La descrizione di questi tracciati vuole essere un idea per trascorrere con una certa sicurezza alcuni sentieri di questa zona in comune di Rocca Pietore. La tempistica e le difficoltà, pur avendo una piccola descrizione, sono soggettive , pertanto, pur dando una confortevole visione, l' autore non si assume responsabilità e consiglia di avere con se sempre una carta topografica e, come ogni escursionista sa, chiede maggiori informazioni in loco!

 

 

Attorno al sas de Roi.
Chilometri due.

Per chi desideri allargare la conoscenza del territorio, può aggiungere altri due chilometri facendo il giro attorno al sas de Roi, raggiunte le tabelle segnavia sopra il visibile col de Federa, girando a sinistra verso la evidente forcella poco lontana, ed ottimo belvedere, intraprende la ripida china, incontrando a destra , segnalata la risalita per traccia che ci riporta al altavia delle creste, un breve tratto di corda fissa ci aiuta ad oltrepassare un salto di rocia ( 5 metri ). In fondo alla china si può seguire il sentiero C.A.I. 636 verso le crepe rosse oppure,poco più avanti incrociamo la strada " da mont " verso Laste.

 

Col di Rocca, Albe,sas Negher, col Maor, Costa, Rocca Pietore.
Chilometri 6.5 circa.

La partenza è prevista poco prima degli alberghi di col di Rocca, tabella a destra della strada provinciale. Per evidente strada a tratti ripida a tratti lastricata nell' abetaia ci si porta al borgo " fantasma " di Albe un vecchio fontanile con acqua al uscita del paese. Proseguiamo attraversando il rù d'Albe ,resti di un vecchio mulino appena visibili tra gli arbusti sotto strada, davanti a noi notiamo il paese di Vallier. Ora un irto sentiero ci porta ad incrociare una stradina boschiva che seguiamo a destra e ci troviamo sul sas Negher ( durante i periodi di pioggia e scioglimento delle nevi, una bellissima cascata è visibile da valle al inizio dell' escursione) andiamo avanti attraversando alcuni letti di torrenti ed alcuni macereti abbastanza recenti sino alla deviazione per col Maor, ci teniamo a destra scendendo a Costa e per strada bianca a Rocca Pietore.

 

 

Da " Ere " alla forcella delle crepe rosse C.A.I. 635.
Chilometri 1 circa.

Un tortuoso chilometro sentiero ci porta al bivio con il sentiero C.A.I. 636.

Salendo da malga Ciapela verso il passo Fedaia, ci troviamo allo sbocco della vecchia statale,sulla destra notiamo degli ex fienili ora riadattati a " deposito " per gli attrezzi e casere per passare in contemplazione qualche momento lontano dallo stress. Passando tra questi " tabiai " ci troviamo ad attraversare il ru de vaus da dove seguiremo la traccia ed in breve siamo in forcella. Prestiamo molta attenzione passando sotto le rocce la caduta sassi è possibile.

 

Da Sottoguda a col d Albe,col de Federa, val dei " dodes " Vallier e Palue.
Chilometri 8 circa.

Dal parcheggio di Sottoguda attraversato il ponte sul rio Pettorina,seguiamo il il tracciato verso il piz de Guda sino ad un bivio con tabella a destra per col d' Albe, da dove possiamo già rientrare a valle. Invece noi proseguiamo seguendo la traccia tra i fienili alla fine del prato in alto il sentiero ci porta a col de Federa, altresì, appena pochi metri più avanti, una carrareccia arriva direttamente al ameno colle risalendo a pochi metri dal la valle. Dai " Tabiai " risalendo il costone una tabella ci invita a destra verso la val dei " dodes ". Il tratturo è un continuo saliscedi e non sempre ben visibile, comunque segnalato, stiamo percorrendo una traccia sotto al monte Migon ed andiamo ad incrociare la deviazione che ci porta a Rocca Pietore o Vallier che noi seguiamo verso valle trovandoci a Palue a poca distanza dalla partenza dell' escursione .

 

Da Sottoguda per mont alt,Forcia e piz de Guda.
Chilometri 4 circa.

Dal parcheggio in centro di Sottoguda oltrepassiamo il ponte sul rio Pettorina e ci avviamo verso il borgo di Vallier, che rimane alla nostra destra, proseguiamo verso mont de sot incontrando il bivio verso col d' Albe, lo lasciamo a destra incontrati due fienili ( ruderi) seguiamo il rio, un evidente macchia di terra nera ci fa piegare a sinistra e finalmente siamo " sun forcia " importante quadrivio con segnaletica verticale, pieghiamo ancora a sinistra su un ponticello con tronchi d' albero. La traccia ora diventa per escursionisti esperti in quanto non è ben visibile. La cima del piz de Guda offre una vista ed emozione unica da rimanere con il fiato sospeso ! Un tratto di trincea sommitale e la postazione in roccia per un obice e fotoelettrica completa la nostra escursione. Il rientro per la via di andata o, avendo un auto c'è la possibilità di prendere a sinistra da Forcia ritrovandoci al garni Roberta a malga Ciapela.

