Trekking di due giorni con trasferimenti privati, pernottamento al rifugio posa punner

Ritrovo e partenza alle ore 8.30 a Ponte mas (si possono concordare altri luoghi di ritrovo)

 

PROGRAMMA

23/ 24 /07/2017 – partenza da Segusino e proseguimento per strade sterrate e buoni sentieri fino a Malga Barbaria (1455 m), proseguendo poi per Malga Mariech (1502 m) e da qui per cresta panoramica fino al Rifugio Posa Puner (1333 m) Pernottamento. Tempo previsto ore 5. Difficoltà E.

24/07/2017 - Colazione e proseguimento per il sentiero di cresta verso Malga Mont (1318 m), toccando Forcella Mattiola (1242 m) e Malga Salvedella (1230 m). Dalla malga, dopo la breve salita alla panoramica cima del Monte Crep (1334 m), si scende per sterrata alla Forcella delle Fede (1203 m) e quindi, con digressione al caratteristico arco naturale (Olt) della Val d'Arc, si termina il trekking al Rifugio Osteria al Boz. Tempo previsto ore 4. Difficoltà T. più un po’ di E.

 

Info 3441334235 mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Severino.

 

 

01/ luglio/2017. In collaborazione con:

Centro studio della montagna Sospirolese”

 

Incontro ideato dalla locale associazione alla vetta del “ col Dorin “ dove si riuniranno i rappresentanti dei comuni confinanti, per la posa di un cippo confinario a ricordo del transito dei nostri montanari per quei difficili tratturi. Previsto pure il gemellaggio tra i quattro comuni interessati : Cesiomaggiore, S. Gregorio nelle alpi, Gosaldo, e Sospirolo. Interverrà il coro dei “ monti del sole “. Lunga escursione che porterà gli intervenuti ad un passo dal cielo nello stupendo scenario dei “ Piani eterni “.

Difficoltà E. tempo previsto A/R ore 8. Dislivello M. 1200 circa.

 

 

Ritrovo ore 9 in piazza Dogliani di Caprile. 17/06/2017.

Dalla stazione d'arrivo della funivia si raggiunge in pochi minuti il Rif. Lagazuoi, m 2750. Da qui un eccellente panorama sul teatro delle battaglie fra le Tofane, sul Castelletto, nella Val Travenanzes, sul gruppo di Fanes, sul Sasso di Stria fino al Sief, al Col di Lana e alla Marmolada. Guardando al di sotto dalla terrazza del rifugio stesso, si possono distinguere nettamente gli ingressi delle caverne, il cratere della mina italiana dell'anticima, del percorso storico del Lagazuoi. Dal rifugio, su un sentiero ben protetto, si raggiunge la Croce dei Piccolo Lagazuoi, m 2778; 15/ 20 min. Superbo belvedere! "La Galleria dei Lagazuoi" è la più lunga fra quelle conservate. La galleria italiana, lunga m 1100, è stata totalmente ripristinata e munita di scalette e corda in acciaio. L'escursione, scendendo per la galleria, non solo rappresenta un'esperienza eccezionale per le sue particolari caratteristiche, ma offre anche una sintesi immediata delle difficoltà estreme in cui operarono i soldati di entrambi gli eserciti. Il percorso storico è raggiungibile risalendo dal passo Falzarego con la funivia, (3 minuti) per poi scendere lungo la galleria costruita dagli Italiani. (un ora e mezza circa con un dislivello di 635 metri. Bisogna essere muniti di torcia elettrica, calzature e abbigliamento d'alta montagna. Si scende per 1100 m. lungo la galleria

Le numerose feritoie non solo offrono un meraviglioso spettacolo ma anche un immediato panorama della Cengia Martini, strenuamente contesa. Dopo ca. 45/60 minuti si arriva all'uscita della galleria ai piedi della parete. Da qui si può visitare la cengia Martini, (a destra un ora circa) o scendere a sinistra su un altro tratto di cengia, (attenzione punti esposti) fino a raggiungere il sentiero che con circa una altra ora raggiunge il parcheggio del passo Falzarego.

