Monte Peron - 26 marzo 2016

 

Scritture antiche ci raccontano di un terribile terremoto avvenuto il 7 gennaio 1114, che avrebbe provocato una frana talmente enorme da seppellire un villaggio intero chiamato “Cordovol”, sito nella località allora nota come “Cornia”. Più o meno il luogo coinciderebbe con l’ubicazione attuale della Certosa di Vedana e le tracce rimaste sarebbero quei blocchi sparsi per un raggio di centinaia di metri conosciuti come le “Masiere di Vedana”. Studi fatti recentemente hanno effettivamente costatato l’affinità di questi resti con la roccia del Monte Perón, datandone però lo stacco addirittura alla fine dell’ultima glaciazione, quindi molto antecedente all’episodio prima citato. Sciogliendosi, il ghiacciaio dell’Agordino ne avrebbe provocato il crollo, trasportandone poi le macerie per oltre cinque chilometri, dove le vediamo ora. Si scrive perciò di due avvenimenti ben diversi e ben distanti tra loro. Il leggendario “Monte Martiano” il cui parziale crollo avrebbe sacrificato un intero paese e deviato il corso del Cordevole, sarebbe più probabilmente l’odierno Piz de Vedana. Riconosciuto innocente il Monte Perón è tuttavia monitorato per la presenza di diverse fratture che interessano la solita parete sud occidentale, ma che non sembrano comunque preoccupare le autorità competenti. Quella stessa parete che tutti i giorni fa girare lo sguardo dell’automobilista in viaggio verso Agordo e dei residenti, magari all’uscita del bar o del supermercato, intenti nel loro quotidiano, trovano il tempo per lanciargli un’occhiata di tanto in tanto, controllando che sia tutto a posto e anche per ammirarlo. Gli sportivi lo salgono regolarmente per allenarsi e probabilmente sono gli stessi che in occasione delle festività più importanti, vi trasportano a braccia fin sulla cima il generatore elettrico per illuminare la grande croce. Cosa non da poco conosciuta la ripidezza del sentiero che vi accede. Il Monte Perón è una delle elevazioni minori della Schiara, il colpo d’occhio che regala affranca della breve ma faticosa salita. Domina le verdi alture bellunesi e i paesi che le impreziosiscono.

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Da Sedico si seguono le indicazioni per Libano - Barp, arrivati a Barp si prende la strada che sale verso Pian dei Castaldi e si prosegue fino al termine della strada. Piccolo parcheggio. La località è Pian della Fraina, parcheggiare li. Itinerario breve ma articolato con un lungo tratto di cresta fatto di saliscendi e con tratti non banali adatto ad Escursioni Esperti.

Saliamo per il sentiero segnato che con buona traccia si innalza sulle pendici del monte Peron in direzione nord est. Poco dopo si incontra un caratteristico arco di pietra, il sentiero continua a salire e una volta raggiunto un bivio (indicazioni per Pala Alta e Monte Peron) si prosegue a sinistra salendo. Si raggiunge in breve la chiesetta di S. Giorgio. Di fronte alla chiesetta si sale per facili roccette per riprendere il sentiero che in breve conduce alla ponta di S. Giorgio. Da qui iniziano una serie di saliscendi sempre sul filo di cresta, sempre su sentiero ben visibile anche se nel bosco. Nei vari saliscendi ci sono un paio di passaggi attrezzati con corde fisse intorno al I grado. Poco sotto la cima si intravvede il sentiero che si prenderà in discesa, si sale fino alla vetta da dove si ammira un panorama che spazia su tutta la Valbelluna e oltre verso sud e le Dolomiti a Nord.

Si ritorna per la via di salita fino al bivio e raggiuntolo si scende per il sentiero che a volte si va molto ripido e permette una discesa veloce verso il parcheggio.

 

 

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