 

Dal garnì Roberta al sas de Lavazzè,proseguo verso Moè di Laste per l' altavia delle creste.
Chilometri 9.5 circa.

La partenza è prevista dal piazzale sottostante il garnì, si segue l' evidente strada forestale sino ad incontrare l' inizio del sentiero sulla destra a pochi metri dalla fine della strada. Seguendo i tornanti ci si inerpica sino alla forcella " forcia ". Quadrivio per piz de Guda, mont alt , col de Federa, col d' Albe e rientro a Sottoguda o Rocca Pietore. Dalle tabelle si prende a sinistra una traccia che ci porta al sas de Lavazzè, passando per i primi avvistamenti bellici 1915/18. Al sas de Lvazzè si incontra un altro bivio ( C.A.I. 636 ) verso il Padon,sas de roi ,col de Federa,tabià del loff, da dove la nostra traccia prosegue verso malga Laste per la cresta ( prestare attenzione al tratto finale scivoloso ed esposto. Sorgente ben visibile a circa metà percorso.Il rientro a Moè per strada bianca e tratto di sentiero a sinistra verso Moè.

 

Dal rifugio Padon al bivacco Bontadini e visita alla galleria di guerra


Scesi dalla seggiovia " Padon " alla nostra destra notiamo un cannone della guerra 1915/18. Da qui un evidente sentiero ci conduce verso le soprastanti rocce laviche. Il sentiero è scalinato ed ha un tratto con cordino per facilitare la salita, eccoci al bivacco! Vicino notiamo anche l' imbocco della galleria che merita una visita muniti di torcia. Questa è anche il tratto finale della ferrata delle trincee. Il rientro avviene per il percorso dell' andata, non dopo aver spaziato verso il mondo che ci circonda !

 

Sentieri C.A.I. 699 e 636 dal passo Fedaia a Rocca Pietore.
Chilometri 16 circa.


Questo tracciato, unisce, partendo dal passo Fedaia idealmente tutti gli altri tratturi di quota, combaciando con numerosi bivi, l' asse portante dei sentieri " alti ". Adatto a camminatori allenati per la sua lunghezza, in parte su su strada ed in parte sentiero. Il tratto finale da Ronch a Rocca Pietore , a metà percorso ,ha un passaggio su roccia nera scalinata dove ci si aiuta con un corrimano, arriviamo per bosco e prato a costa di sotto e con un ultimo sforzo su strada bianca siamo a Rocca Pietore. Non mancano durante l' escursione sorgenti e tantomeno punti di ristoro, rifugio Padon, malga Laste, rifugio Migon. Per i meno intrepidi dal borgo di Ronch , centro paese,c'è la possibilità di prendere una oiù facile strada a destra che porta passando per " col dei pioge" al ristorante la Murada sulla strada provinciale.

 

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Tutti gli itinerari ad anello proposti sono indicativi, l’escursionista appassionato può creare altri percorsi, utilizzando
le varie tracce di collegamento indicate.
La segnaletica di questo percorso è in corso di realizzazione ed è di colore Marrone.
Dislivello in salita 918 mt


Il livello di difficoltà di questo percorso è Escursionistico. Per Escursionisti Esperti in prossimità della vetta. Consigliati chiodi da tacco o ramponcini nel tratto del ripido pendio prativo del M. Fornel molto scivoloso in discesa. La partenza è prevista dal piccolo parcheggio in località Col di Fioc, indicato con una tabella in legno. Raggiungibile su strada in parte asfaltata ed in parte carrabile, che si stacca in direzione Nord, dalla comunale che collega le località di Alconis e Roncoi entrambe in Comune di San Gregorio nelle Alpi. Dal parcheggio seguiamo il tratto cementato, che ci porta all’inizio del sentiero delimitato da muro a secco con direzione NORD-OVEST. Il sentiero prosegue sempre con pendenza costante lungo il bosco, incontrando una lastra rocciosa con due targhe a ricordo di persone scomparse in montagna, successivamente un croce

Tutti gli itinerari ad anello proposti sono indicativi, l' escursionista appassionato può creare altri percorsi, utilizzando le varie tracce di collegamento indicate.
La segnaletica di questo percorso è stata da poco realizzata ed è di colore arancione.
Dislivello D+ 670 m. circa. Quota massima 1482 m. circa.