Tempo previsto ore 5 con visita alla cengia Martini. Difficoltà E.

 

Info : 3441334235 Mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Severino.

 

 

 

05/06/ Giugno.

Nel parco delle dolomiti Bellunesi con la classe quinta di Rocca Pietore.

Iniziamo con la lunga salita dal piccolo parcheggio nelle immediate vicinanze del lago della Stua per il vallone di Neva passando per casera Canséch ed il bivio con il sentiero Cai n.804, fino all'uscita dal bosco. Con relativamente poca fatica, si copre un dislivello di quasi mille metri, grazie alla stradina forestale dapprima e all'ampio sentiero poi, sempre nel piacevolissimo e non oppressivo bosco misto e, grazie soprattutto, alla pendenza costante non eccessiva ed al fondo 'morbido'. Usciti dal bosco d'improvviso, affrontiamo la ripida scarpata, prevalentemente rocciosa, che difende la lunga dorsale tra il Colsent e il selvaggio Scarnia. Il sentiero diviene più aspro e s'infila zigzagando, pur senza difficoltà, tra impossibili cenge rocciose, guadagnando quasi d'improvviso l'insperata forcella del passo di Finestra. Ora ci appare l'alta val Fonda, laterale della val Noana. Quasi a portata di mano l'idilliaca conca prativa con le malghe di Neva e il rifugio Bruno Boz.Dopo un po' di discesa dobbiamo riguadagnare la quota del rifugio. La conca dove si trova il rifugio Boz è uno di quei luoghi che riempiono il cuore dei veri camminatori. Semplicemente idilliaco.

Pernottamento e cena. Giorno 06 ore7.30 colazione e partenza verso il bivacco Feltre per il troi del Casarin. Alle spalle l'imponente struttura dolomitica del Sass de Mur (o Sass de Mura) la cima più alta del gruppo del Cimonega. Dal rifugio si dirama il sentiero impegnativo (sempre alta via n.2) per il Pass de Mur (passo di Mura), il troi del Caserin, il bivacco Feltre, per scendere nella conca di Cimonega. Dal rifugio affrontiamo la salita (sentiero Cai n.811) sul ripido pendio erboso che conduce al passo Alvis (m.1.880), spettacolare balcone panoramico che spazia dal vicino Sass de Mur a Cima d'Asta e Lagorai e alle Vette Feltrine a ovest, alla profonda Val Canzoi, ai Piani Eterni al Pizzoc e al Tre Pietre ad est. Il tratto dal rifugio Bruno Boz al bivacco Feltre è paesaggisticamente affascinante e segue le caratteristiche cenge del Sass de Mura, non presenta particolari difficoltà, ma si svolge attraversando ripidissimi pendii erbosi e cengette. Il rientro dal bivacco al lago della Stua si presenta con un considerevole dislivello e pendenze ingentilite da numerosi tornanti. Gli spettacolari giochi d’ acqua che incontriamo scendendo ci ripagano abbondantemente della fatica,sino a giungere al albergo Boz dove ci concediamo un meritato riposo..

 

 

 

Dati tecnici: Anello di 13 chilometri circa.

03/08/2017.

Dislivello m. 900 Difficoltà ( E ) Escursionistica.

Tempo previsto ore 7. Partenza dal borgo di Toffol alle ore 8.

Informazioni al cell. 3333047003. Mariarosa.

 

Escursione ad anello; uno dei luoghi più affascinanti e ricchi di storia in Agordino, luogo di passaggio dai tempi preistorici, ha rivelato l’importante sepoltura dell’uomo di Mondeval. Come nel Mesolitico, percorreremo praterie e valichi tra fischi di marmotte e panorami mozzafiato. Al termine, visita al Museo archeologico - geologico “Cazzetta” di Selva di Cadore. Interessi principali: paesaggio, geologia, storia. L'importanza di Mondeval è legata ad un sito archeologico preistorico. Si tratta di una scoperta eccezionale: è la sepoltura di un cacciatore di epoca mesolitica, perfettamente conservato col suo corredo funerario. Il sito archeologico fu rinvenuto nel 1985 sotto un masso erratico di dolomia, da Vittorino Cazzetta di Pescul di Selva di Cadore. Oggi lo scheletro del cacciatore del mesolitico è conservato nel nuovo museo di Selva di Cadore, mentre a San Vito di Cadore si può ammirare un calco identico all'originale, messo a disposizione dal prof. Guerreschi per la mostra sulle testimonianze lasciate dall'archeologia in territorio sanvitese.

