Orso – Valderoa”; da questo punto lo sguardo segue tutto il profilo del crinale fino al Monte Valderoa. Imbocchiamo questo sentiero, che arriva alla “Croce dei Lebi” mt. 1.574, attraversando prati fioriti e resti di trincee della Prima Guerra Mondiale. Continuando sempre sulla dorsale incontriamo la deviazione per malga “Valpore di Cima” e “Valpore di Fondo”. Dopo circa un'ora, passando per M. Casonet mt. 1.614, si arriva a Col Dell’Orso mt. 1.679; qui la visuale spazia a 360° sia a nord sulle vette Feltrine, agordine e le Dolomiti Bellunesi, a nord ovest le Pale di San Martino e a ovest l’altopiano di Asiago, a est la sottostante Valle delle Mure e in lontananza il fiume Piave con la dorsale del Montello. Un’ora e un quarto dopo giungiamo ad una prima croce e dopo alla Croce dei Salaroli, ove una lapide ricorda il sacrificio dei battaglioni del IV° Reggimento Alpini. Da qui in discesa si giunge alla forcella Valderoa mt. 1.477, a questo punto è possibile salire ulteriormente alla Cima Valderoa o continuare in discesa prendendo il sentiero 157 in direzione di malga “Salarol” (oggi solo adibita a ricovero ovini). Superata la malga, si segue una stradina bianca fino alla prima curva qui si prende il sentiero contrassegnato dai segnavia TV1 e 157 che s’inoltra decisamente nel bosco. Dopo circa 15 minuti si arriva a malga “Cason del Sol”, dove si può mangiare e pernottare (10 posti letto, aperta da maggio a settembre). Dopo l’eventuale sosta, si arriva al Pian dea Bala, dove si prende sulla sinistra il sentiero E7 che porta alle Meatte o salire su stradina cementata a destra a malga “Val Vecia” con possibilità di ristoro (solo periodo estivo) o bivacco gestito dal CAI (6 posti disponibili tutto l’anno). Da Cima Mandria si segue la dorsale in discesa che porta al Monte Palon .Questo tratto è sicuramente il più panoramico dell’intero percorso in quando offre un’ottima visione sulla sottostante pianura, sul Piave, sul Montello e i Colli Asolani. Si incontrano inoltre trincee ripristinate dai gruppi alpini della zona. L’orientamento risulta facile per la presenza di una grande croce bianca sulla sommità del Monte Palon. Continuando in discesa sulla dorsale ci si inoltra nel bosco e dopo una leggera salita si giunge alla croce in legno posta sulla cima di Castel Cesil Da questo punto bisogna fare attenzione sempre in discesa sul bosco alla presenza della recinzione in filo spinato parallela al sentiero che delimita proprietà private. Si arriva così alla Trattoria Miet con possibilità di ristoro. Per eventuale pernottamento (con cena) si può continuare su strada asfaltata fino al cartello con indicazione Agriturismo Croda Bianca (15-20 minuti da Trattoria Miet). 

Per partecipare alle gite ed alle escursioni proposte dal gruppo escursionistico Pèdia davo Pèdia è obbligatoria l'iscrizione, che deve essere effettuata telefonicamente unicamente agli accompagnatori titolari del escursione
Le iscrizioni si ricevono dalle ore 16.00 alle ore 21.00 a partire dal mercoledì antecedente l'escursione fino al venerdì sera (salvo diverse indicazioni*). Eventuali prenotazioni giunte oltre tale termine non saranno accettate. I dati richiesti sono i seguenti:
- SOCI F.I.E. Cognome, Nome, Città di residenza e recapito telefonico.
- NON SOCI: cognome, Nome, Città di residenza, Data di nascita e recapito telefonico.
I costi di iscrizione e partecipazione alle escursioni sono riportati nella seguente tabella. La tariffa per i NON SOCI F.I.E. è maggiorata a causa degli obblighi assicurativi da assolvere nei loro confronti. I prezzi si riferiscono unicamente al costo dell'es cursione. Si intendono esclusi tutti i costi aggiuntivi derivanti dalle prestazioni "extra", quali ad esempio:


- Pranzo, cena o pernotti in Rifugio
- Noleggio pullman per i trasferimenti
- Eventuali pedaggi stradali in vigore per raggiungere la meta
- Costi degli impianti di risalita, funivie, seggiovie ecc.ecc.
- Ingressi a mostre, musei, parchi naturali ecc.ecc.
1 giornata 2 giornate 3 giornate


* Per alcune escursioni "particolari", ad esempio della durata di più giorni, in luoghi particolarmente distanti o che comunque necessitano di riservare posti in Rifugio o prenotare mezzi di trasporto, saranno richieste modalità di iscrizione diverse, espressamente citate nello spazio dedicato alla descrizione della gita
II responsabile dell'escursione o per esso il Presidente del gruppo escursionistico Pèdia davo Pèdia si riservano la facoltà di modificare o annullare il programma, anche in corso di svolgimento, qualora, a loro insindacabile giudizio e per qualsiasi causa, vengano a mancare le necessarie condizioni di sicurezza. Il responsabile dell'escursione è inoltre autorizzato a declinare l'accettazione dell'iscrizione, qualora ritenga insufficiente il grado di preparazione psico-fisica o l'esperienza in possesso del richiedente in relazione alle attitudini ritenute.

 

Dettagli Poliza Assicurativa


Pèdia davò Pèdia

 

Pèdia davò Pèdia (orma dopo orma) è il nome del nuovo gruppo escursionistico, nato il primo settembre 2008.Lo scopo di tale gruppo, è principalmente volto ad accompagnare quei numerosi gruppi di persone, le quali, desiderose di percorrere quei sentieri più consoni alle loro possibilità , cercano degli accompagnatori che possano illustrare loro le bellezze e sconosciute meraviglie dei fondovalle o comunque raggiungibili con sentieri che non comportino l’uso di particolari attrezzature (corde imbraghi ecc.). Le uniche cose che costoro cercano è la sicurezza e la presenza di amici che possano loro trasmettere quelle emozioni e nozioni di storia, usi ,costumi e quant’altro gli itinerari percorsi offrono.

 

A parere nostro questo tipo di escursionismo sta prendendo sempre più (perdonate) piede. La provincia da noi abitata merita sicuramente di essere vissuta anche da questo tipo di escursionista .
Il gruppo si è associato alla F.I E. (federazione italiana per l’escursionismo) per quanto concerne assicurazioni, tesseramenti e statuto generale. Le nostre possibilità come volontari ci permettono di accompagnare, oltre ai soci, sia Italiani che Esteri, anche tutti quei gruppi privi di accompagnatori che ne facciano richiesta, scuole, pro loco, rientrano nel nostro statuto.

 


Il secondo scopo, ma non meno importante, è la manutenzione del territorio con la sua sentieristica, generalmente affianchiamo le associazioni C.A.I. di appartenenza. Il sentiero a lunga percorrenza è di nostra competenza, la provincia è attraversata dal segmento del sentiero Europeo E/7.

 

Menu Utente

depaoladesign.com