Il percorso è per ESCURSIONISTI ESPERTI, richiede buon allenamento ed assenza di vertigini, passo sicuro per alcuni passaggi molto esposti e scivolosi. Sono vivamente consigliati chiodi da tacco o ramponcini.
La partenza è prevista dallo " Staol del Doro " raggiungibile in auto da Sospirolo lungo la provinciale 12 che collega la frazione di Susin (tabella a destra) indicante " chiesetta degli alpini" che rimane sulla destra della strada asfaltata, si prosegue sino ad arrivare ad un piccolo spiazzo con tavolo e due panche dove verrà posizionata una bacheca con la mappa informativa dei sentieri della zona, qui è possibile parcheggiare l’auto in un piccolo parcheggio fianco strada, oppure, proseguendo, lungo la carrabile aperta al traffico, sarà possibile parcheggiare sull’ampio piazzale a quota m 813 circa (località Staol del Doro). Inizia la nostra escursione in direzione ovest per pochi metri, a destra imbocchiamo l' ampio sentiero che sale verso il monte Sperone (tabella) sino ad un bivio con indicazione "croce di Susin" con freccia arancione su tabella. Si segue il sentiero mantenendosi sulla sinistra seguendo i segnavia arancioni, a quota 945 m circa si troverà, sulla sinistra il sentiero di rientro con cui chiuderemo l' anello. Si prosegue sulla traccia principale, sempre seguendo i bollini arancioni, arriviamo in un ampio prato pendente che andrà attraversato in salita, per rientrare poi nel bosco, la salita si farà più ripida fino ad un ampio promontorio da dove l' occhio potrà spaziare dalle antistanti creste alla più ampia Valbelluna, il sentiero aumenta ora di pendenza sino a giungere al primo passaggio impegnativo su un salto di roccia, continuiamo con massima attenzione durante i successivi passi per la forte pendenza. La salita ora, alterna brevi tratti più morbidi ad altri più ripidi, fino a giungere sul limite di cresta da dove si potrà ammirare la sottostante val dele Pelade, la val Falcina, il lago del Mis ed i meravigliosi ed impervi monti del sole. Prendiamo ora direzione Ovest, rifiatando, ma per poco in quanto, dopo alcuni tornanti troviamo ancora uno sperone di roccia dove è necessaria la massima attenzione per superare una serie di ripidi passaggi sulla linea di cresta in direzione della croce lignea ormai visibile. Ci aspetta ora, dopo un breve tratto pianeggiante, un ulteriore sperone roccioso esposto, da superare, prima di giungere, sempre seguendo la linea di cresta che sale, all’ambita Croce di Susin .
Il panorama si apre sulle vicine " forche ", il Pizzocco e su tutta la sinistra orografica della val Falcina; dopo una sosta ristoratrice ed aver lasciato un pensiero sul libro di vetta, si riprende l' escursione abbassandosi verso la sottostante sella, parte terminale della val de le Pelade, per attraversare la cresta sarà necessario abbassarsi leggermente lungo il ripido prato ed attaccare in diagonale la cresta aiutandosi con un ramo di pino mugo molto comodo allo scopo, scesi alla centesima sella, si attaccherà il ripido tracciato che risale l'ampio sperone roccioso che verrà attraversato completamente a nord, riconquistando ancora la cresta per proseguire con tratti più o meno ripidi fino al punto di massima altezza ( 1482 m. ).
Con vari saliscendi attraversiamo tutta la cresta delle "forche" fino ad arrivare all’indicazione della via di rientro (Tabella). Vista la particolare pendenza e scivolosità verso la Valbelluna è assolutamente sconsigliato uscire dal tracciato!! Proseguendo invece lungo la linea di cresta si può raggiungere in pochi minuti la Croce " Visentini" senza particolari fatiche. La Croce è stata realizzata su un ardito sperone di roccia in memoria di Pino Visentini che ha perso la sua giovane vita sull' alta val Spessina il 15 Novembre 1970, ai piedi della croce è presente un capitello in memoria. Ritornati sui nostri passi si riprende il sentiero per il rientro come indicato, facendo la massima attenzione. Raggiunta la base delle forche in fondo al prato, il sentiero gira verso ovest puntando una piccola sella da dove la traccia diviene meno ardita ed esposta e la discesa si fa più piacevole. Seguendo la segnaletica arancione si giunge ad un bivio dove il sentiero volge per un breve tratto ad est in discesa. Giunti alla quota 1060 circa, abbandoniamo la traccia più evidente che prosegue in discesa, per proseguire in quota verso est, lungo percorso indicato con bollini arancioni, anche qui vanno sempre tenuti i consigli sulla sicurezza viste le frequenti insidie del terreno. Arriviamo così in breve alla località "cargador dei rossi" ampio spiazzo ricavato a fatica dall’uomo per motivi di lavoro. Riguadagnando un pò di quota superiamo il "cogol dei Rossi", anfratto roccioso, utilizzato in passato come ricovero durante i lavori di fienagione e legna, ancora un breve tratto in salita per avviarsi poi in discesa (sempre segnalata con bolli arancioni) sino alla località "ai pin" da dove, proseguendo con sempre minore pendenza si arriverà ad incontrare la via di salita per giungere poi in breve allo "Staol del Doro", punto di partenza della nostra escursione.