 

 

Due giorni di escursioni in Val Zemola 16/17 Settembre 2017. Pernottamento al rifugio Cava Buscada

Partenza alle ore 9.00 ponte mas (si possono concordare altri luoghi di ritrovo)

 

Partenza da Ponte mas con mezzi propri, arrivo al parcheggio di casera Mela da dove inizia l'escursione fino al Rifugio Cava Buscada percorrendo il sentiero dei minatori. Tempo previsto ore 2 + ore 2 visita al museo della cava. Difficiltà E.

Dopo la sosta notturna al rifugio ci avviamo verso il costone che sembra voglia bloccarci il cammino, ma attraversiamo la galleria sulla ex strada camionabile e dopo poche centinaia di metri sulla sinistra troviamo l'inizio del sentiero Cai n. 381 per casera Bedin ed il rifugio Maniago.ll sentiero è fin da subito un po' impervio, ma non difficile, con continui brevi saliscendi. Facilmente raggiungiamo casera Bedin de Seura (Bedin di Sopra) in splendida e panoramica posizione. La casera è dell'Ente Parco Dolomiti Friulane, usufruibile solo a richiesta, mentre a fianco si trova un altro edificio, sempre aperto, e fruibile quale ricovero e bivacco di emergenza. Proseguiamo ancora lungamente per l'impervio sentiero, per giungere infine al rifugio Maniago. Il posto è molto bello e ameno. Anche qui è interessante la sosta gastronomica. Lasciamo Il rifugio, ripercorriamo un tratto di sentiero e prendiamo la discesa che ci conduce alla sottostante stradina. Possiamo scegliere di ritornare a casera Mela percorrendo integralmente la piacevole stradina in discesa (più consigliabile), oppure affrontare le ripide scorciatoie.

Tempo previsto ore 4 più soste. Difficoltà E (escursionistica)

Info 3441334235 mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Severino.

 

 

Traversata del Monte Baldo. Da Malcesine al rifugio Telegrafo dal 09 al 10 settembre.

Trekking di due giorni con trasferimenti privati, salita in funivia al Monte Baldo, trattamento di mezza pensione in rifugio. Ritrovo e partenza alle ore 7.00 a Ponte mas (si possono concordare altri luoghi di ritrovo)

PROGRAMMA

09/10 Settembre 2017 - Salita in funivia da Malcesine a Bocca di Tratto Spino (1752 m slm), do dove si prosegue per sentiero CAI n. 651 raggiungendo la cima del Monte Baldo (2218 m). Si scende poi per mulattiera militare fino al Rifugio Telegrafo (2147 m) dove si cena e pernotta. Tempo previsto ore 5. Difficoltà E.

 

10/10/2017. - Colazione e proseguimento sul crinale del Baldo scendendo per il sentiero N.5 e di seguito N.2 ai Piombi ed infine stazione intermedia della funivia Malcesine monte Baldo. Tempo previsto ore 5. difficoltà E.

Info 3441334235 mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Severino.

Ritrovo ore 9 in piazza Dogliani di Caprile.