--- Estremi
POINT(736067.4 5115175.0 1074.9)
POINT(735284.4 5114330.1 1027.1)
Distanza 3D = 10102.21m
--- Quota
Inizio = 1074.85m
Fine = 1027.05m
Minima = 796.34m, Massima = 1462.64m,
Dislivello salita = 1344.3m
Dislivello discesa = 1344. 3
Sviluppo in pianura = 56.6m 

Tutti gli itinerari ad anello proposti sono indicativi, l’escursionista appassionato può creare altri percorsi, utilizzando le varie tracce di collegamento indicate.

La segnaletica di questo percorso è in corso di realizzazione ed è di colore Verde.

Dislivello in salita 470 mt

Il livello di difficoltà di questo percorso è Turistico con alcuni brevi tratti Escursionistici.

La partenza è prevista dalla frazione di San Zenon, lungo la strada provinciale SP12, piccolo parcheggio in prossimità della chiesa frazionale, dove è ben visibile un pannello informativo con indicata la mappa del percorso. La prima parte del percorso si sviluppa su ripida strada asfaltata con direzione NORD-OVEST fino a giungere ad una vecchia casa con muro a sassi sulla sinistra. A fianco si imbocca un sentiero con direzione OVEST, inizialmente pianeggiante. Attraversato un piccolo corso d’ acqua,la salita ci porta ad una vecchia pista di motocross dismessa da tanti anni. Il sentiero prosegue con traccia evidente fino ad innestarsi su strada asfaltata in leggera discesa, si segue la strada per un brevissimo tratto, per prendere poi subito una evidente mulattiera che sale a destra in discreta pendenza. Lungo la salita si possono osservare alcuni staol alla propria sinistra, a quota 570m circa si stacca, ben segnato, un sentiero con direzione NORD-EST che risale dolcemente il crinale, dopo alcuni saliscendi, si superano alcune casere, si recupera una mulattiera che porta ad una strada asfaltata. Proseguendo in salita lungo la carrabile, a quota 730m circa si incontra la variante che porta direttamente a località Fioc, si tratta di un sentiero in buona pendenza, interessante per alcuni muri a secco che si trovano nella parte alta. Restando invece sulla carrabile, che alterna tratti in cemento a tratti a sassi, si giunge a due pannelli informativi, uno del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi ed uno con i vari sentieri presenti nella zona, compreso questo anello. Da qui si può prendere la strada che, con direzione OVEST porta al torrente Brentaz e ai Cadini, ben indicati, una volta terminata la visita, ponendo attenzione al terreno particolarmente scivoloso per la costante presenza di umidità, si torna sui proprio passi fino alle due tabelle e si prosegue la salita fino a giungere a località Fioc, dove si incrocia la variante illustrata in precedenza. Riprendiamo ora il sentiero che seguiamo lungamente, su vari piacevoli saliscendi nel bosco, fino ad arrivare ad una evidente dorsale (Cresta del Gal) che seguiremo in discesa, tralasciando tracce e sentieri che si diramano dalla stessa. Arrivati ad un bivio (Col del Pendol) prendere il sentiero in direzione SUD che porta ad un ampio prato (Pianezze). Da qui, facendo attenzione alle indicazioni, e preferendo il cammino lungo il margine del bosco, si prende nuovamente il sentiero in discesa, con direzione SUD-EST fino ad arrivare ai resti delle “case di Gildo”, con i resti ormai diroccati di una grande stalla e abitazione annessa dove un tempo qualsiasi viandante trovava sempre cordiale ospitalità e un boccone per sfamarsi. Si prosegue ora con direzione OVEST, lungo ampio sentiero quasi pianeggiante, fino a giungere alle case dei Pisoi, in parte abbandonate ed in parte recuperate, fino ad incrociare la mulattiera per trattori in discesa che porta alla località AL CRISTO (Evidente un crocefisso ligneo) da dove una strada in parte asfaltata e in parte bianca ci riporterà fino alla Strada Comunale che avevamo lasciato all’inizio del nostro percorso. La vicina chiesa di San Biagio, come la Villa Sandi Zasso, meritano sicuramente una visita. (esaurienti pannelli informativi). Ritorniamo a San Zenon, ovvero al punto di partenza, seguendo la strada asfaltata percorsa al mattino.

 

 

- Estremi sentiero verde

POINT(736362.8 5112260.9 433.8)

POINT(736077.2 5112529.8 482.9)

Distanza 3D = 6151.77m

Quota Inizio = 433.77m

Fine = 433.77m

Massima = 880.25m,

 

 

 

Tutti gli itinerari ad anello proposti sono indicativi, l’escursionista appassionato può creare altri percorsi, utilizzando le varie tracce di collegamento indicate.

La segnaletica di questo percorso è in corso di realizzazione ed è di colore Rosso.

Dislivello in salita 700 mt

Il livello di difficoltà di questo percorso è Escursionistico, è presente un solo passaggio mediamente esposto e di breve lunghezza in località cogol dei vanas

La partenza è prevista dalla località Maras, in prossimità del Bar dell’Ada ora chiuso, situato lungo la strada provinciale SP12 la prima parte del percorso si sviluppa su ampia mulattiera denominata “strada de le Muse”, si mantiene la via principale fino ad un bivio a quota 720 m circa, dove è presente un Crocefisso ligneo, e si prosegue a destra su mulattiera che via via si stringe sempre di più fino a diventare sentiero e raggiungere la località il pilastro a quota 837 m circa, dove è evidente una fontanella in cemento ora dismessa. Da qui prendere il sentiero pianeggiante di destra e proseguire fino alla opere cementizie realizzate sulla sorgente dell’Aldega, una volta superate, prendere un’ampia mulattiera sulla sinistra e seguirla fino oltre lo sbarramento in cemento della frana e prendere la mulattiera di sinistra per pochi metri, per entrare poi nel sentiero che attraverserà la frana, attualmente consolidata, che sale lungo traccia evidente, con tratti pendenti e tratti pianeggianti fino al bivio per le forche, dove si prosegue per stretto sentiero pianeggiante fino ad attraversare il Valon, sede di una slavina fino a primavera inoltrata, e da qui in breve si giunge ai prati delle Carpenade, un tempo molto più estesi. Sulla cima delle Carpenade è possibile intravedere, maestoso, il Sas de la Roncheta. Continuando sui nostri passi si attraversa completamente il prato su sentiero quasi pianeggiante, fino a raggiungere uno scosceso passaggio mediamente esposto, che porta in breve al Cogol dei Vanas, e da qui, in discesa sempre evidente, dopo aver attraversato la slavina presente fino a primavera inoltrata, si giunge al Crocefisso in località Berc, si prosegue poco sotto per il sentiero più a sinistra che scende lungo la dorsale denominata Cresta del Gal, che si lascia per traccia sulla sinistra, dopo essersi di poco abbassata, risale in leggera pendenza una breve scalinata, e prosegue verso un ponticello in legno fino a raggiungere una mulattiera, fino a giungere, poco sotto ad un quadrivio, dove si prenderà la mulattiera di destra che scende a valle; dopo aver superato alcune casere su ambo i lati non sempre visibili, si lascia la mulattiera principale per imboccarne una che scende a destra e giunge in breve al grande prato in località Levinoz, lo si attraversa completamente sempre in direzione di valle lungo una comoda mulattiera, in breve si scorgerà Villa Sandi Zasso. La strada asfaltata prosegue verso destra in direzione Maras ritornando così al punto di partenza.

 

--- Estremi sentiero rosso

POINT(736686.0 5113095.2 455.9)

POINT(736682.6 5113013.5 454.0)

Distanza 3D = 7314.75m

--- Quota Inizio = 455.93m Fine = 455.93 Massima = 1093.04m

 

 

 

 

Tutti gli itinerari ad anello proposti sono indicativi, l’escursionista appassionato può creare altri percorsi, utilizzando le varie tracce di collegamento indicate.

La segnaletica di questo percorso è in corso di rifacimento ed è di colore Bleu.

Dislivello in salita compreso il Monte Sperone 920 m.

Il livello di difficoltà di questo percorso è Escursionistico, e, solo nella parte finale di accesso alla vetta del Monte Sperone diventa per Escursionisti Esperti in quanto sono richiesti assenza di vertigini e passo sicuro.

La partenza è prevista dalla località Susin, in prossimità dell’Ex Albergo Doglioni, diventato in epoca più recente Park Hotel Sospirolo, e attualmente dismesso, si sale un primo tratto su strada asfaltata, per lasciarla dopo una vecchia cabina di energia elettrica, per imboccare un largo sentiero sulla destra che, via via si fa sempre più ristretto fino a giungere nuovamente ad un nucleo abitato (Case Locatei), si riprende la strada asfaltata fino alla località “La Radis” dove troviamo una fontanella, con acqua potabile per un lungo periodo dell’anno, si prosegue sulla mulattiera principale, per lasciarla, a favore di una mulattiera che scende verso destra con rampa in cemento, diversamente, per chi desidera salire al monte Sperone, si continua sulla mulattiera principale fino al parcheggio in località Staol dei Dori.