Il Rif. Lagazuoi e le sue vicinanze: In discesa per la galleria di guerra Italiana.
Dalla stazione d'arrivo della funivia si raggiunge in pochi minuti il Rif. Lagazuoi, m 2750. Da qui un eccellente panorama sul teatro delle battaglie fra le Tofane, sul Castelletto, nella Val Travenanzes, sul gruppo di Fanes, sul Sasso di Stria fino al Sief, al Col di Lana e alla Marmolada. Guardando al di sotto dalla terrazza del rifugio stesso, si possono distinguere nettamente gli ingressi delle caverne, il cratere della mina italiana dell'anticima, del percorso storico del Lagazuoi. Dal rifugio, su un sentiero ben protetto, si raggiunge la Croce dei Piccolo Lagazuoi, m 2778; 15 20 min. Superbo belvedere! "La Galleria dei Lagazuoi" è la più lunga fra quelle conservate. La galleria italiana, lunga m 1100, è stata totalmente ripristinata e munita di scalette e corda in acciaio. L'escursione, scendendo per la galleria, non solo rappresenta un'esperienza eccezionale per le sue particolari caratteristiche, ma offre anche una sintesi immediata delle difficoltà estreme in cui operarono i soldati di entrambi gli eserciti. Il percorso storico è raggiungibile risalendo dal passo Falzarego con la funivia, (3 minuti) per poi scendere lungo la galleria costruita dagli Italiani. (un ora e mezza circa con un dislivello di 635 metri. Bisogna essere muniti di torcia elettrica, caschetto, cordino con moschettone, calzature e abbigliamento d'alta montagna. Si scende per 1100 m lungo la galleria

Le numerose feritoie non solo offrono un meraviglioso spettacolo ma anche un immediato panorama della Cengia Martini, strenuamente contesa. Dopo ca. 45/60 minuti si arriva all'uscita della galleria ai piedi della parete. Da qui si può visitare la cengia Martini, (a destra un ora circa) o scendere a sinistra su un altro pezzo di cengia, (attenzione punto esposto) fino a raggiungere il sentiero che con circa una altra ora raggiunge il parcheggio del passo Falzarego.

Dati tecnici: Anello di 13 chilometri circa.
Dislivello m. 900 Difficoltà ( E ) Escursionistica.
Tempo previsto ore 7. Partenza dal borgo di Toffol alle ore 8.
Informazioni al cell. 3333047003. Mariarosa.

escursione ad anello; uno dei luoghi più affascinanti e ricchi di storia in Agordino, luogo di passaggio dai tempi preistorici, ha rivelato l’importante sepoltura dell’uomo di Mondeval. Come nel Mesolitico, percorreremo praterie e valichi tra fischi di marmotte e panorami mozzafiato. Al termine, visita al Museo archeologico - geologico “Cazzetta” di Selva di Cadore. Interessi principali: paesaggio, geologia, storia. L'importanza di Mondeval è legata ad un sito archeologico preistorico. Si tratta di una scoperta eccezionale: è la sepoltura di un cacciatore di epoca mesolitica, perfettamente conservato col suo corredo funerario. Il sito archeologico fu rinvenuto nel 1985 sotto un masso erratico di dolomia, da Vittorino Cazzetta di Pescul di Selva di Cadore. Oggi lo scheletro del cacciatore del mesolitico è conservato nel nuovo museo di Selva di Cadore, mentre a San Vito di Cadore si può ammirare un calco identico all'originale, messo a disposizione dal prof. Guerreschi per la mostra sulle testimonianze lasciate dall'archeologia in territorio sanvitese.



Due giorni di escursioni in Val Zemola con accompagnatore e trattamento di mezza pensione al rifugio Cava Buscada
Partenza alle ore 9.00 davanti all'Agenzia (si possono concordare altri luoghi di ritrovo)
Quota individuale di partecipazione: 59 Euro (comprende trattamento di mezza pensione in rifugio, ingresso e visita al museo di Cava Buscada, accompagnatore e assicurazione)