Scegliendo la rampa in cemento in discesa si imbocca la strada tagliafuoco di recente costruzione, che dovrà essere percorsa fino ad un bel crocefisso posto sulla destra, dal quale parte un evidente sentiero che scende fino alla località Casera Osa e successivamente Casera Selle, luoghi in cui si possono ammirare dei pregevoli muri a secco nonché alcuni resti di vecchie casere ora, in parte, abbandonate, il sentiero prosegue sempre in discesa ed in falsopiano fino a riprendere una strada asfaltata che ci porterà, prima ad ammirare la chiesa Arcipretale di Sospirolo e successivamente il bosco comunale che verrà completamente attraversato su comoda e ampia mulattiera. Giunti in piazza Lexy, al centro di Sospirolo, si prenderà direzione per la chiesetta di San Lorenzo da dove, seguendo un breve tratto del sentiero delle chiesette pedemontane si rientra sulla strada asfaltata ed in breve al punto di partenza in località Susin.

Per chi, intende salire fino al monte Sperone, dallo staol dei Dori, ( parcheggio ) da dove ci eravamo fermati, si prende l’evidente mulattiera con direzione Ovest per poi dirigersi subito a destra su largo sentiero con indicazione, da qui si sale seguendo la traccia principale fino al bivio del Col de le Cavale dove sono visibili le indicazioni per il Col del Dof (traccia più pendente) e Monte Sperone, da qui si prosegue per traccia sicura fino alla forcella Pradel da dove è possibile un primo scorcio sul lago del Mis e i Monti del Sole, la traccia prosegue con direzione Nord-Est,e si fa più ripida risalendo il crinale dell’anticima la aggira, facendosi meno pendente, fino al tratto di cresta. Qui è necessaria la massima attenzione in quanto il sentiero risulta esposto, su ambo i versanti della Valbelluna, e della Valle del Mis e Falcina. La cima è ormai vicina, alla base della Croce è custodito il libro di vetta. Il rientro avviene per la via di salita.

 

Estremi sentiero blu.

 

POINT(736909.8 5113859.9 472.7)

POINT(736778.3 5115831.2 1232.1)

Distanza 3D = 10650.49m

--- Quota Inizio = 472.73m Fine = 1232.10m

 

Tutti gli itinerari ad anello proposti sono indicativi, l’escursionista appassionato può creare altri percorsi, utilizzando le varie tracce di collegamento indicate.

E’ presente una segnaletica verticale mediante tabelle in legno, verrà realizzata prossimamente una segnaletica orizzontale di colore bianco.

Dislivello in salita 168m

Il livello di difficoltà di questo percorso è Turistico.

La partenza è prevista dalla località Maras, in prossimità di un ampio prato con possibilità di parcheggio, dove è presente un pannello informativo con la mappa del percorso.

Si parte lungo la strada provinciale SP12 con direzione Ovest, fino a superare la scuola materna, evidente per gli sgargianti colori e per il parco giochi, qui si prende un ampio sentiero fino a ritrovare la strada asfaltata, che si seguirà per poco sempre verso monte, per lasciarla e prendere ampio sentiero sulla sinistra che si sviluppa interamente nel bosco, prima in salita e successivamente in falso piano, si fiancheggia un enorme prato sulla sinistra. In località Levinoz si incrocia un’ ampio sentiero che volge a destra per un breve tratto fino a raggiungere una fontana (lavatoio) dove il sentiero prosegue sulla destra in lieve discesa. Incontriamo la strada asfaltata, la si risale per breve tratto rientrando su una mulattiera che sale a destra, incontrando una casa ben tenuta, proseguiamo fino al successivo incrocio dove è necessario prendere la mulattiera di destra che, prima scende, e poi prosegue pianeggiante fino ad innestarsi sulla mulattiera principale che sale da Maras denominata “strada de le Muse”. Qui si scende lungamente fino ad incontrare una grande casa di campagna recentemente ristrutturata sulla propria destra, sotto la quale il percorso entra nel prato sulla destra, su traccia poco visibile soprattutto in estate, proseguiamo fino a ritrovare la strada asfaltata che andrà seguita fino alla piazza del paese di Maras, dove sarà possibile visitare la chiesetta frazionale risalente al 1100 D.C.

Uscendo dal paese, seguiamo la strada provinciale SP12 fino al vicino parcheggio.

 

-- Estremi sentiero bianco.

 

POINT(736422.6 5112960.7 483.3)

POINT(736447.5 5112938.0 480.1)

Distanza 3D = 3005.29m

--- Quota Inizio = 483.29m Fine = 483.29m

 

 

 

Severino Rungger gruppo escursionistico Pèdia davò Pèdia

 

Sul versante Rocchesano di Passo Fedaia, per chi ama la solitudine esiste un piccolo pezzo di paradiso: si tratta della zona più orientale del valico dove la Marmolada volge il suo versante verso il Ciamp d’Arei levigato dal ghiacciaio che - un tempo addossandosi alla Lastìa della Serauta - scendeva in Val Pettorina. Dalla rotabile lungo i tornanti che salgono da “Capanna Bill” al Ciamp de Lobia e al passo, alzando lo sguardo verso la regina delle Dolomiti è qui identificabile una solitaria e rotondeggiante asperità ai piedi della Serauta: ecco il Sass del Mul, residuo dell’azione esarativa glaciale, a tutta prima insignificante rilievo dominato da ben altri giganti, invero mèta privilegiata per una piacevole escursione tra flora, fauna, panorami, tracce glaciali e tanta storia della Grande Guerra.