Partenza da S.Giustina con mezzi propri, arrivo al parcheggio di casera Mela da dove inizia l'escursione fino al Rifugio Cava Buscada.
Dopo la sosta notturna al rifugio ci avviamo verso il costone che sembra voglia bloccarci il cammino, ma attraversiamo la galleria sulla ex strada camionabile e dopo poche centinaia di metri sulla sinistra troviamo l'inizio del sentiero Cai n. 381 per casera Bedin e il rifugio Maniago.ll sentiero è fin da subito un po' impervio, ma non difficile, e tutto a continui brevi saliscendi. Facilmente raggiungiamo casera Bedin de Seura (Bedin di Sopra) in splendida e panoramica posizione. La casera è dell'Ente Parco Dolomiti Friulane, usufruibile solo a richiesta, mentre a fianco si trova un altro edificio, sempre aperto, e fruibile quale ricovero e bivacco di emergenza. Proseguiamo ancora lungamente per l'impervio sentiero, con brevi e continui saliscendi, per giungere infine al rifugio Maniago. Il posto è molto bello e ameno. Anche qui è interessante la sosta gastronomica. Lasciamo Il rifugio, ripercorriamo un tratto di sentiero e prendiamo la discesa che ci conduce alla sottostante stradina. Possiamo scegliere di ritornare a casera Mela percorrendo integralmente la piacevole
stradina in discesa (più consigliabile), oppure affrontare le ripide scorciatoie.

Difficoltà E (escursionistica)

SPECIALE TREKKING SENTIERO E7
Le Prealpi Trevigiane e Bellunesi

Trekking di due giorni con trasferimenti privati, trattamento di mezza pensione in rifugio e accompagnatore

Ritrovo e partenza alle ore 8.30 presso la sede dell'Agenzia a Santa Giustina (si possono concordare altri luoghi di ritrovo)

Quota individuale di partecipazione (per un gruppo di un minimo di 10 partecipanti): 79 Euro (comprende trasferimenti con mezzi privati ad inizio e fine trekking, trattamento di mezza pensione al Rifugio Posa Puner, accompagnatore, assicurazione medico/bagaglio)

PROGRAMMA
23/07/2016 - Arrivo a Milies (quota 665 m slm) e proseguimento per strade sterrate e buoni sentieri fino a Malga Barbaria (1455 m), proseguendo poi per Malga Mariech (1502 m) e da qui per cresta panoramica fino al Rifugio Posa Puner (1333 m) dove si cena e pernotta.

24/07/2016 - Colazione e proseguimento per il sentiero di cresta verso Malga Mont (1318 m), toccando Forcella Mattiola (1242 m) e Malga Salvedella (1230 m). Dalla malga, dopo la breve salita alla panoramica cima del Monte Crep (1334 m), si scende per sterrata alla Forcella delle Fede (1203 m) e quindi, con possibile digressione al caratteristico arco naturale (Olt) della Val d'Arc, si termina il trekking al Rifugio Osteria al Boz.



SPECIALE TREKKING SENTIERO E7
Dalla Piana di Marcesina al Monte Grappa

Trekking di quattro giorni con trasferimenti privati, trattamento di mezza pensione in hotel, locande, rifugi e accompagnatore

Ritrovo e partenza alle ore 8.30 presso la sede dell'Agenzia a Santa Giustina (si possono concordare altri luoghi di ritrovo)

Quota individuale di partecipazione (per un gruppo di un minimo di 10 partecipanti): 199 Euro (comprende trasferimenti con mezzi privati ad inizio e fine trekking; trattamento di mezza pensione escluse bevande all'Hotel Foza, alla Locanda Ai Calieroni e al Rifugio Alpe Madre; accompagnatore; assicurazione medico/bagaglio)

PROGRAMMA
1/09/2016 - Dal Rifugio Marcesina (1310 m slm) si prosegue per strade sterrate alla Malga Slapeur (1628 m), quindi si sale sul Monte Fior (1824 m) con possibile digressione al monte Castelgomberto (1771 m), in pieno Ecomuseo della Grande Guerra. Si scende quindi a Foza (1100 m) per Malga Lora e il Pian della Futa. Cena e pernottamento.

2/09/2016 - Colazione e discesa per tratti di sentiero e strada asfaltata fino al paese di Sasso (945 m) dove si percorre la famosa Calà del Sasso (risalente al 1383) che con i suoi 4444 gradini conduce a Vastagna sulle rive del fiume Brenta (157 m). Cena e pernottamento.

3/09/2016 - Colazione e proseguimento per Londa dove, per sentiero CAI, si sale all'aereo crinale di Costa Alta guadagnando Col Moschin. Per strada militare si raggiunge il Rifugio Alpe Madre (1272 m). Cena e pernottamento.

4/09/2016 - Colazione e proseguimento per i Colli Alti fino al Finestron (1285 m) dove si risale l'ampia cresta prativa degli Asoloni (1520 m) fino alla sommità del Monte Grappa (1775 m).

SPECIALE TREKKING SENTIERO E7
Traversata del Monte Baldo

Trekking di due giorni con trasferimenti privati, salita in funivia al Monte Baldo, trattamento di mezza pensione in rifugio e accompagnatore

Ritrovo e partenza alle ore 7.00 presso la sede dell'Agenzia a Santa Giustina (si possono concordare altri luoghi di ritrovo)

Quota individuale di partecipazione (per un gruppo di un minimo di 10 partecipanti): 109 Euro (comprende trasferimenti con mezzi privati ad inizio e fine trekking, salita in funivia da Malcesine a Bocca di Tratto Spino, trattamento di mezza pensione escluse bevande al Rifugio Telegrafo, accompagnatore, assicurazione medico/bagaglio)

PROGRAMMA
2/07/2016 - Salita in funivia da Malcesine a Bocca di Tratto Spino (1752 m slm), do dove si prosegue per sentiero CAI n. 651 raggiungendo la cima del Monte Baldo (2218 m). Si scende poi per mulattiera militare fino al Rifugio Telegrafo (2147 m) dove si cena e pernotta.

3/07/2016 - Colazione e proseguimento sul crinale del Baldo scendendo fino al Rifugio Novezzina (1255 m) dove si può visitare il vicino Orto Botanico. Per sentieri e tratti di mulattiera si raggiunge l'abitato di Ferrara di Monte Baldo (856 m). Entrando nel bosco si tocca Malga Orsa scendendo poi nella forra del Rio delle Pissotte allo sbocco della quale si prende il sentiero che sale al Santuario della Madonna della Corona (774 m) che si visita prima di arrivare a Brentino Bellunese (137 m), termine del trekking.

SPECIALE TREKKING SENTIERO E7
Traversata della Lessinia


Trekking di quattro giorni con trasferimenti privati, trattamento di mezza pensione in rifugi e accompagnatore

Ritrovo e partenza alle ore 7.00 presso la sede dell'Agenzia a Santa Giustina (si possono concordare altri luoghi di ritrovo)

Quota individuale di partecipazione (per un gruppo di un minimo di 10 partecipanti): 229 Euro (comprende trasferimenti con mezzi privati ad inizio e fine trekking; trattamento di mezza pensione escluse bevande nei rifugi Castelberto, Pertica e Campogrosso; accompagnatore; assicurazione medico/bagaglio)

PROGRAMMA
23/06/2016 - Da Sega di Ala (1225 m slm) si sale seguendo il Sentiero delle Malghe tra pascoli e boschi fino a Malga Roccopiano e al bivio del Pidocchio (1568 m). Per strada sterrata si raggiunge Malga Lessinia (1616 m). Per buoni sentieri si raggiunge il Rifugio Castelberto (1710 m). Cena e pernottamento.

24/06/2016 - Colazione e proseguimento per il sentiero dei cordoni in saliscendi fino al Rifugio Podestaria (1655 m). Superato il Vaio delle Ortighe si guadagna la cima del Monte Tomba (1776 m), quindi, toccando la località Pozza Morta (1715 m), la sommità del Monte Sparavieri (1797 m), balcone panoramico sul massiccio del Carega. Si scende quindi fino alla località San Giorgio (1505 m) per salire poi al Passo Malera (1722 m) e scendere al Passo Pertica (1522 m) dove si cena e pernotta nell'omonimo rifugio.