Il Sass del Mul (denominazione di guerra) fu infatti una base di partenza per gli attacchi alla conquista della zona della Serauta, vigilato dagli Alpini del battaglione

 

Val Cordévole e Belluno*), unità formate per la maggior parte da valligiani. Come quasi in tutte le zone di confine, gli stessi difendevano le proprie famiglie e le proprie case ed erano - oltre che bravi soldati - i migliori conoscitori dei luoghi cui erano posti a guardia. L’importanza di questo caposaldo quotato 2301 m è quella di essere stato per un lungo periodo l’estrema postazione italiana, dalla quale - in più occasioni….

 

 

 

. nel corso del conflitto - gli Alpini tentarono inutilmente e con numerose perdite la conquista delle posizioni nemiche del Sass de le Ùndes e di Forcella a “V”.

La sommità di questa elevazione quotata 2301 m è raggiunta con un breve anello che ci conduce in un ambiente romito appena a lato di itinerari frequentatissimi sia in estate che in inverno, percorribile in poche ore di cammino dalla base di partenza del Ciamp de Lobia 1970 m (Ristorante “La Cianèl”• tel. 0437-722372); piccolo parcheggio privato); per chi volesse l’escursione si potrà dilatare ulteriormente raggiungendo le prime lingue del ghiacciaio della Marmolada che scende da Serauta.

 

* Le fasi dell’attacco nella notte sul 3 luglio 1916 in zona Serauta per la conquista della Forcella a “V” e del Sass de le Ùndes a firma del Colonnello Nicola De Maria, sono riportate nel libro “Con gli Alpini sulla Marmolada” di Arturo Andreoletti e Luciano Viazzi, (Mursia 1977). La sfortunata azione di un reparto ebbe avvio dal Sass del Mul: nessun obbiettivo venne raggiunto con gravi perdite.

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Il percorso si situa in un’area apparentemente anonima ma invero ricca di spunti interessanti legati alla Natura e alla Storia; in particolare il tracciato sfrutta una mulattiera militare con ampi e mutevoli scorci panoramici su una messe di cime: Civetta, Pelmo, Antelao, Tofane, Sella Boè, Sassolungo e la Catena Mesola-Padon-Migogn. La mulattiera di guerra è ancora ben visibile nonostante i suoi 100 anni realizzata con eleganti tornanti e una capillare organicità verso i vari apprestamenti logistici e tattici ricavati sul ripido versante a forza di mine. Qui dal 1915 all’autunno 1917 sorsero i baraccamenti e le postazioni in galleria in vista del laghetto di Fedaia e della citata catena del Padon; al sommo del Sass del Mul era sotto tiro anche il Sass de le Ùndes dove arrivavano le gallerie più avanzate del nemico nascosto nella “Città di Ghiaccio”.

Per la discesa si potrà ritornare sui propri passi mentre per i più esperti converrà salire fino ad incontrare la pista da sci che in estate diventa una pista di servizio donde per questa a Passo Fedaia e al Ciamp de Lobia per chiudere l’anello. In caso di scarsa visibilità da nebbia evitare di salire oltre il Sass del Mul verso il ghiacciaio e ripiegare per la via di salita percorsa: il Soccorso Alpino ve ne sarà grato. Data la solidità della roccia, le gallerie dislocate sul percorso sono sicure: ci si potrà peraltro addentrare con la dovuta prudenza (al termine ci sono baratri non indifferenti); evitare di asportare tracce di guerra ampiamente diffuse dove maggiore era la presenza dei militari.

  

 

IL PERCORSO

 

Superato il primo tratto del Sentiero della Lepre*, ci si dirige sinistra verso la base del Sass del Mul, attraversando il pianoro verso l’evidente tabella posizionata a bordo pista. Da questo punto ci si immette sul sentiero che scende da Passo Fedaia e porta all’attacco della “Ferrata Eterna”; la traccia è ben evidente e si snoda tra la folta vegetazione arbustiva dell’ontano montano per poi piegare decisamente a sud: il segnavia bianco-rosso faciliterà l’individuazione del percorso e dei cambi di direzione.

Si oltrepassa il conoide del materiale di risulta qui scaricato durante i lavori della costruzione del tunnel d’ispezione della condotta che riporta l’acqua prelevata dall’invaso del lago del Fedaia per la produzione di energia elettrica nella centrale di Malga Ciapèla allorché la richiesta diminuisce. Il tratto è relativamente pianeggiante: usciti dalla vegetazione ci prendiamo il tempo di spaziare con lo sguardo sulle cime che piano piano si mostrano; la roccia che ci sovrasta assomiglia ad una grande bocca bavosa mentre a fianco del tracciato si risaltano degli stillicidi d’acqua che talvolta disegnano la roccia evidenziandola a strisce zebrate …..molteplici sono le sensazioni che possono colpire il visitatore, mentre in basso si delinea sempre più il serpentone d’asfalto della rotabile.