25/06/2016 - Colazione e proseguimento per il Passo Pelegatta (1776 m). Si sale quindi fino alla Bocchetta di Fondi (2040 m) da cui si scende per sentiero alla Sella del Rotolon (1523 m). Attraversato un tratto di bosco si raggiunge il pascolo di Passo Campogrosso (1460 m) dove si cena e pernotta nell'omonimo rifugio.

26/06/2016 - Colazione e tempo libero per un'ultima escursione.

 

Scritture antiche ci raccontano di un terribile terremoto avvenuto il 7 gennaio 1114, che avrebbe provocato una frana talmente enorme da seppellire un villaggio intero chiamato “Cordovol”, sito nella località allora nota come “Cornia”. Più o meno il luogo coinciderebbe con l’ubicazione attuale della Certosa di Vedana e le tracce rimaste sarebbero quei blocchi sparsi per un raggio di centinaia di metri conosciuti come le “Masiere di Vedana”. Studi fatti recentemente hanno effettivamente costatato l’affinità di questi resti con la roccia del Monte Perón, datandone però lo stacco addirittura alla fine dell’ultima glaciazione, quindi molto antecedente all’episodio prima citato. Sciogliendosi, il ghiacciaio dell’Agordino ne avrebbe provocato il crollo, trasportandone poi le macerie per oltre cinque chilometri, dove le vediamo ora. Si scrive perciò di due avvenimenti ben diversi e ben distanti tra loro. Il leggendario “Monte Martiano” il cui parziale crollo avrebbe sacrificato un intero paese e deviato il corso del Cordevole, sarebbe più probabilmente l’odierno Piz de Vedana. Riconosciuto innocente il Monte Perón è tuttavia monitorato per la presenza di diverse fratture che interessano la solita parete sud occidentale, ma che non sembrano comunque preoccupare le autorità competenti. Quella stessa parete che tutti i giorni fa girare lo sguardo dell’automobilista in viaggio verso Agordo e dei residenti, magari all’uscita del bar o del supermercato, intenti nel loro quotidiano, trovano il tempo per lanciargli un’occhiata di tanto in tanto, controllando che sia tutto a posto e anche per ammirarlo. Gli sportivi lo salgono regolarmente per allenarsi e probabilmente sono gli stessi che in occasione delle festività più importanti, vi trasportano a braccia fin sulla cima il generatore elettrico per illuminare la grande croce. Cosa non da poco conosciuta la ripidezza del sentiero che vi accede. Il Monte Perón è una delle elevazioni minori della Schiara, il colpo d’occhio che regala affranca della breve ma faticosa salita. Domina le verdi alture bellunesi e i paesi che le impreziosiscono.

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Da Sedico si seguono le indicazioni per Libano - Barp, arrivati a Barp si prende la strada che sale verso Pian dei Castaldi e si prosegue fino al termine della strada. Piccolo parcheggio. La località è Pian della Fraina, parcheggiare li. Itinerario breve ma articolato con un lungo tratto di cresta fatto di saliscendi e con tratti non banali adatto ad Escursioni Esperti.

Saliamo per il sentiero segnato che con buona traccia si innalza sulle pendici del monte Peron in direzione nord est. Poco dopo si incontra un caratteristico arco di pietra, il sentiero continua a salire e una volta raggiunto un bivio (indicazioni per Pala Alta e Monte Peron) si prosegue a sinistra salendo. Si raggiunge in breve la chiesetta di S. Giorgio. Di fronte alla chiesetta si sale per facili roccette per riprendere il sentiero che in breve conduce alla ponta di S. Giorgio. Da qui iniziano una serie di saliscendi sempre sul filo di cresta, sempre su sentiero ben visibile anche se nel bosco. Nei vari saliscendi ci sono un paio di passaggi attrezzati con corde fisse intorno al I grado. Poco sotto la cima si intravvede il sentiero che si prenderà in discesa, si sale fino alla vetta da dove si ammira un panorama che spazia su tutta la Valbelluna e oltre verso sud e le Dolomiti a Nord.

Si ritorna per la via di salita fino al bivio e raggiuntolo si scende per il sentiero che a volte si va molto ripido e permette una discesa veloce verso il parcheggio.

 

 

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