 

Si prosegue sempre seguendo il segnavia tracciato su questo largo colatoio ormai ben coperto da magro prato: finalmente una tabella ci immette sulla centenaria mulattiera militare che sale alla cima del Sass del Mul. In questo punto si diparte il sentiero per la “Ferrata Eterna” ma ugualmente ha inizio alla nostra sinistra il difficile itinerario di guerra che portava al Valon d’Antermoia e alla Serauta sottopassando le ripide rocce della Lastia protese verso i pascoli del Ciamp d’Arei.

Due agili tornanti del percorso verso il Sass del Mul conducono alla prima deviazione (a destra): qui è facilmente individuabile la prima galleria che domina il lago (si suppone fosse una postazione per la mitragliatrice); attorno sono numerosi i resti dei ricoveri logistici sapientemente costruiti dagli Alpini. Ritornando sui propri passi la mulattiera di guerra riprende a salire attraversando un tratto intagliato nella roccia; poco oltre ci si trova davanti un falsopiano protetto da un muro a secco parallelo alla catena Mesola-Padon; l’apprestamento era ugualmente fornito di un ricovero in roccia (probabile deposito munizioni) mentre altri resti nascosti al nemico si possono identificare qua e là. Ormai prossimi alla rotondeggiante culminazione, interessante infine una trincea in buono stato ci conduce ai 2301 m del Sass del Mul dove altri resti di nidi di mitragliatrice prendevano d’infilata le postazioni austro-ungariche del Sass de le Ùndes. Le opere di guerra sommitali sono evidenti: la trincea principale è praticamente intatta, contornata da un muro di difesa ben visibile; diffuse nei pressi le tracce di trincee diroccate e resti di manufatti ad uso logistico.

 

 

*Il “Sentiero della Lepre” dove ha avvio il nostro percorso è un tracciato ad anello ideato e manutentato dal gestore del ristorante/pizzeria “La Cianèl;. Il sentiero si snoda ad anello nel lariceto che contorna l’edificio (tabella con doppia dicitura); è un simpatico e facile percorso di carattere turistico - adatto alle famiglie con bambini curiosi di scoprire la natura - privo di dislivelli o difficoltà ma ricco di tracce di quel simpatico roditore dalle lunghe orecchie: non è raro al mattino o alla sera scorgerlo anche assieme a vari altri ungulati (cervi e caprioli) mentre le marmotte si ritroveranno nel loro habitat naturale in ambiente aperto.

 

 

UN PO’ DI GEOLOGIA

(Collaborazione G.Fontanive)

La Marmolada (Punta Penìa, 3343 m) detiene una indiscussa sovranità nel rilievo Alpino tra Isarco e Piave le con l’ormai classica denominazione di “Regina delle Dolomiti”, essendo la più alta tra le vette dei Monti Pallidi, dalla cui slanciata morfologia ampiamente diffusa peraltro si discosta per la semplice struttura dovuta a sovrapposizioni di varie placche tettoniche di età Neoalpina (Post-miocenica). Ciò ha provocato un aumento dello spessore orografico e dunque maggior altezza; considerando poi la conformazione del versante settentrionale moderatamente inclinato è facile comprendere come qui si sia potuto sviluppare il ghiacciaio più esteso delle Dolomiti. Sintomatica anche la morfologia che scende alla Conca di Passo Fedaia dove il raccogliersi delle lingue glaciali nel corso delle varie epoche ha suddiviso variamente la montagna separandone alcune zone da arditi setti longitudinali: il Sass de le Ùndes, il Sass de le Dódes e il Còl dal Buos nelle cui aree intermedie le lingue glaciali hanno agito con maggior forza approfondendo i solchi di discesa. Anche lo stesso Sass del Mul mèta della nostra escursione rappresenta i resti di uno sperone isolato orami quasi totalmente eroso dalla fiumana di ghiaccio che scendeva tra la Serauta e il Sass de Ùndes almeno fino a 10.000 anni or sono con imponente seraccata sul tratto maggiormente inclinato prima del Ciamp de Lobia e d’Arei. Il modellamento delle rocce di fondo è inequivocabile, con prevalenza di arrotondamenti montonati ed eleganti levigature su cui l’erosione meteorica ha successivamente disegnato varie forme di dettaglio che stimoleranno la fantasia dell’escursionista e l’interesse dello studioso.

Il Gruppo della Marmolada rappresenta una straordinaria potenzialità naturale oggi, con l’egida dell’Unesco, diventato Patrimonio dell’Umanità, in un significato che potrà portare ancora maggiore consapevolezza e dunque maggior rispetto ambientale.

 

 

 

 

 

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